Vivalascuola. Riuscirà Renzi-Giufà a distruggere la scuola?

La scuola italiana attende due date a fine febbraio: un incontro del PD sulla scuola il 22 febbraio e la presentazione di un decreto legge il 28 febbraio: la traduzione legislativa del documento di Renzi “La Buona Scuola“. Nonostante il quadro fortemente critico del piano governativo fornito dalla trasmissione tv Presa Diretta, il sottosegretario all’Istruzione assicura: niente ripensamenti. Contro le proposte del Governo si annunciano mobilitazioni degli studenti. E intanto una proposta alternativa che parte davvero dal basso (la LIP – Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica, sottoscritta da 100.000 persone, che il 30 gennaio ha compiuto 10 anni) continua a essere ignorata dal Governo. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un intervento di Marcello Belfante sulla “Buona Scuola” di Renzi apparso sul numero 24 della rivista di educazione e intervento sociale Gli Asini, che ringraziamo per la gentile concessione. Segue un punto della situazione della “riforma“. Contro la decretazione d’urgenza in una materia che dovrebbe richiedere confronto e discussione invitiamo a firmare una lettera al Presidente della Repubblica. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: silenzio sulle bocciature

Che riforma è una riforma della scuola che non affronta il tema della valutazione didattica? “La Buona Scuola” di Renzi, fra altre mancanze, ha anche questa. D’altra parte, quando mai le “riforme” degli ultimi ministri dell’Istruzione hanno riguardato la didattica? Il tema dell’abolizione delle bocciature, atto finale della valutazione didattica, è stato agitato dai governi solo come occasione di risparmio o come scorciatoia per una “soluzione” del problema della dipersione o come strumento di giudizio sulle scuole (vedi il Rapporto di Autovalutazione, p. 10), secondo una logica mercantilistica: + promossi + soldi. La proposta di Vincenzo Pascuzzi di abolizione delle bocciature, presentata in questa puntata di vivalascuola, evidenzia invece alcune urgenze: occorre una scuola che tenga conto delle diversità e sia meno rigida nella sua organizzazione. Ma è altresì necessario, come scrive Giovanna Lo Presti, ripensare il lavoro dell’insegnante, la didattica e il sistema nel suo complesso. Per una scuola che sappia assicurare a tutti un sapere che abbia “un insostituibile valore emancipatorio“, perché “la prima servitù da cui ci si deve liberare è quella dell’ignoranza“.  Continua a leggere

Vivalascuola. Insegnare al principe di Danimarca

Auguri! “Che siamo degni della disperata speranza. Che possiamo avere il coraggio di stare da soli e l’audacia di arrischiarci a stare insieme, perché a nulla serve un dente fuori dalla bocca o un dito fuori dalla mano. Che possiamo essere disobbedienti, ogni volta che riceviamo ordini che umiliano la nostra coscienza o violano il nostro comune sentire. Che possiamo essere tanto fiduciosi da continuare a credere, contro ogni evidenza, che la condizione umana vale la pena, perché siamo stati mal fatti, però non siamo finiti. Che possiamo essere capaci di continuare a camminare i cammini del vento, nonostante le cadute e i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, più in là di noi, e quando ci dice addio, sta dicendo: ci vediamo. Che possiamo mantenere viva la certezza che è possibile essere concittadini e contemporanei di tutto ciò che vive animato dalla volontà di giustizia e dalla volontà di bellezza, nasca da dovunque nasca e viva ovunque viva, perché non hanno frontiere né le mappe dell’anima né quelle del tempo”. (Eduardo Galeano)

Amleto in periferia ovvero l’ultima “Chance
di Marcello Benfante

Non scambiamolo, per piacere, con uno dei mille inutili libri sulla scuola che ormai infestano il mercato editoriale, questo intenso e appassionato Insegnare al principe di Danimarca (Sellerio) di Carla Melazzini. Continua a leggere

Viva la scuola. Prima educare

Appunti su una scuola irriformabile
di Marcello Benfante

1. Delenda

Prenda questa ghinea e la usi per radere al suolo l’intera costruzione. Dia fuoco alle vecchie ipocrisie. Che il bagliore dell’edificio in fiamme faccia fuggire gli usignoli atterriti e invermigli i salici. E le figlie degli uomini colti danzino attorno al grande falò, gettando di continuo bracciate di foglie morte sulle fiamme, mentre le loro madri, sporgendosi dalle finestre più alte, gridano “Che bruci! Che bruci! Non sappiamo che farcene di questa istruzione!”
Virginia Woolf

Di scuola si parla e soprattutto si scrive molto. Il che spiega con quanta resistenza e malavoglia mi sia posto a stilare questa nota. Sarebbe forse meglio tacere, impegnarsi in un anno sabbatico di cessazione del chiacchiericcio. Continua a leggere