L’orlo, di Manuel Cohen

Cohen
Manuel Cohen, L’orlo, Edizioni CFR – 2015, opera prima classificata al Premio Milani 2013.

di Rosa Salvia

Questa raffinata silloge poetica di Manuel Cohen segue il percorso denso e articolato della precedente Winterreise – La traversata occidentale, Edizioni CFR – 2012, opera vincitrice del Premio “Franco Fortini” – 2011.

D’accordo con Gianmario Lucini, che curò anche la prefazione al libro sopra citato, ritengo che, se vi è una spinta innovativa nella poesia di Manuel Cohen, essa vada cercata “nella preoccupazione di saldare la tradizione alla modernità della poesia e al suo ruolo nella cultura”. Continua a leggere

Annamaria Ferramosca, Ciclica

ciclica copertina
Annamaria Ferramosca
Ciclica, collana le voci Italiane, La Vita Felice, 2014 pag.96
Introduzione di Manuel Cohen

Ad un nodo e ad uno snodo dell’epoca, nella ‘notte artica’ delle ere tutte e delle lingue, le individualità più avvertite si mettono in gioco affrontando un ‘viaggio del disorientamento’ fisico e sensoriale, cognitivo e metafisico, toccando mondi e orizzonti, mappando bussole e atlanti, registrando gli ‘urti gentili’ per il ‘rompersi dei meridiani’, nello sfaldarsi dei sistemi planetari come pure dei rapporti umani sulla nave alla deriva: ‘l’isola disperata che siamo’. Continua a leggere

Nino De Vita, “Òmini”

di Manuel Cohen

De VitaSebbene non scriva versi per canzoni e non coltivi particolarmente la musicalità e la rima, un appartato, immaginiamo anche per scelta personale, come un Roversi del Mezzogiorno, lontano dai riti dell’editoria, eppure vitale autore che in questi anni ha stampato in proprio diverse suite di versi, alcune delle quali raccolte ora in Òmini, è Nino De Vita, senza ombra di dubbio uno dei massimi poeti italiani in circolazione – sul quale sono state scritte pagine critiche memorabili, tra gli altri, da Enzo Siciliano e da Emanuele Trevi. Ricorda molto e si ispira a quella lingua dell’oralità, tanto cara a Ignazio Buttitta, la cui sopravvivenza si deve in gran parte ai cantastorie che animavano le piazze e i centri abitati della Sicilia e del Sud.

Le poesie di De Vita hanno più di qualcosa di raro, di unico, nella prosodia e nel ritmo, nell’ostensione di una rara levità, nella molta umanità e nei sentimenti espressi con misura, garbo e pudore. Sono innanzitutto lunghe, articolate narrazioni, affidate a strutture di versi pressoché brevi che ruotano intorno al settenario. Da anni l’autore scrive in questa maniera, elaborando poemetti suddivisi in paragrafi, parti infinitesime di un discorso mai finito e mai pago. È come se le strutture canoniche o quelle rastremate e minime proprie di tanta lirica neodialettale squisita e preziosa, come pure di tanta versificazione in lingua, non fossero per lui bastevoli a dire il continuum di un mondo di uomini, di vicende e di ricordi. Continua a leggere

Essere tra le lingue #7: NELVIA DI MONTE

di Manuel Cohen

Per fortuna degli autori e per gioia dei lettori, esistono, rari, premi letterari tesi a valorizzare i vincitori editando le raccolte premiate. Nelvia Di Monte (1952) di recente ha beneficiato di ciò, aggiudicandosi il ‘Premio Ischitella-Pietro Giannone 2010’ per la poesia nei dialetti d’Italia, premio che ha provveduto a stampare Dismenteant ogni burlaz, interamente scritto nella lingua friulana, nella varietà parlata a Pampaluna, paese da cui la nostra proviene; quindi, il ‘Premio speciale alla carriera Elsa Buiese 2011’, che ha stampato la suite, Nelle stanze del tempo, contenente testi in lingua e in dialetto. Continua a leggere

Essere tra le lingue #6: Ida Vallerugo, “Mistral”

di Manuel Cohen

E i vuardàn la citât che sot di nô/a impîa li sô lûs e a vîf./ Sigûrs ch’i sini vîs?/ Soul cui ch’al vîf si lu domànde?/ Sôsta dal vivi, viva eternitât?/ O si prepàre a vampâ la flama/ che finalminti a fai uman il timp?’, ‘ora voglio camminare con te sui prati./ E guardiamo la città che sotto di noi/ accende le sue luci e vive./ Sicuri che siamo vivi?/ Solo chi vive se lo chiede?/Pausa del vivere, viva eternità?/O si prepara alla vampata la fiamma/ che finalmente fa umano il tempo?’ La vicenda letteraria di Ida Vallerugo (1946) assomiglia al percorso di un fiume carsico: Continua a leggere

Essere tra le lingue #5: Assunta Finiguerra

di Manuel Cohen

All’indomani della sua scomparsa, due libri postumi tributano il dovuto omaggio ad Assunta Finiguerra (1946-2009), poeta guerriera e ‘zappatora’ (si deve la definizione ad una tesi di laurea sulla sua opera stilata da Alessia Santamaria), con Franca Grisoni ed Ida Vallerugo, una delle più autentiche ed irriducibili voci contemporanee. LietoColle accorpa due lavori editi, aggiungendo la sezione eponima di inediti, che è coeva ed adiacente, per motivi e tratto di stile, alla raccolta organica curata da Guido Oldani per Mursia. Si tratta dei versi ultimi e terminali dell’autrice, scritti durante la sua malattia devastante, e trafitti da una luce di allucinata verità di destino. Continua a leggere

Winterreise. La traversata occidentale, di Manuel Cohen

Nota al testo poetico Winterreise. La traversata occidentale, di Manuel Cohen edizioni CFR, vincitore del Premio Nazionale di Poesia Franco Fortini.

di Rosa Salvia

Dopo quello che si è sofferto dal Novecento in poi nel nostro mondo occidentale non c’è quasi più nulla da soffrire. Questa riflessione mi è venuta spontanea leggendo il poemetto in ottave decisamente fedele alla rima e all’endecasillabo WINTERREISE La traversata occidentale, di Manuel Cohen, il quale guida noialtri lettori a prendere coscienza fino in fondo, per poi liberarcene, delle storture dolorose legate al tramonto dell’Occidente, così come il filo di Arianna guida Teseo ad uscire dal labirinto. Continua a leggere

Manuel Cohen, Winterreise. La traversata occidentale – Premio Fortini 2011

o qui ed ora, cedono ad uno ad uno

se il tempo li trascina poi nel folto

o al margine del bosco, e arretrano

oltre il canneto o acquitrino tolto

da ogni mappa della zona o atlante

e gli uni e gli altri sempre annaspando

tra orali blà blà – fanga dilagante

palude incomunicante – sfiatando

Continua a leggere

IL PARLAR FRANCO. Recensione di Marco SCALABRINO

“Per anni sono andato in giro con il registratore o un taccuino in tasca, e quando sentivo qualcuno parlare in dialetto mi avvicinavo, gli facevo delle domande, mi mettevo a chiacchierare, e poi a casa trascrivevo tutto, mettendolo in poesia.” Così Franco Loi in un’intervista rilasciata a Luigi Mascheroni del maggio 2007.

Un nuovo numero de IL PARLAR FRANCO, la Rivista di cultura dialettale e critica letteraria, edita da Pazzini Stampatore Editore in Verucchio (RN), http://www.pazzinieditore.it. Un numero, il 10 del Marzo 2011, sottotitolato AL TRAGUARDO DEGLI OTTANT’ANNI, interamente dedicato a FRANCO LOI. Un numero prezioso, sia nella accuratissima veste grafica, che consegna in copertina una bella foto in bianco e nero del Poeta, sia nelle fitte righe delle oltre centottanta pagine, che ne costituiscono di fatto una monografia. Continua a leggere

La Punta della Lingua 2011

La Punta della Lingua 2011

POESIA FESTIVAL (VI edizione)

Ancona e Parco del Conero 14-21 giugno

Programma

  Continua a leggere

Un premio letterario

La Torre dell’orologio 

Città di Porto Sant’Elpidio – VII° Edizione – Anno 2011

Concorso per poesie inedite e per poesia in traduzione edita

Continua a leggere

Fabio FRANZIN “CO ‘E MAN MONCHE [Con le mani mozzate]

MOBII / MOBIITA’ (Mobilia / Mobilità)
I

Èco, vardéne: sen qua, tuti insieme
sot’a tetòia de eternit e lamiera drio
‘a segheria, un branco de pòri cristi
a l’onbrìa del silo; vardéne, ‘dèss
che quel del sindacato e ‘l diretór
dea fabrica i ne ‘à ‘assà là da soi
da soi òniun co’i só pensieri, ‘a só
ansia, el rabiosón; ‘dèss che forse
pa’a prima volta sen davéro tuti
compagni, cussì, ligàdhi aa stessa
sort. Vardéne: se ‘ven anca scanà
fra de noàntri, e sbarufà, se ‘ven
mandà a cagàr a volte, parché un
ièra un fià lechìn, el fea ‘a spia su
in ofìcio, o parché cheàltro tiréa
el cul indrìo, no’l capìa un ostia.
E ‘dess par squasi che se ‘vene
senpre vussù ben, che sene tanti
fradhèi ribandonàdhi da un pare.
Calcùn l’à sgobà insieme par vinti
àni, cómio co’ cómio, bestéma co’
sudhór; calcùn no’l voéa pròpio
savérghine de lavoràr in còpia co’
cheàltro, altri i ‘à vist el só ben
fiorìr drio ‘na fresa, basi robàdhi
fra un toc e ‘n’antro, i fiòi crésser
fra i turni e ‘l mutuo; un l’à vist
un déo sparìrghe via daa man, tut
a un trato, ‘n’antro se tièn duro ‘a
schena, co‘l lèva su daa carègha. Continua a leggere

Manuel COHEN – Cartoline di marca

(Paolo Volponi)
quante volte, dopo cena, l’ho spiato
dai vetri della casa, in fondo al Pincio
sulle mura, da dove monti e valli
dominava. e c’era un vento gelato
furioso come pochi. rassettava
la Giovina, impagabile, in cucina
mentre Paolo, nel tinello, armeggiava
col tele e l’insonnia. lottava. lottava.

* Continua a leggere

Essere tra le lingue #3: Annalisa Teodorani

Paróli

A campémm sparagnénd.

I dói che al tartaréughi

a l chèmpa una màsa perché li n zcòr.

Paróli nóvi, paróli antóighi

ch’a gli à fat la rózzna

m’al grèdi di cunsinèri.

(Parole. Viviamo risparmiando./ Dicono che le tartarughe/ campano molto perché non parlano./ Parole nuove, parole antiche/ che hanno fatto la ruggine/ alle grate dei confessionali.) Continua a leggere

Essere tra le lingue – viaggio nell’Italia neodialettale #2 : Andrea Longega

Da  El tempo de i basi

La soferenza xe una sola.

Nei giovani, nei vèci

nei maschi e nele fémene.

Gavemo tuti el stesso viso

in un lèto de ospeàl.

La sofferenza è una sola. | Nei giovani, nei vecchi |

nei maschi e nelle femmine. | Abbiamo tutti lo stesso viso |

in un letto d’ospedale.


Continua a leggere

ESSERE TRA LE LINGUE – Viaggio nell’Italia neodialettale #1: Carlo Falconi

Sono un setaccio che lascia

passare solo la passione

di stare al mondo

*

[Prima di partire per un lungo viaggio. Accade per la prima volta che su un sito di ampia visibilità, si ospiti una rubrica interamente dedicata alle scritture neodialettali, in cui appariranno autori e autrici di tutte le età, lingue, aree o orientamenti culturali: lirici e antilirici, epici e visionari, visivi e narrativi, mescidatori e sperimentali, puristi e meticci. All’occasione, segnaleremo altresì antologie, riviste, iniziative e studi relativi ai dialetti. A mo’ di augurio, apriamo con i versi di Carlo Falconi, classe 1975, già autore in lingua, ora esordiente con una plaquette di versi scritti nella parlata della vallata del Santerno. Un augurio per il suo libro d’esordio e pure per questo nuovo appuntamento Continua a leggere

Lara Lucaccioni, E i seni azzurri

 figura de convite varejao

 

Si stringe la schiera delle domande
che non ti faccio che muoiono dentro
non sapere è la risposta più adatta
per sopravviverci e trasfigurare

Solo la meraviglia ci consola
della sospensione cieca di noi
lo stare di un respiro solo nostro
la mano che mi sfiora e si ritrae

me ne resto discreta a sorvegliarti
gli occhi a proteggerti senza pregare
tra la terra che pesa e ci sprofonda

noi galleggiamo lo stesso nell’aria
vinciamo i sorteggi col tempo ingordo
superstiti che contano le ore.

  Continua a leggere

Fabio Franzin: Premio Pascoli 2009

beuys_felt_cross

Dirìti? ai operai? ma

quando mai? che l’é

za tant riussìr a no’

farse pestàr i cài, no’

farse, de nòvo, tratàr

da s.ciavi. ‘Dèss, po’,

che i tenpi i ‘é tornàdhi

a èsser scuri: contràti

precarî e tanti pòre cani

da òni part del mondo Continua a leggere