MARCO CANDIDA, “TROVA IL TUO PECCATO”

Estratti dal romanzo Trova il tuo peccato, di Marco Candida (Edizioni Della Goccia, 2016)

Trova il tuo peccatoPatrick mi telefona dicendo che farà tardi a causa di lavori in corso in autostrada. Non è la prima volta che succede. Per rassicurarmi (ed evitare scenate da parte mia, lo so) rimaniamo collegati su Skype per un’oretta buona. Posso così verificare con i miei occhi che Patrick sia effettivamente in macchina, in macchina sia solo e che ci sia una lunga fila di automobili davanti a lui. Bisogna ammettere che le nuove tecnologie sono un toccasana. Da un lato a causa delle nuove tecnologie le coppie scoppiano in continuazione, ma esiste anche un uso delle nuove tecnologie che consente a una coppia di durare molto più a lungo senza che il rapporto si logori o evolva in qualcosa di aberrante. Dopo un’oretta il mio cellulare si è scaricato, ma tanto ormai Patrick ci metterà un quarto d’ora a essere a casa. Posso stare tranquilla.
Rincasa alle nove di sera. Continua a leggere

MARCO CANDIDA: “LA MADRE DELL’ISPETTORE BALTI”

di Marco Candida

La madre dell’Ispettore Balti

(testo che uscirà sul “Wall Street International Magazine” il 20 febbraio 2016)

Nella posizione di madre di un Ispettore di Polizia Laura Balti si è sempre sentita in imbarazzo. Cos’ha da spartire lei con un investigatore? Quali profili della sua personalità o quali geni suo figlio può aver tratto da una come lei? Forse la dirittura morale e un certo qual sentimento d’indignazione di fronte alle ingiustizie. Ma quanto a fiuto o acutezza di ragionamento, di sicuro non può aver preso da lei; ed esclude possa aver preso da quel mezzo rimbambito del padre, nonché suo marito ormai dalla bellezza di quarant’anni. Tuttavia, forse per questo, a settantasette anni, Laura Balti (il suo cognome è Sennetti; ma non le procura alcun imbarazzo sfoggiare il nome del rimbambito, specialmente grazie ai figli) ha accettato l’incarico di mistery shopper. Non che ne avesse bisogno. Col suo lavoro di avvocato Leardo ha messo da parte una quantità di soldi invidiabile. In più Laura proviene da buona famiglia e, ringraziando il Cielo, non l’è mai venuto in mente di sperperare denaro facendo investimenti sbagliati o scialacquandolo. Continua a leggere

IL RICORDO DI DANIEL, DI MARCO CANDIDA

di Lorenza Ronzano

il-ricordo-di-danielEsteriormente Il Ricordo di Daniel ha ben poco di romanzesco: la trama è semplice e scarna, e anzi non si può nemmeno definire “trama”, perché manca l’intreccio, manca la cara vecchia intessitura delle vicende, e questo perché le vicende non esistono più, essendosi tutte pianificate in atti, riportati e classificati con il rigore elementare di una rubrica, di un insieme di cose da compiersi, di un’agenda.

Non si può più raccontare, è questo che sembra volerci dire l’autore – non si può più ottenere una storia da un assembramento di atti, quando ogni atto esprime soltanto una funzione e non rimanda ad altro che a se stesso. Nessun intreccio è possibile, perché tutti i personaggi non hanno una morale, non hanno un’identità, e non c’è alcuna psicodinamica a muoverli: hanno soltanto un ruolo, ovvero una funzione all’interno del sistema cui appartengono. Non è un caso che Daniel, il protagonista, li definisca di volta in volta come “la donna che sostiene di essere sua madre…”, “l’uomo che dice di essere suo fratello…, o ancora “la ragazza che sostiene di essere la sua fidanzata”, e così via. Tutto il libro, anziché da persone, è popolato da giri di parole. La fidanzata, la madre, il padre, tutti perdono la loro identità di esseri umani: come i componenti di una squadra, esistono solamente in virtù del ruolo e della funzione che adempiono rispetto al sistema d’appartenenza. Continua a leggere

“Frutta fresca per verdure marce”, di Paolo Merenda

Recensione di Marco Candida

Frutta fresca per verdure marce
Di Paolo Merenda
(Edizioni Il foglio)

Frutta

Il poliziottesco scritto da Paolo Merenda dal titolo Frutta fresca per verdure marce invita a chiedersi forse un po’ capziosamente: “In questo romanzo c’è più più frutta fresca o verdura marcia?” oppure “Il titolo allude a uno scambio tra autore e lettore? E’ il lettore il portatore avariato di verdura marcia?”. A parte questo piccolo divertissement, le centoventuno pagine scritte dall’autore alessandrino sembrano certo presentare i connotati giusti per meritarsi l’aggettivo, spesso abusato, “fresco”. Quelle di Merenda sono pagine “fresche” perché rinverdiscono, servendosi della rivoltella della parodia, il genere del poliziesco all’italiana, riuscendo in un compito difficile; e sono brillanti perché utilizzano una forma originale: centoventidue pagine divise in quattro parti ciascuna spezzettata in dodici capitoli ognun dei quali lunghi una pagina e mezza, massimo due pagine e mezzo. Ogni autore, se si guarda bene ha la sua intelligenza, e l’intelligenza di Paolo Merenda è stata quella di capire che per raccontare una storia che si regge in gran parte su stereotipi di genere la forma breve è la più efficace: essendo già noto al lettore gran parte di ciò che viene raccontato non sono necessarie molte pagine per rendere i personaggi vivi, le storie vere. Bastano poche linee, quelle essenziali, è tutto come per magia si anima e funziona. Non è questione di tecnica o di capacità: è qualcosa di molto più ineffabile, si chiama intelligenza, sensibilità. E Paolo Merenda ha il dono di possederla. Continua a leggere

Saran pure bamboccioni tq, ma è con loro che abbiamo a che fare

 

 

di: Guido Tedoldi

 

Dopo la lettura di «Bamboccioni Voodoo», antologia di racconti di Marco Candida, Historica Edizioni, 2012, pp. 182, € 14,00

 

Il libro è composto da 14 racconti, alcuni già pubblicati su siti web e riviste cartacee. Ogni racconto è indipendente, a cominciare dai nomi dei protagonisti che sono ogni volta diversi. L’atmosfera in cui sono inseriti, però, è comune. È il nostro presente. E comune è anche la categoria di persone che per la gran parte vivono a muovono le vicende narrate. È la generazione dei bamboccioni (come li definì nel 2007 l’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa) anche se alcuni di loro, quelli magari che stanno avendo più successo professionale, preferiscono definirsi tq, visto che hanno 30 o 40 anni.

Un’altra caratteristica comune ai racconti è il genere horror. Ciò non significa che l’autore, Marco Candida, sia rinchiuso in uno stilema – basta vedere la sua produzione letteraria e saggistica precedente (qui il link al suo sito web) per rendersene conto. La scelta dell’horror, qui, mi è parsa una sorta di avviso: guardate che i bamboccioni potranno pure sembrare sfigati, ma invece occorre tener conto di loro. Conoscono il voodoo.

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“Il bisogno dei segreti”, di Marco Candida

Marco Candida, Il bisogno dei segreti (Las Vegas Edizioni, 2011)


Recensione di Manuela Giacchetta

E’ difficile prevedere il funzionamento di un cervello in certe circostanze, quali strade sceglierebbe, fra le tante possibili, in condizioni anomale. Se sai di morire, per esempio, all’improvviso hai qualcosa di irripetibile fra le mani: gli ultimi momenti della tua vita. Decidere come impiegarli diventa una faccenda piuttosto complessa.
Quello che mi piace di Candida, in secondo luogo – sì perché “il primo” lo dirò poi – è che non pone il minimo accento drammatico o tragico alla certezza di questa fine. Connie dovrà morire, siamo d’accordo, ma non è questo il punto. Il punto è: dato che Connie dovrà morire, e Connie questo lo sa, Connie decide di cambiare. Continua a leggere

METROMORFOSI 27

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scadenza: 21 marzo 2010

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Il WebSite Horror di Marco Candida

Vi segnalo questo sito web, creato da Marco Candida, che è una via di mezzo tra la letteratura, la superstizione (divertente) e l'”e-commerce”. Senz’altro qualcosa fuori dagli schemi e che incuriosisce. Partecipate numerosi, diversi scrittori l’hanno già fatto!