Di me diranno, di Luca Benassi.

Il libretto di Luca Benassi, Di me diranno – Edizioni CFR, 2011 – fu, a suo tempo, una sorpresa natalizia bene annunciata nell’introduzione del compianto Gianmario Lucini, allora direttore della “Collana Turoldo di poesia dell’Essere”. L’incrocio tra fede e poesia, pace e solidarietà; la lontananza dalla storicità del Natale, innescata da secoli di iconografia edificante e astratta; la nostalgia dell’innocenza, contrapposta al realismo a volte crudo della vicenda autentica; e ancora: la fisicità, intrisa di dolore; Continua a leggere

Di me diranno, di Luca Benassi

Le prose poetiche di Luca Benassi conservano l’atmosfera e i personaggi della tradizione religiosa cristiana: l’asino ( Di me diranno la pazienza della soma. ), il bue ( Di me diranno il fiato caldo. ), la stella (Di me ricorderanno la luce che segna la strada verso il bimbo. ), il fico ( Di me diranno sterile,…), il gallo ( Di me diranno il pianto amaro del tradimento. ), la croce (Di me diranno il segno della storia. ), il lago (Non c’è rete al dubbio se non quella / tesa al pesce, a rinnovare il mestiere del lago. Ma nel collaudato meccanismo dell’allegoria, Benassi introduce due sostanziali innovazioni: la rinuncia a qualsiasi morale spicciola e soprattutto l’elemento sorpresa. Mi viene spontaneo un riferimento a La Buona Novella di Fabrizio De André, per il quale il legame con i Vangeli Apocrifi è al contempo profondo e tenue: allo stesso modo per Benassi il ricorso alla rappresentazione tradizionale del Natale. Egli fa riferimento alla tradizione cristiana del presepe, ne usa alcuni strumenti, per poi stravolgerne lo schema statico e rituale. Continua a leggere

Il dono della notte, di Emilio Coco

 

di Luca Benassi

 

Nel 1911 la rivista La Voce rifiutò la pubblicazione di un intervento di Umberto Saba dal titolo “Quel che resta da fare ai poeti”. Lo scritto, ritrovato fra le carte del poeta e pubblicato nel 1959, inizia rispondendo, senza preamboli o giri di parole, alla questione posta dal titolo: “ai poeti resta da fare la poesia onesta.Continua a leggere