Luigi Maria Corsanico legge William Butler Yeats

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William Butler Yeats

Quando tu sarai vecchia

traduzione di Lucia Intartaglia

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Antonin Dvorak – Songs My Mother Taught Me

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Luigi Maria Corsanico legge Paul Éluard. 2

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Paul Éluard(1895-1952)
Ti alzi…
(Facile) 1935
Traduzione di Marcello Comitini

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Anne W Brigman
The Bubble, 1907. Source

Scriabin – Prelude Op. 15, No. 4 in E major

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Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 4

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Fernando PessoaL’amore è una compagnia
O amor é uma companhia
(10 luglio 1930)
da “O Pastor Amoroso”,
in “Poemas de Alberto Caeiro”
Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati
da: UN’AFFOLLATA SOLITUDINE
POESIE ETERONIME
Bur Rizzoli
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Tudo isto é fado (versão curta) por António Cobra

Tamara de Lempicka – The Dream, 1927

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Luigi Maria Corsanico legge Pierluigi Cappello (1967-2017)

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ISOLA
PIERLUIGI CAPPELLO

Dentro Gerico, Presentazione di Giovanni Tesio, Tavola di Sergio Toppi, La barca di Babele, 8, Circolo Culturale di Meduno, 2002, pp. 63, s.i.p.
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Antonio Vivaldi, Concerto per oboe in do maggiore RV452 – Adagio
Die Toteninsel, Arnold Böcklin Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Pier Paolo Pasolini

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Pier Paolo Pasolini
Supplica a mia madre (Poesia in forma di rosa, 1964)
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Alexander Scriabin – Prelude in f sharp minor (Op.11 Nr.8)
Vasily Gvozdetsky (piano)

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Luigi Maria Corsanico legge Pablo Neruda

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Pablo Neruda – Poema XII
Per il mio cuore basta il tuo petto
Venti poesie d’amore e una canzone disperata
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Immagine : Edward Weston,
The White Iris (Tina Modotti) (1921)

Quarto movimento da la Suite Barroca
arrangiamento di Karl Scheit
Autore anonimo
GuitarraChitarra Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Andrej Arsen’evič Tarkovskij

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Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij
Morire in levità
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Karl Friedrich Abel, WKO 207
per viola da gamba solo
Nima Ben David

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Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini

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Marcello Comitini
Il miele dei ricordi

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Francis Lai – Le passager de la pluie
Immagini dal web di propietà degli autori

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Desiderata

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Ci sono cose che avremmo voluto fare noi. A me capita con la poesia.
Vorrei aver scritto io “Prima che bruci Parigi”, di Nazim Hikmet. Lo sento come un brano magico, mentre a molti è del tutto indifferente. Ricordo di averlo proposto in video – con la splendida lettura del mio amico Luigi Maria Corsanico – ad alcuni conoscenti cui è risultato ostico, noioso. Grazie a Dio, c’è gente cui è sfuggita una lacrima, di fronte a questa lieve profezia dei nostri tempi.
Poi c’è “Questo è il prologo”, di Lorca: il più grande, non tanto per lo spessore culturale, né per la visione dell’arte o della vita, ma perché ogni parola che gli usciva dalla penna era un relitto d’altri mondi, che ognuno vorrebbe visitare, per un giorno.
Come ignorare, poi, l'”Annunciazione” di Rainer Maria Rilke, dove l’arcangelo Gabriele ci sembra di conoscerlo da sempre, fallibile anche lui, al punto da scordare il contenuto della sua missione?
Vorrei aver scritto anche “Questo amore”, che alcuni considerano più adatta alla nota carta da cioccolatini. Per me è irresistibile: del resto, si sa che la realtà fa risorgere in ognuno qualcosa di ineffabile, in cui non possiamo non specchiarci.
L”Ode alla notte”, di Pessoa, vorrei averla data alla luce in un’ora di tristezza, in cui tutti i suoi superlativi avessero il potere di strapparci al pozzo nero in cui a volte rischiamo di cadere.
E infine, “Dall’immagine tesa”, omaggio doveroso a Rebora, che ha percorso la mia stessa strada. Neanch’io aspettavo qualcuno; anch’io ho resistito, come lui, a sbocciare non visto, sedotto da un quasi inudibile bisbiglio.

Luigi Maria Corsanico legge Gesualdo Bufalino

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Gesualdo Bufalino
Dedica, molti anni dopo
da “Gesualdo Bufalino, L’amaro miele”
Einaudi Editore, 1982
Lettura di Luigi Maria Corsanico
***
Luciano Berio – Wasserklavier
La foto di Gesualdo Bufalino è di Giuseppe Leone
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Luigi Maria Corsanico legge Pablo Neruda. 4

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Pablo Neruda (1904–1973)
Crepusculario
(1919)
FAREWELL Y LOS SOLLOZOS

Leído por Luigi Maria Corsanico
Imagen: Tina Modotti
Astor Piazzolla: Tango apasionado

 

SANTIAGO, 1923
En agosto de 1923 aparece “Crepusculario”, publicado por Ediciones Revista Claridad. Es el primer libro de Neruda, publicado cuando el poeta tenía 19 años.
La obra motivó una inmediata atención del público y la crítica, siendo elogiado, entre otros, por Pedro Prado, Raúl Silva Castro y Alone.
Fue el propio Neruda quien costeó la impresión de Crepusculario, debiendo poner en ello algo más que dinero y voluntad. Juntando centavos, empeñando algunas de su pocas posesiones, y obteniendo al fin un pequeño préstamo del crítico Alone, el libro consigue salir a luz.
Es en este libro en donde aparece “Farewell”, tal vez el poema más popular y recitado de Neruda. Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Odisseas Elitis

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Sole il Primo/IOdisseas Elitis
(Traduzione di Nicola Crocetti)
da “Odisseas Elitis, Sole il Primo”, “Quaderni della Fenice” Guanda, 1979
Nel 1979 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura; tra le motivazioni del premio spicca il desiderio di libertà intellettuale e sviluppo della creatività, che traspare dalla sua poesia. Morì ad Atene nel 1996.
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Paul Klee, Ad Parnassum, 1932

Johannes Brahms
Intermezzo in B-flat minor, Op. 117 No. 2 (excerpt)
Grigory Sokolov, piano
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Luigi Maria Corsanico legge Nazim Hikmet. 3

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NÂZIM HIKMET
ANGINA PECTORIS (1948)
Traduzione di Joyce Lussu da “Tradurre Poesia” (1967)

Interpretazione di Luigi Maria Corsanico

Johann Sebastian Bach
Cello Suite No.4 in E flat major, BWV1010
4.Sarabande
Robert Cohen

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Luigi Maria Corsanico legge Nazim Hikmet. 2

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NÂZIM HIKMET
Anche questa mattina mi sono svegliato
Berlino, 1961
da Poesie d’amore, 1965
Traduzione di Joyce Lussu

Lettura di Luigi Maria Corsanico

Dmitri Shostakovich
Cello Concerto No.1, 2nd movement
Fotografia di Remus Tiplea
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Anche questa mattina mi sono svegliato
e il muro la coperta i vetri la plastica il legno
si son buttati addosso a me alla rinfusa
e la luce d’argento annerito della lampada
mi si è buttato addosso anche un biglietto di tram
e il giallo della parete e tre righe di scritto
e la camera d’albergo e questo paese nemico
e la metà del sogno caduta da questo lato s’è spenta
mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo
e i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto
e la nostra separazione e quello che siamo
mi sono svegliato anche questa mattina
e ti amo.

Luigi Maria Corsanico legge Konstantin Michajlovič Simonov

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Konstantin Michajlovič Simonov
Aspettami ed io tornerò (Жди меня и я вернусь…)
1941
Traduzione di Angelo Maria Ripellino
da “Poesia russa del Novecento”, Guanda, Parma, 1954
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Opera pittorica di Edgar Caracristi ©

“Prélude” di François Couperin
Advent Chamber Orchestra
Stephen Balderson al violoncello

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Luigi Maria Corsanico legge Sergei Esenin

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Sergej Esenin
Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco
1924
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Gabriel Fauré, Pavane op.50
Alessandro Molinaro flauto
Gian Paolo Lopresti chitarra
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Luigi Maria Corsanico legge Giovanni Papini

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Giovanni Papini

C’è un canto dentro di me

(da Opere di Giovanni Papini. Volume diciassettesimo. Poesia in prosa. Cento pagine di Poesia – Giorni di Festa. Nuova edizione con molte aggiunte, Vallecchi, Firenze, 1932, pp. 273-276. Originariamente in Cento Pagine di Poesia, 1915, con qualche leggera differenza).

Interpretato da Luigi Maria Corsanico

Immagini da opere di Edgar Caracristi ©

Goffredo Petrassi
Kyrie, per coro e archi (1986)
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
diretti da Arturo Tamayo
Maestro del Coro: José Luis Basso Continua a leggere

Luigi Maria Corsanico legge Edoardo De Filippo

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Pier Paolo, poesia di Eduardo De Filippo
da: “O’ penziero e altre poesie” di Eduardo, Einaudi1975
Lettura di Luigi Maria Corsanico
JS Bach Sonata No1 in G minor BMV 1001
Viktoria Mullova – Adagio
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Pier Paolo

Non li toccate
quei diciotto sassi
che fanno aiuola
con a capo issata
la ‹‹spalliera›› di Cristo.
I fiori,
sì,
quando saranno secchi,
quelli toglieteli,
ma la ‹‹spalliera››,
povera e sovrana,
e quei diciotto irregolari sassi,
messi a difesa
di una voce altissima,
non li togliete più!
Penserà il vento
a levigarli,
per addolcirne
gli angoli pungenti;
penserà il sole
a renderli cocenti,
arroventati
come il suo pensiero;
cadrà la pioggia
e li farà lucenti,
come la luce
delle sue parole;
penserà la ‹‹spalliera››
a darci ancora
la fede e la speranza
in Cristo povero.

[Eduardo De Filippo, 1975]