Strambo confronto fra Drago Jančar e il primo Boris Pahor

di Sergio Sozi
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La Slovenia non confina con l’Italia, con noi, proprio quanto il mare non bagna Napoli.
La Seconda Guerra Mondiale invece ci ha invasi entrambi, anche se spesso in maniera diametralmente opposta, anche a giudicare dalla sensibilità degli scrittori sloveni che ne hanno trattato: una maniera che esala in primis dalle scelte linguistiche e dall’età dei due autori di cui parliamo (Drago Jančar, nato a Maribor nel 1948, e Boris Pahor, Trieste 1913) e parallelamente dal punto di vista cronologico in cui l’ultima guerra viene da costoro inquadrata o adombrata (Jančar la adombra, Pahor la vede postea): se Aurora boreale (Bompiani 2008) di Drago Jančar sta pressoché tutto nel 1938, La villa sul lago di Boris Pahor (scritto nel 1952, tradotto da Nicolodi solo nel 2002) si sviluppa entro tre giorni di un aprile del 1948. Continua a leggere