Vivalascuola. Gli Asini n. 30. Crescere al tempo dell’Isis

E’ uscito il n. 30 de Gli Asini (novembre/dicembre 2015), rivista di educazione e intervento sociale diretta da Luigi Monti che unisce riflessione teorica e pratica didattica. Vivalascuola propone l’editoriale della rivista, l’indice e il testo di apertura, di Luciano Gallino, economista morto a Torino lo scorso 8 novembre, caro a vivalascuola e ai redattori de Gli Asini. Le sue analisi ci sembrano utili, anzi essenziali, per chi si occupa di scuola e intervento sociale. Questo è anche un invito a leggere il suo ultimo libro – Il denaro, il debito e la doppia crisi spiegati ai nostri nipoti -, a meditarlo e a trarne le dovute conseguenze. Continua a leggere

“L’EMERGENZA NON GIUSTIFICA I DANNI CAUSATI DALL’AUSTERITÀ” di Luciano GALLINO

DA REPUBBLICA

A fine 2012 un gruppo di giornalisti e politici greci presentava alla Corte Penale Internazionale dell’Aja una denuncia per sospetti crimini contro l’umanità a carico del presidente della Commissione Europea (Barroso), della direttrice del Fmi (Lagarde), del presidente del Consiglio Europeo (Van Rompuy), nonché della Cancelliera Merkel e del suo ministro delle Finanze Schäuble. A sua volta un’attivista tedesca nel campo dei diritti umani, Sarah Luzia Hassel, appoggiava la denuncia con una documentatissima relazione circa le azioni compiute dalle citate istituzioni a danno sia della Grecia che di altri Paesi, europei e no. Tutte azioni suscettibili di venir configurate addirittura come crimini contro l’umanità ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto di Roma della Corte Penale dell’Aja. Si va dalla liquidazione della sanità pubblica alle politiche agricole che hanno affamato milioni di persone; dalla salvaguardia del sistema finanziario a danno dei cittadini ordinari alle ristrette élite che influenzano le decisioni delle istituzioni stesse, sino agli interventi nel campo del lavoro e della previdenza atti a ledere basilari diritti umani. Un altro documento ancora che accusa i vertici Ue di gravi forme d’illegalità, simili a quelle testé indicate ma senza etichettarle come crimini contro l’umanità, è stato pubblicato a fine 2013 dal Centro Studi di Politiche del Diritto Europeo di Brema, su richiesta della Camera del Lavoro di Vienna.
Per quanto è dato sapere i documenti citati sopra giacciono tuttora nei cassetti dei destinatari. Continua a leggere

“Le elezioni europee e i trattati da rifare” di Luciano GALLINO

di Luciano Gallino

 
da MICROMEGA

Sulle condizioni di vita dei cittadini europei, già afflitti dalle politiche di austerità, incombono altri rischi presenti in alcuni trattati che la Ue si accinge a varare o sono appena entrati in vigore. Riguardano i salari pubblici e privati; i diritti del lavoro; le politiche sociali; lo stato della sanità pubblica; il sistema previdenziale; la sicurezza alimentare; infine la possibilità di una crisi economica ancora più grave dell’attuale. Le prossime elezioni europee offrono una importante occasione sia per cominciare finalmente a discutere in pubblico di tali rischi, sia per fermare un paio dei trattati ancora non sottoscritti perché su di essi il Parlamento europeo ha diritto di veto. Continua a leggere

Crisi economica, banche, pianti e felicità

di Massimo Maugeri

Resistere non serve a nienteCi siamo da poco lasciati alle spalle il 2013: l’anno in cui la crisi economica e finanziaria ha fatto sentire tutto il suo peso, soprattutto in Paesi come il nostro. Anche i titoli di alcuni libri hanno espresso gli umori del periodo. “Resistere non serve a niente”, recita per esempio il titolo del più recente romanzo di Walter Siti (edito da Rizzoli e vincitore dell’edizione 2013 del Premio Strega) puntando l’indice sulla zona grigia che collega criminalità e finanza, fatta di cinici broker, politici corrotti, malavitosi di nuova generazione e banchieri accondiscendenti.
Banchieri. Storie dal nuovo banditismo globaleE a proposito di banche, c’è andato giù duro Federico Rampini con il suo recente saggio “Banchieri. Storie dal nuovo banditismo globale” (Mondadori): il sottotitolo la dice lunga sui contenuti di un testo che tenta di spiegare le responsabilità della crisi economica (scoppiata nel 2008 con il fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers) arrivando a un’affermazione molto forte: «i banchieri sono i grandi banditi del nostro tempo. Nessun bandito della storia ha mai potuto sognarsi di infliggere tanti danni alla collettività quanti ne hanno fatti i banchieri».

Il colpo di Stato di banche e governi. L'attacco alla democrazia in EuropaAncora più netto e pesante è il giudizio di Luciano Gallino che traspare dal titolo del suo nuovo volume: “Il colpo di Stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa” (Einaudi). Cosa aspettarsi, dunque, dal 2014? Quali potrebbero essere gli auspici per tentare invece di «resistere» nonostante tutto e, magari, andare avanti con più coraggio? Continua a leggere

“I debiti della Germania e l’austerità della Merkel” di Luciano Gallino

DA REPUBBLICA

 

L’intervista concessa giorni fa dalla Cancelliera Merkel alla Frankfurter Allgemeine, apparsa anche su Repubblica, si presenta con due facce. La prima è quella di un manifesto elettorale, in vista della tornata di settembre. Angela Merkel è nota per saper interpretare come pochi altri politici le idee e gli umori del cittadino medio del suo paese.

Che si possono così compendiare: noi lavoriamo sodo, sappiamo fare il nostro mestiere e amministriamo con cura il denaro pubblico e privato; quasi tutti gli altri, nella Ue, lavorano poco, sono degli incapaci e vivono al di sopra dei loro mezzi. La seconda faccia dell’intervista è una calorosa difesa delle politiche di austerità e delle riforme che la Cancelliera ha imposto ai Paesi Ue affinché risanino i bilanci pubblici e riducano i debiti. Ogni personaggio politico sceglie le strategie comunicative che crede ed è probabile che quelle di Angela Merkel le assicurino il terzo mandato consecutivo. Su di esse non c’è quindi nulla da dire. Ma la difesa strenua dell’austerità e il messaggio implicito nell’intervista “i Paesi Ue sono pieni di debiti e noi no, per cui ci tocca insegnargli come si fa ad uscirne” meritano qualche osservazione. Continua a leggere

Buon 1° maggio! Una proposta per la creazione di nuovo lavoro

Sul lavoro il nuovo Governo, leggendo le anticipazioni del neo premier e del ministro dell’economia, parrebbe accingersi a riproporre vecchie e ingannevoli ricette neoliberiste, che lungi dal creare nuova e valida occupazione (a tempo indeterminato e ragionevolmente risolutiva per i milioni di disoccupati e inoccupati) continueranno a sottrarre risorse pubbliche a vantaggio di imprese e banche. E’ necessario invece rompere con politiche inefficaci, pensando nuove forme di lavoro e con esso un nuovo modello sociale ed economico, nell’ottica di una più equa distribuzione della ricchezza e di un benessere diffuso.

I.     E’ in atto una guerra dura e inapparente per il permanere di un’egemonia economico finanziaria, in Italia come  nella maggior parte del pianeta. La posta in gioco è il denaro pubblico, i beni comuni e quelli personali di milioni di persone. I miliardi di euro, innanzitutto, di tasse ed imposte sempre più stritolanti per la maggior parte della popolazione; e il patrimonio immobiliare degli enti pubblici che si vuole svendere (terre e immobili demaniali, monumenti etc.) col pretesto di ridurre il debito pubblico; beni comuni come l’acqua, l’ambiente, la terra. Ma anche le risorse personali dei privati, che l’eccesso di tassazione, l’aumento incontrollato dei prezzi, il bisogno disperato di liquidità, la schiavitù del gioco d’azzardo, delle droghe, della prostituzione strappano via per andare a incrementare, in buona parte, i conti bancari di potenti lobbies o gruppi malavitosi; in modo spontaneo o attraverso il braccio impietoso degli enti di riscossione, o della giustizia civile. Continua a leggere

Il baratro fiscale dell’Agenda Monti – Luciano Gallino

(Da: la Repubblica)

 

Non ci sono solo gli Stati Uniti. Anche l’Italia ha il suo baratro fiscale, come quello Usa di natura politica prima che economica. L’agenda Monti vi dedica ampio spazio, sebbene usi altri termini. In realtà il baratro l’ha aperto il Parlamento quando ha ratificato mesi fa – su proposta del governo Monti – il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento ecc. imposto da Consiglio europeo, Commissione e Bce. L’art. 4 prescrive: “Quando il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo di una parte contraente supera il valore.. del 60%… tale parte contraente opera una riduzione a un ritmo medio di un ventesimo all’anno”. Il Trattato è già in vigore, ma in base a un precedente regolamento del Consiglio, l’inizio della riduzione del debito verso la meta del 60 per cento dovrebbe aver luogo solo dal 2015. Continua a leggere

Vivalascuola. Con la schiena dritta

C’è stato il gioco delle tre carte. 1. “Sull’abrogazione della norma che prevedeva l’aumento dell’orario a 24 ore a parità di salario per gli insegnanti c’è stata una convergenza di tutto l’arco parlamentare“: Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura della Camera (qui). 2. Non ci sarà nessun aumento dell’orario dei professori. La rassicurazione arriva dal ministro Francesco Profumo (qui). 3. Nella serata del 9 novembre il Governo ammette che la norma contenuta nel ddl Stabilità sull’aumento dell’orario d’insegnamento è tutt’altro che superata (qui). Infine l’11 novembre anche la Commissione Bilancio abroga il provvedimento (qui). E’ il risultato della mobilitazione degli insegnanti. E il Governo risponde con gran faccia tosta: restituisce con una mano e toglie dall’altra! Infatti alla scuola verrebbe ancora ridotto il MOF (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa): si finirebbe col bloccarla del tutto. Occorre scioperare il 14 e dire che il MOF non si tocca, occorre tenere alta la guardia fino all’approvazione definitiva della Legge di stabilità e rendersi conto che il provvedimento è solo accontonato. Sta al mondo della scuola cogliere questa occasione per una battaglia culturale nel Paese, con studenti e famiglie, che faccia vera informazione e riporti orgoglio e dignità all’insegnamento e alla scuola pubblica.

Il “senso dell’accovacciato” e la “schiena dritta
di Giovanna Lo Presti

Verso lo sciopero del 14 novembre, assemblee nelle scuole
Sono reduce da un’assemblea di insegnanti di Torino: in questi giorni la mobilitazione è incentrata sul possibile aumento delle ore di cattedra da 18 a 24 settimanali, a parità di retribuzione – naturalmente. L’enormità del provvedimento ha destato dal loro torpore anche quei docenti che sino ad ora se ne sono stati tranquilli, Continua a leggere

DOVE I MILIARDI ABBONDANO, MENTRE LA MISERIA DILAGA. UNA SOLUZIONE PER IL LAVORO?

Un interrogazione parlamentare presentata di recente al Ministro degli interni da alcuni parlamentari sardi conferma, in modo preoccupante, ciò che in parte sapevamo: che mafia e criminalità organizzata non solo non sono morte, ma ingrassano e si espandono anche svolgendo lavori pubblici tramite appalti, sub appalti e tramite chiamata diretta dei lavoratori, in barba alla legge antimafia vigente. L’interrogazione si riferisce ad un imprenditore siciliano che ha svolto per anni importanti lavori in Sardegna. Gli affari della malavita, certo, non si limitano a quello: sono stati confiscati in Italia, a mafia, camorra e ‘ndrangheta, 10.438 beni immobili acquistati con proventi di attività illecite.

Ma sappiamo anche che associazioni malavitose e cricche organizzate aggirando la normativa vigente vincono appalti pubblici anche per il tramite di altre persone, incensurate, poste fittiziamente alla direzione di imprese. Dietro ai lavori e ai servizi pubblici e alle grandi commesse (ricordiamo le centrali nucleari, e i quindici miliardi di euro stanziati per l’acquisto dei cacciabombardieri F-35), che mettono in circolo fiumi di denaro pubblico, c’è un agguerritissimo sottobosco imprenditoriale, e le immancabili connivenze col sistema politico e amministrativo: ben diciotto comuni sono stati commissariati nel 2011.  Continua a leggere