Abele, di Lucianna Argentino (con lettura alla Radio Vaticana)

Vi proponiamo un estratto dello splendido poemetto Abele, di Lucianna Argentino, pubblicato da Progetto Cultura nella collana “Le Gemme”, facendo seguire il link della lettura alla Radio Vaticana.

Parlami madre, raccontami ancora                                                                         

del tempo nel giardino che quando lo fai

nei tuoi occhi balzano gazzelle,

si alzano in volo farfalle, ruggiscono leoni;

le tue parole cantano, mi scorrono sotto pelle

ed è sangue di luce, è nostalgia feroce

che plachi col tuo fiato profumato di nardo e di cipro;

nella tua bocca è frusciare di arbusti,

frullo d’ali, è il passo del Dio quando viveva qui.

 

Lei tace e guarda lontano,

sente nelle mani la rovina,

le linee aggrovigliate senza pace. Continua a leggere

L’attimo di una farfalla. Sulla poesia di Monica Martinelli

cop
di Lucianna Argentino

Durante la presentazione a Roma, lo scorso maggio, del libro di Monica Martinelli “L’abitudine degli occhi” (Passigli, 2015), Claudio Damiani tra le tante cose interessanti ha detto anche che la nuova poesia si è, finalmente, accorta che c’è un “fuori” per cui lo sguardo del poeta si è rivolto all’esterno. Ora non è questa la sede in cui discutere approfonditamente su questo stimolante tema che, tra l’altro, mi riporta alla mente Michel Foucault e il suo “Il pensiero del fuori” là dove il filosofo scrive che “l’essere del linguaggio appare di per se stesso solo nella scomparsa del soggetto”. Continua a leggere

Poesia e storia in Bicocca

Lunedì 1 dicembre alle ore 18,30 presso la libreria bookshop Franco Angeli, viale dell’Innovazione, 11 a Milano, incontro per il ciclo Epiche: sarà presentato La rabbia, un libro collettivo sulle scritture epiche al femminile. Continua a leggere

L’Ospite indocile, di Lucianna Argentino

L'ospite indocileLucianna Argentino, L’Ospite indocile, Passigli, 2012

Nota di lettura di Annamaria Ferramosca

Ho attraversato questa raccolta accogliendo l’invito abbagliante di Anna Maria Farabbi affacciato nel risvolto di copertina, a verificare i suoi preavvertimenti, puntualmente verificati . Ritrovata quella postura incessante di ascolto sottile, percepita quella restituzione di un canto proveniente dal vuoto che circonda. Ma qui il vuoto appare densissimo, perché giunge dalle asole nella stoffa della vita (e pure nella trama cosmica) i cui bordi, cuciti di parole di poesia, sanno trattenere dalla vertigine. Si tratta dunque della capacità di inseguire plasmare rivitalizzare la parola poetica, che in questo libro è chiaramente dispiegata da una delle più ascoltate poetesse italiane contemporanee. Continua a leggere

Quattro libri di poesia: Argentino, Codazza-Bertolino, Ducan, Rosa

macchina da scrivere

di Max Ponte

“Ma se qualcuno ce li ha donati, con relativo dispendio di carta e denari, non abbiamo il dovere di parlarne? Di esprimerci in merito, fosse anche con una parola? Non dobbiamo restituire qualcosa alla comunità delle lettere o della conoscenza?” ho pensato in questi giorni guardando i libelli approdati sulla mia scrivania. Così ho riletto i testi, riunito le idee, gli appunti a matita e ho confezionato un articolo con un piccolo spazio per ognuno. Mi sono proposto, colto da strani lumi, di fare un’operazione simile (con la poesia) fino alla fine dei miei giorni, a costo di leggere poche pagine di un libro, di aprirlo a caso, o commentarne solo la copertina. Continua a leggere

1941

di Lucianna Argentino

“Sì, pensavo: viviamo

senza futuro. Questa è la cosa strana:

coi nasi schiacciati contro una porta chiusa”

(Virginia Woolf, gennaio 1941)

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“E’ ora di smettere il monile

d’ambra, di mutare

il lessico, di spegnere

il lampione sulla porta…”

(Marina Cvetaeva, febbraio 1941)

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