Sulla poesia di Nadia Campana

Nadia Campana
di Maria Pia Quintavalla

Nadia Campana ci ha lasciato trent’anni fa, trentenne e pressoché inedita, salvo in rare riviste e nelle bellissime traduzioni dickinsoniane, Le stanze di alabastro, Feltrinelli 1983, ristampate SE, 2003. L’urgenza di essere *contemporanee*, e non attuali, l’accomuna ad altre sorelle di pensiero, ma è una strada solitaria, in salita. Continua a leggere

Maria Pia Quintavalla, Testi

Ritratto in piedi

parlato a mio padre vestito da respirante, sussurrante

albero che parla (e che mi ama), cime alla luce

occhi luminosi ogni tanto esso è qui, davanti

sta dicendo precise cose. Respira. Commenta (mi

rimprovera anche, mi contraddice).

Di pomeriggio lo vedo bene che il sole fa luce,

di passaggio di nascosto che fa luce – e

me li porto con me per digiunare gli occhi,

per le scale per le strade, poi divento normale

sottile netta, e bianca

***

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China

di Maria Grazia Calandrone

L’ITALIA DEGLI ANNI SETTANTA. UNA PENISOLA ANCORA TRIDIMENSIONALE
su il manifesto, 2 giugno 2011

Maria Pia Quintavalla, China, effigie 2010

Tutti quelli che scrivono lo fanno perché hanno qualcosa o qualcuno da salvare, qualcuno al quale dare voce o da risarcire. Nel caso di Maria Pia Quintavalla si tratta della propria madre, Gina, dunque lei tratta insieme dono e lutto – e lo dice così bene: e per una sola di queste parole / sarete perdonati. Continua a leggere

China : una presentazione

 

  

Roma, Biblioteca Vallicelliana (Piazza della Chiesa Nuova 18)

Giovedi 12 maggio 2011, alle ore 18

 

Presentazione di

 

CHINA

 

Breve storia di Gina, tra città e pianura

 

 

Romanzo in versi di Maria Pia Quintavalla

 

ne parlano con l’autrice Elio Pecora e Gabriella Palli Baroni

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Vivalascuola. E’ sufficiente un professore – uno solo! – per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri

Tutti quanti, ogni mattina, allo squillare della campanella, dopo aver varcato la soglia della loro scuola, si tolgono il soprabito e il loro bagaglio di idee, giudizi, pregiudizi, gusti e disgusti, ed entrano in classe armati solo del loro registro e della loro preparazione, per “accendere un fuoco” nei loro ragazzi, come diceva Yeats, e aiutarli a conseguire “virtude e canoscenza“. Diversamente, non sarebbero insegnanti, sarebbero degli agit-prop. Ci saranno anche delle pecore nere e delle pecore rosse, ma la stragrande maggioranza è così. (Francesco Anfossi)

Il quaderno delle prove giovanili
di Donato Salzarulo

inculcare [in-cul-cà-re] v.tr. (inculco, inculchi ecc.) [sogg-v-arg-prep.arg]. Imprimere profondamente, con insistenza, qlco. nell’animo o nella mente di qlcu.: i. il senso del dovere nei figli

Rimarrà sempre un segno. Non si trascorrono inutilmente ore ed ore nelle aule scolastiche. Tra una lettura e un esercizio, un’interrogazione e una traduzione, un riassunto e una parafrasi, ad un certo punto, succede qualcosa. Può succedere qualcosa. Continua a leggere

Elio Grasso su “China”

Alla vigilia della cerimonia di premiazione del Premio Nazionale di Poesia “Astrolabio 2010“, che si svolgerà sabato 16 aprile 2011 alle ore 17.00 presso l’Aula Magna Storica della Sapienza di Pisa (via Curtatone e Montanara), premio assegnato quest’anno a China di Maria Pia Quintavalla (Effigie edizioni, pp. 120, euro 14,00), siamo lieti di presentare una recensione di Elio Grasso dell’opera.

Il poema che finisce sulla pagina
di Elio Grasso

China è il poema che finisce sulla pagina, nella nostra realtà dopo aver viaggiato in mezzo a molte delle poesie che in questi anni Maria Pia Quintavalla ha lasciato in altri libri. China è la madre irriverente che torna dopo la morte, come a dire che insomma tutto quel fervore filiale non le ha impedito di venire tolta dal mondo. Continua a leggere

“China” a Milano

Sta venendo un tempo, te ne uscivi improvvisa,
spalancando vetri e silenzio,
sullo stupefatto giardino di San Paolo.
Indicavi il nord, viene da Milano e porta pioggia.
Annuivo, seguendo il tuo profilo sporgersi additare
dove il fischio dei treni aumentava

tu restavi calma,
ne eseguivi imperterrita l’ascolto
di vicende del tempo di stagioni, latrice
di messaggi, giudizi antichi.

(Maria Pia Quintavalla, China)

Venerdì 14 gennaio alle ore 18.00 presso la Libreria Feltrinelli, via Manzoni, 12, Milano, tel. 02.76000386, incontro con Maria Pia Quintavalla, autrice di China (Effigie Editore).

Intervengono Gabriella D’Ina, Paolo Giovannetti, Itala Vivan. Continua a leggere

Maria Pia Quintavalla. China

Di Nadia Agustoni

Parlando della propria opera Elsa Morante più volte accennò all’importanza di Menzogna e sortilegio, libro della costruzione del mito famigliare e non mancano nella nostra letteratura narrazioni ispirate a genealogie parentali, basti ricordare Natalia Ginzburg e a noi più vicina nel tempo Clara Sereni. China, Edizioni Effigie 2010, romanzo in versi di Maria Pia Quintavalla e ritorno alle madre e al suo mondo, si colloca in questo solco. La narrazione in versi nulla toglie in chiarezza al racconto (sei parti con un prologo), ma evidenzia ancora di più quel bordo di incertezza e assoluto dolore su cui certe vite si muovono. (1)
La morte e la vita, quest’ultima con le parole della tenerezza e con la dimensione della speranza, aprono Ospedale: “ Era questa una zona del tempo/ dove ruspe per l’aria, e macerie/ cadevano per terra come stelle fitte,/ pezzi di realtà volavano cedevano/ senza dolore: mia madre era morta […]”; Continua a leggere

“CHINA (breve storia di Gina, tra città e pianura)”

(paesaggio emiliano)

“CHINA (breve storia di Gina, tra città e pianura)”

Di Maria Pia Quintavalla
Edizioni Effigie 2010

Biblioteca Vicentina
venerdì 21 maggio ore 18,15

Introduce Paolo Giovannetti Continua a leggere

Ricordo di Nadia Campana.

(Nadia Campana. Da “Poesia” novembre 1990)

Per Nadia Campana.
di Maria Pia Quintavalla

Visto l’ultimo film di Marina Spada su Antonia Pozzi, ho – inevitabilmente – pensato a Nadia. Al frammento che si usa, come forma artistica, quando si deve ri-costruire o riparare alla pochezza, in un gesto d’amore, della memoria. Sono delle ricercate, delle scomparse.
Ho trovato grande l’analogia creata nel film, fra l’immagine di Antonia Pozzi, che sbocconcella e poi sputa, di nascosto, nel palmo della mano, l’arancia, subito dopo un’immagine eco cardiaca, diastole e sistole: la timidezza di lei rivelata. Così bella, altrettanto, sempre nel film, la sacralità di rivisitarne lentamente i luoghi vissuti. Se questo rito è vero, dà salvezza, e noi dovremmo terminare quelle tappe di avvicinamento al luogo natale (e mortale), per lei, di Cesena. Continua a leggere

Compianto in terracotta, L’età moderna

luce

di Maria Pia Quintavalla

Ed è sorella rinata dalle ceneri,

bisogna che io parli di Adriana.

rinata là mi aspetta

nella casa dove ha vissuto il padre,

ha taciuto di lui mi ha accolta

accucciata a terra poi, Sono qui

Vengo a prenderti ristorati –

la tua casa e la mia sono nate

qui, stesso spazio, sogno lo stesso

sosteneva i suoi occhi prima di morire.

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Purgatoriale – di Maria Pia QUINTAVALLA

         Purgatoriale

     Stamane, mi sono svegliata già stanca e un po’ agitata come da un sonno duro e senza pace, e avrei voluto parlare con te, madre: mi sento così strana senza il nostro telefono senza fili che quei fili ho cercato amorosi nel buio, per un po’ senza trovarli.  
Intanto risentivo la tua bella voce sensuosa avvolgermi, un po’ solare, ma l’aria pareva potesse smarrire quei tesori se non li afferravo presto, come quel tuo ondeggiare lieve.
Eravamo sole, e questa immagine mi ha dato la carica nervosa, senza parole ancora, che per giorni mi avrebbe lasciata in tormento.
Allora ho sentito che non ci sarebbe stata un’altra possibilità, se non ti avessi presa così di forza, e con la mia attenzione costretta a sedere qui, a portata di orecchio.

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Maria Pia QUINTAVALLA “Selected Poems”

Un’antologia – da ànthos (fiore) e légein (raccogliere, scegliere) – è per un poeta occasione preziosa per guardare a ritroso sul suo cammino artistico; rivedendo quel secondo corpo cresciuto assieme al primo, fisico, materico, a cui è simile solo quando invecchia, con lui, nell’incedere lento e inesorabile degli anni, e dei suoi sapori e lacerti; ma che se ne distacca, talvolta, come in questo caso, per affermare un’identità e una fisionomia irriducibili al tempo, alle riletture, al mutare di gusti e di canoni; e si sceglie, dunque, salvando poco o molto del lavoro di anni, lasciando in ombra. Continua a leggere

Luigi Metropoli legge “Album feriale”

“Per dare conto della complessità e della varietà di quest’inventario stilistico e tematico che è Album feriale di Maria Pia Quintavalla, vorrei partire dalle conclusioni di Franco Loi, nella premessa al volume:

Un libro tormentato, questo di Maria Pia, un libro importante. Perché segna la sua volontà di guardare in faccia la realtà, di rivisitare il passato, riaffrontare con amore la propria vicenda e i propri compagni di strada. E’ certo un libro di dolenza, ma anche di luce. Ci sono anche versi felici e sereni e slanci di gioia. Il lavoro fatto su sé sta dando i suoi frutti: quella bambina è ancora viva, ricca di se stessa, resa più forte dalla poesia, pronta ad accettare di essere divenuta adulta…

Così comincia un bel saggio di Luigi Metropoli su Album feriale di Maria Pia Quintavalla pubblicato sul bel blog di Gian Franco Fabbri. Vi invito a leggerlo qui, qui e qui.