Amato mondo

da qui

Cristo Re. Il folle versò il secchio di benzina su don Mario e lo incendiò. Erano le sette e cinquanta del 24 novembre del ’96. L’amico perduto, pensammo, e invece fu l’amico ritrovato. Ancora dodici anni in mezzo a noi. Ogni giorno pregavo che non mi fosse tolto. Era il mio crocifisso, simbolo di chi dà la vita e, se lo bruci, risorge dalla cenere della maledizione. Don Mario non c’è più, ma il suo sorriso continua a sconvolgere la chiesa, attraversata da un brivido ogni volta che un povero gioisce, un reietto ritrova se stesso in un abbraccio, un drogato getta la siringa e chiede: cosa posso fare? Niente è più come prima. Se tentassimo di seppellire i tuoi ideali, all’alba di Cristo Re la pietra rotolerebbe via, come per ogni gesto d’amore di questo maledetto, amato mondo.