L’eccezione e la regola

da qui

Oggi la mafia non è più l’eccezione, ma la regola. Chi crede in un mondo onesto e trasparente è un alieno piovuto quaggiù da chissà dove. Mai come ora, la profezia è una voce che grida nel deserto. Nessuno l’ascolta, tranne Dio. Solo Dio può sconfiggere la mafia, la cricca che ingrassa per il giorno della strage.

Libera nos a malo

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C’è chi va fino in fondo, anche se fischiano le bombe,
chi perde un amico lungo l’autostrada
dove partire è un po’ morire, dove non basta credere
che serva una giustizia a questo mondo,
e che un giudice è un servo del diritto,
e come tale non si tira indietro
nemmeno se sapesse che il mattino
potrà essere quello senza sera,
anche se quelli che per così dire
governano, ma sono governati
dalla paura sono certi
di rientrare puntuali per la cena,
e se qualcuno pagherà per questo
non è il caso di farla tanto lunga:
c’è sempre un Cristo, un Ghandi, un Borsellino
in via d’Amelio a darsi in pasto ai denti dello squalo,
a farsi in pezzi prima che la notte
giunga. Pater, libera nos a malo.

Attualità di Giorgio Ambrosoli

di Andrea Sartori

A partire dal 1991, con la pubblicazione presso Einaudi del libro di Corrado Stajano Un eroe borghese. Il caso dell’avvocato Giorgio Ambrosoli assassinato dalla mafia politica, l’indifferenza, se non la diffidenza, che circondava la figura di Giorgio Ambrosoli, è progressivamente mutata. Lo scorso 14 novembre 2011, ad esempio, l’Associazione Giorgio Ambrosoli ha organizzato, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, la prima Giornata della Virtù Civile, dedicata a un’altra figura di resistente contro l’illegalità e le mafie, quella di Libero Grassi. L’oblio si è così riconvertito in ricorrenza, e si è fatta strada l’idea che la condotta di Ambrosoli rappresenti un esempio trasversale di onestà e integrità etica, soprattutto in un’epoca in cui i crimini finanziari dei colletti bianchi sono lo strumento più subdolo con cui le aree corrotte dell’imprenditoria e della politica, non di rado assistite dalla malavita organizzata, addebitano alla collettività i costi di spregiudicate operazioni speculative e di imbrogli di bilancio. Continua a leggere

Presentazione de “Il bambino che sognava i cavalli”, di Pino Nazio

Alla biblioteca Liber di Roma, mercoledì 22 giugno alle 17,30 viene presentato il libro di Pino Nazio Il bambino che sognava i cavalli – 779 giorni ostaggio dei corleonesi (Sovera Edizioni)

Dal 7 giugno scorso il libro di Pino Nazio dedicato alla storia del piccolo Giuseppe Di Matteo, si può trovare anche nei 107 punti vendita dell’Unicoop Tirreno. Una iniziativa che risponde non tanto a una esigenza commerciale, quanto a quella di fornire un supporto alla diffusione di una storia drammatica e –per certi versi- dimenticata, come quella che ha avuto come protagonista un ragazzino di appena 13 anni. Anche per questo la sezione soci della Coop Laurentino ha organizzato una presentazione alla biblioteca Liber di Roma (supermercato Coop – via Laurentina, 748), mercoledì 22 giugno alle 17,30. Continua a leggere

Destra e sinistra a confronto sulla mafia

Saranno il vicepresidente della Commissione antimafia, Fabio Granata, e l’ex presidente e attuale membro della stessa Commissione, Giuseppe Lumia, a confrontare due culture, quella di destra e quella di sinistra, sul tema della mafia e dell’antimafia.

L’occasione sarà la presentazione, organizzata dalla proloco di Ciampino nella sala convegni in via del lavoro 59 a Ciampino (Roma), alle 17.30 di martedì 31 maggio, del libro di Pino Nazio Il bambino che sognava i cavalli – 779 giorni ostaggio dei corleonesi. Continua a leggere

Rendere visibile “L’invisibile”: il “Denaro” di G. Di Girolamo

Giacomo Di Girolamo, L’invisibile, Roma, Editori Riuniti 2010, pp. 555, € 15,00.
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di Antonino Contiliano

Grande è il disordine sotto il cielo,
ma la situazione è ottima?
Mao 

Preferiresti che Cesare fosse vivo, e morire tutti da schiavi,
o che Cesare sia morto per vivere tutti da uomini liberi?
Shakespeare

Il titolo di questo nuovo libro di Di Girolamo, centrato sulla tema della mafia siciliana e dei suoi estesi legami nazionali, e in particolare sulla figura del latitante eccellente – Matteo Messina Denaro –, fa scattare (almeno così è stato per chi scrive) un visibile rimando alla dichiarazione di poetica dell’arte moderna. Per l’arte moderna, sintetizzando, il dettato essenziale è che la pittura debba rendere visibile “l’invisibile”. La rappresentazione perde così la sua supremazia, e con essa il realismo della mimesi più o meno dichiarato. Come dire, forse, che ciò che appare, per essere afferrato, capito, goduto deve risalire a ciò che non si vede ma che determina quanto si affaccia e si concretizza nella storia individuale e collettiva di quel particolare contesto storico dove le soggettivazioni si producono come qualsiasi altra merce ideologica.

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“Il bambino che sognava i cavalli”, di Pino Nazio

Pino Nazio

Il bambino che sognava i cavalli

ed. Sovera

Recensione di Giovanni Agnoloni

Un libro sulla mafia non è una novità. Potrebbe sembrare qualcosa di già detto. Qualcosa che non aggiunge nulla. Il bambino che sognava i cavalli sembra tener conto di questo, perché invece spiazza il lettore. La storia di Santino De Matteo e di suo figlio Giuseppe, il bambino rapito nel 1993 e sequestrato per 779 giorni, per poi essere ucciso e sciolto nell’acido, parla attraverso una storia che è figlia dell’esperienza e della dettagliata documentazione giornalistica dell’autore, Pino Nazio. Continua a leggere

“Il bambino che sognava i cavalli”, di Pino Nazio

Riporto qui il comunicato stampa della casa editrice Sovera inerente alla pubblicazione del libro Il bambino che sognava i cavalli, del giornalista e scrittore Pino Nazio.

Pino Nazio

Il bambino che sognava i cavalli
779 giorni ostaggio dei corleonesi

Roma, martedì 26 ottobre, ore 16:30
 – Camera dei Deputati – Sala Mappamondo Continua a leggere

NO alla vendita dei beni confiscati alle mafie

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell’impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

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Questo canto

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C’era una volta un uomo che aveva il coraggio di gridare, nelle vie polverose della Palestina. Chi dice per tre anni, chi per uno: fece in tempo a dire tutto, o comunque molto, procurando fastidi, minando strutture fatiscenti, meccanismi perversi. C’era molta folla ad ascoltarlo: qualcuno ritiene che cantasse, per farsi sentire dai lontani. Potesse questo canto alzarsi oggi, potessero tremare come allora, le officine del male.

Al posto mio

da qui

Sbrigare pratiche automobilistiche non è il mestiere più piacevole del mondo, ma permette di vivere con dignità, di tornare a casa a testa alta. Lavoro volentieri nella piccola città in cui si sente l’alito fresco dello Ionio, temperato dai duecentocinquanta metri d’altitudine, minimo indispensabile per respirare senz’affanno anche nel giorno più torrido di luglio. Siamo in pochi, oggi, sembra che gli unici superstiti si siano rifugiati qui: mio figlio, mio fratello, il principale. Continua a leggere

Notizia l’è morta 3

liberazione

di Mauro Baldrati

Liberazione di oggi contiene un articolo così strambo che si stenta a credere ai propri occhi. Ci si chiede se non vi sia un errore, se non si tratti di una nota d’agenzia pubblicata senza il filtro redazionale. Invece è un pezzo firmato, non sappiamo se da un redattore o un collaboratore: l’autore è Davide Mancuso.
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Mafia e “banda larga”…

falcone20e20borsellino
Rivedendo il filmato sulla strage di Capaci (1992)(apparso qualche giorno fa su questo blog) viene istintivamente da domandarsi cosa sia cambiato, da allora. Ho cercato sul dizionario la definizione di mafia trovandone due: 1. “In Sicilia, organizzazione criminosa, retta dalla legge della segretezza e dell’omertà, che ricorre a intimidazioni, estorsioni, sequestri di persona e omicidi al servizio di interessi economici privati.” 2. “Gruppo di persone unite per conseguire o conservare con ogni mezzo i propri interessi particolari, anche a danno di quelli pubblici.” (Zingarelli). Se facciamo riferimento alla seconda definizione – che con la prima ha in comune il perseguimento e la conservazione di un interesse privato ed i mezzi anche illeciti impiegati – bisognerebbe allora riflettere meglio sull’estensione e le forme del fenomeno; tanto più ora che gli atti di violenza eclatante, in primis quelli simbolicamente anti Stato, sono diminuiti, se non scomparsi del tutto. Continua a leggere