Vivalascuola. “Chi fa politica lasci la scuola”

Gli insegnanti non dovrebbero parlare, i presidi non dovrebbero parlare, i giornalisti non dovrebbero parlare, i magistrati non dovrebbero parlare, l’opposizione non dovrebbe parlare… Il 3 ottobre sciopero dei precari della scuola e manifestazione per la libertà di stampa.

Qui non si fa politica. Stiamo lavorando per voi

di Donato Salzarulo

«Dopotutto la gente sembra capace di credere qualsiasi cosa.» (G. Rey, 1996)

1. – 14 Settembre 2009. Primo giorno di scuola. Mi sveglio quasi all’alba. Ho addosso un’eccitazione che mi porto nell’anima da bambino. Ora sono dirigente. Continua a leggere

Vivalascuola. Il primo giorno di scuola


Ecco il primo giorno di scuola a Napoli, Torino, Milano 1 e 2, Bologna, Terni, Prato, Roma, Ancona, Reggio Calabria, Messina, Palermo… Comincia l’anno del taglio di 42.000 posti di lavoro, non supportato da alcun atto normativo (vedi qui). Il nuovo anno si apre nella incertezza delle norme (vedi qui) e nella protesta (vedi qui e qui). Vivalascuola augura un buono anno scolastico.

Per conoscere la scuola del ministro Gelmini Continua a leggere

Vivalascuola. Bilancio di un anno

La scuola è finita e questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2008-2009. Un grazie di cuore ai lettori e ai collaboratori e tanti auguri di buone vacanze a tutti.

2008-2009: Cronistoria e bilancio di un anno scolastico “in movimento”
di Tullio Carapella

Quella che segue non è un’analisi esaustiva del movimento in difesa della scuola pubblica sviluppatosi in questi ultimi mesi, ma è semplicemente un punto di vista personale e parziale di alcuni suoi momenti “salienti”, per individuarne limiti e potenzialità, in vista di una sua probabile ripartenza nel prossimo autunno. Credo oggi possa risultare utile anche “raccontarci gli errori” per migliorarci perché io stesso, se ripenso alla mia piccola parte, so che non rifarei tutto allo stesso modo. Continua a leggere

Vivalascuola. Cosa vogliono i genitori

“Preoccupa… il disegno di legge presentato dall’on. Valentina Aprea, che prevede un generale ridimensionamento della presenza dei genitori all’interno degli Organi collegiali della scuola. La sostanziale abolizione dei rappresentanti di classe la dice lunga sul disinteresse nei confronti della componente genitoriale. In questo contesto parlare di Patto educativo di corresponsabilità diventa puramente formale”.
(
Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana, qui)

Cosa vuole dalla scuola un genitore…
di Giovanni Nuscis

Pensando a cosa vorrei per i miei figli dalla scuola so che mi porterò appresso, in questa riflessione, la mia esperienza di studente, ma anche quella di lavoratore e di cittadino; al pari, credo, di qualunque altro genitore. Continua a leggere

Viva la scuola. La scuola che verrà

Inizio d’anno nel caos per la scuola, e la circolare del ministro non migliora la situazione. Oltre a essere confusa e ad avere vizi formali. Anzi Mario Piemontese dimostra che la circolare è fuorilegge. Intanto si simula il caos che verrà, si riflette sul tempo pieno (qui) e sulla valutazione (qui, qui, qui). Si parla anche del ministro che verrà… mentre la scuola si riorganizza: a Milano, a Bologna, a Firenze, i precari

Voglio fare la maestra
di Donata Glori

Passo spesso per un’ ottimista ai limiti dell’ottusità, questa volta non è così.

Complici malattia e vacanze a sprazzi ero riuscita a tenermi un po’ fuori dall’assillo dell’ orribile Controriforma Gelmini-Tremonti-Brunetta-Aprea-Cota e dagli scenari che si aprono per il nuovo anno per godermi Natale, famiglia e amici.

Sono rientrata molto sfiduciata, sento che ho consumato quasi tutte le energie di cui sono capace per contrastarla, per cercare forme di opposizione ma devo ammettere che sono stanca. Continua a leggere

Viva la scuola. Il mio maestro unico

Questa settimana: una lettera di Donata Glori, il racconto di Donato Salzarulo Il mio maestro, informazioni e valutazioni sull’incontro Governo-sindacati dell’11 dicembre, segnalazioni, appelli

Buon Natale, povera scuola pubblica
di Donata Glori

Carissimi tutti, ieri mi hanno telefonato dall’Attacco, quotidiano della provincia di Foggia, pieni di entusiasmo perché sembrava che il maestro unico fosse rientrato, ho subito chiarito che non era vero. Ho dovuto spegnere diversi entusiasmi, ho dovuto dire a colleghe e amici, che in fretta si erano entusiasmati per il passo indietro della Gelmini, che bisognava andarci più che cauti e che ciò che viene distrutto e su cui non torneranno indietro è proprio il modulo che tanto abbiamo difeso in questi anni nella nostra scuola e nelle scuole soprattutto del sud. Continua a leggere

Viva la scuola. I mali dell’università…

… i danni del dl 133 e possibili soluzioni, in una lettera di eccezionale chiarezza del Rettore del Politecnico di Milano; Michele Corsi ci dice perché siamo solo all’inizio; inoltre confronti, segnalazioni, informazioni, appelli.

Il decreto Gelmini è stato approvato (qui un’esposizione dettagliata), la ricetta di Cossiga è stata messa in pratica (qui una testimonianza), mentre il ministro Maroni ha una nuova ricetta. Il 30 ottobre la scuola ha scioperato e più di un milione di disinformati facinorosi sono scesi in piazza. Il Presidente si scandalizza e dice che bisogna aumentare i fondi alla scuola privata, si scandalizzano anche gli insegnanti, che guadagnano un aumento contrattuale di 61 euro lordi. Intanto alcuni pensano a un referendum abrogativo, l’università si prepara a scioperare il 14 novembre e in tanti dicono che il bello viene adesso. Anche il ministro Gelmini, che annuncia prossima una riforma dell’università. E sarebbe il caso di cominciare a dare un’occhiata alla proposta di legge Aprea n. 953… Ultima ora: il Presidente ci ha ripensato: slitta l’approdo in Parlamento di riforma universitaria e legge Aprea… comunque un’occhiata alla legge Aprea è assolutamente il caso di darla. Continua a leggere

Viva la scuola. In sciopero

Notizie sulla protesta, un confronto, un intervento di Marina Massenz, le ultime del governo, segnalazioni dalla rete, appelli… e la risposta alla domanda: a chi dobbiamo il proliferare di università e corsi di laurea in Italia?

La protesta della scuola è esplosa e si diffonde. Qui si possono trovare notizie sugli eventi, una mappa delle proteste, foto, video. Queste sono le leggi contestate. La disponibilità del governo è stata questa (e qui si può sentire dalla viva voce del Presidente; dei tanti commenti, ne propongo uno di Carla Benedetti, uno di Beppe Sebaste e uno di Peter Gomez), poi il Presidente rettifica, poi ci ripensa. Con una lettera il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita al dialogo, mentre l’ex presidente Francesco Cossiga in un’intervista incita al massacro (e anche per Francesco Cossiga propongo un commento; ma c’è anche chi propone una petizione). Intanto una prova di dialogo è fallita e il 30 ottobre la scuola scende in sciopero, mentre per il 14 novembre è fissato uno sciopero dell’università. E c’è anche chi pensa a dopo. Continua a leggere

Viva la scuola. Ricominciare a pensare

Un articolo di Luigi Monti, la proposta di una maestra arrabbiata, le ultime dal governo, segnalazioni, appelli

Dopo la scuola
di Luigi Monti

Autunno. Per la scuola è stagione di riforme che non possono riformare e di dibattiti che non vogliono spiegare. Le vere e allarmanti novità del ministro Gelmini in materia di scuola e istruzione, più che nel contenuto (tagli, voto in condotta, maestro unico, educazione civica: si tratta, al massimo, di retrive ottusità, più che di inedite perversità), stanno nel metodo e negli intenti. Per quanto riguarda il primo, lo abbiamo visto all’opera fin dall’esordio di questo esecutivo: decreti legge, maxiemendamenti, voti di fiducia che creano false emergenze e nulla hanno a che vedere con quelle vere, del paese come del mondo. Atti di forza che sfibrano gli ultimi scampoli di partecipazione democratica rimasti e confermano quel potere taumaturgico di cui un blocco sociale sempre più consistente sembra aver investito il cavaliere e i suoi vassalli. Continua a leggere

Viva la scuola. Lettera a una non professoressa

Lettere al ministro, due scioperi (17 e 30 ottobre), appelli, nuovo decreto, nuovi tagli, email al Presidente della Repubblica

Una lettera di Marilena Salvarezza

Si torna a parlare di scuola

Nel tanto vituperato ’68, l’anno del male, fonte di tutti i nostri guai passati presenti e futuri (perbacco, è bello sapere da storici che tutti i nostri guai hanno un inizio e un responsabile certo, basterebbe forse eliminare per decreto l’anno incriminato), usciva un libretto, Lettera a una professoressa, che allora colpì molto, scritto dai ragazzi di uno sperduto paesino toscano, figli di contadini, arrivati alla dignità della scuola grazie ad un prete scomodo, don Milani. Una scuola dove non c’era il maestro unico, ma i ragazzi più grandi insegnavano agli altri, il che è anche il modo migliore per imparare. La lettera partiva da un’istanza di giustizia e uguaglianza, quella che ora è considerata archeologia da non disseppellire. Continua a leggere

Viva la scuola. Tempo dei bambini, politica del governo

Due interventi di Marina Massenz e Michele Crudo, l’ultima del ministro, proposte, esperienze, appelli

Il tempo dei bambini
di Marina Massenz

A scuola non esiste e non deve esistere solo il tempo per imparare.

E’ necessario anche un tempo in cui potersi conoscere, sperimentare, avvicinare all’altro; un tempo per accogliere e sentirsi accolti, per ascoltare e sentirsi ascoltati; un tempo in cui poter imparare ad accettare l’altro, nella sua diversità, e conoscere il “piacere” di giocare e collaborare.

Cogliere l’importanza e il ruolo fondamentale del tempo nella vita del bambino, consente di effettuare una riflessione sulla dicotomia tra tempo perso e tempo guadagnato.

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Viva la scuola. Gelmini a “Porta a porta”

di Donato Salzarulo

Invece di Gelmini in Collegio pare che abbia detto Gelmonti. Non so. Non ricordo. Però, se davvero è successo, il lapsus è perfetto.

La maestra a Porta a porta

L’avesse fatta parlare, gliele avrebbe dette e ridette di santa ragione, gliele avrebbe spiegate a
dovere con la pazienza di Giobbe. Mi riferisco alla maestra romana, in studio lunedì notte con la sua classe a Porta a porta.

Vespa, il chierico del governo in carica, l’ha tirata in ballo soltanto due volte e tutte e due è rimasto disorientato. S’aspettava risposte di conferma e, invece, tranquilla e sorridente, la maestra ha mandato in soffitta le propensioni ideologiche del conduttore.

La prima volta le ha chiesto se i suoi alunni, quando varca la soglia dell’aula, scattino in piedi.
«No», ha risposto con calma e sicura di sé la bella e brava maestra, «non lo fanno perché a scuola non è necessario rispettarsi in quel modo». Non è, infatti, una direttrice d’orchestra abituata al cerimoniale degli orchestrali che, dovendo dare spettacolo a teatro o in una pubblica piazza, s’alzano in piedi; né è caporale di una squadra. Continua a leggere

Viva la scuola. Ma davvero gli insegnanti in Italia sono troppi?

Se gli insegnanti vi sembran troppi
di Pino Patroncini

Alcuni giorni fa è venuta trovarmi a Roma la mia amica Mariangela, che da molti anni insegna nelle scuole italiane all’estero, ha passato cinque anni in Inghilterra e da due anni lavora a Manchester a stretto contato con le scuole inglesi. È stata l’occasione per ricordare i vecchi tempi del lavoro sindacale fatto insieme a Milano. Ma tra ricordi, nostalgie e polemiche (che tra due buoni amici di sinistra non mancano mai!) c’è stato anche il tempo per parlare di scuola inglese. Continua a leggere

Viva la scuola. Maestro unico e grembiulino

Un confronto, una testimonianza di Franco Arminio, un po’ di numeri, due appelli

Decreto 137 del 1/9/2008, art. 4 “… le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola”.

Confronti

Torino 1886
Oggi primo giorno di scuola… Tutte le strade brulicavano di ragazzi… Signore, signori, donne del popolo, operai, ufficiali, nonne, serve, tutti coi ragazzi per una mano e i libretti di promozione nell’altra, empivano la stanza d’entrata e le scale, facendo un ronzio che pareva d’entrare in un teatro. Lo rividi con piacere quel grande camerone a terreno, con le porte delle sette classi…
(Edmondo De Amicis, Cuore) Continua a leggere