Vivalascuola. 1968: memoria contro damnatio

(Elaborazione grafica di Francesco Mele)

Nonostante ricorrenze e convegni, il 68 è stato condannato a una sorta di damnatio memoriae: la cancellazione di qualsiasi traccia che lo riguardi, come se non fosse mai esistito. Il 68 è imbarazzante, scomodo, da rimuovere anche per chi vi ha partecipato, sia chi non la pensa più come un tempo e lo ricorda con disappunto sia chi ne è uscito con un senso di sconfitta e ne serba la frustrazione. Eppure molte elaborazioni di quegli anni sono di un’attualità impressionante, in una realtà mutata ma in cui il nocciolo duro delle forme di potere e di oppressione resta lo stesso. Memorie e riflessioni sono perciò necessarie e pongono il problema di come trasmettere quel che è stato alle giovani generazioni. Anche vivalascuola vuole approfittare del 50° anniversario del 68 per fare memoria, convinta, come scrive Ernesto Sabato, che “Senza utopia nessun giovane può vivere in una società orribile“. Cominciamo in questa puntata dando la parola a chi il 68 l’ha fatto, proponendo i testi di Donato Salzarulo e Marilena Salvarezza e il ricordo in poesia di Graziella Tonon; proseguiremo con altre puntate dedicate specificamente alla scuola e all’università, che sono stati tra i territori principali del 68. Chi dei lettori fosse interessato a dare il suo contributo, ce lo comunichi nei commenti e sarà contattato.
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Vivalascuola. Ciò che i ragazzi devono sapere sul lavoro

Doveva essere il giorno della scuola. Prima il 22 febbraio, poi il 27, poi il 3 marzo. Adesso è diventato il 10 marzo. In realtà il giorno della scuola non esiste. Uno: perché non sanno che pesci pigliare. Due: perché le loro idee sulla scuola sono sbagliate e incostituzionali. Tre: perché il giorno della scuola è tutti i giorni. Allora continuiamo a opporci, con mobilitazioni di docenti e studenti proposte alternative, e intanto facciamo al meglio il nostro lavoro, perché l’educazione non ammette rinvii. Oggi su vivalascuola ci domandiamo quale formazione sul lavoro è bene che la scuola dia ai ragazzi, anziché prodigarsi, come vorrebbe chi ci governa, per creare manovalanza a basso costo al servizio dell’azienda. O addirittura lavoro gratuito, come pretendono adesso per l’Expo. Pensiamo infatti che la scuola, come sempre (non c’è sapere se non critico), dovrebbe fornire ai futuri cittadini gli strumenti per capire e le competenze per maturare un giudizio sulla società e non dare un’istruzione puramente funzionale ai modelli economici. Dovrebbe fornire delle basi culturali forti per affrontare dei veri lavori domani. Ne parlano Giuseppe Caliceti, Francesco Ciafaloni, Marilena Salvarezza.
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Vivalascuola. Ciao, Daniela, e grazie!

Questa puntata di vivalascuola è un saluto grato e commosso a Daniela Bertocchi, che ci ha lasciati il 28 novembre 2014. Con Daniela Bertocchi salutiamo una maestra che non ha mai smesso di essere una di noi. Daniela Bertocchi ha dedicato alla scuola gran parte della sua vita. Pensare a lei è pensare a quella che si definisce una persona di scuola, aliena dal “pensiero unico” , sempre vicina agli altri e aperta al dialogo e alla condivisione per inclinazione personale e per scelta umana e professionale. E ricordarla è ricordare una merce oggi molto rara: la centralità della didattica e della formazione. Grande è la gratitudine per Daniela, per le qualità della persona, per i suoi libri e i suoi corsi e, per noi, per la sua preziosa collaborazione a vivalascuola. La rubrica è nata il 15 settembre 2008 come spazio di opposizione alla “riforma” Gelmini e già il 24 novembre 2008 Daniela firmava il primo di una serie di articoli. Per quelli che l’hanno conosciuta, Daniela Bertocchi rimane un esempio di rigore, coerenza e disponibilità alla sperimentazione e alla discussione. Ciao, Daniela, e grazie!

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Marilena Salvarezza, Smarrimenti

Venerdì 9 maggio alle ore 18.00 presso la Biblioteca Fra Cristoforo, di via Fra Cristoforo 6, a Milano, Marilena Salvarezza presenta la sua nuova raccolta poetica Smarrimenti (edizioni Portaparole 2013), di cui presentiamo una breve selezione di testi. Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola giovani lavoro

Scrivo queste poche righe in una condizione di incredulità e con un gran dolore nel cuore. La scuola è il luogo della tutela. Il luogo a cui affidiamo tutti i giorni i nostri figli, in cui entrano i nostri studenti, il nostro luogo di lavoro. Ciò che è accaduto a Brindisi è inconcepibile. Lunedì entriamo nelle nostre scuole proponendoci di raccontare, di commentare, di analizzare l’orrore di questo avvenimento. Dovremmo entrare listati a lutto. Dovremmo trasmettere – noi che li vediamo tutti i giorni, timorosi, indolenti, silenziosi, sorridenti – il grido di orrore con cui la scuola reagisce alla propria profanazione. Più di qualsiasi minuto di silenzio, la forza delle nostre parole deve essere il modo per dire che, qualunque sia stata la matrice di un atto tanto insensato e bestiale, noi – insegnanti e studenti – non ci stiamo, né ora né mai. Lunedì tutte le scuole d’Italia devono chiamarsi Morvillo Falcone, per Melissa che non c’è più, per Veronica e tutti gli studenti feriti, per i nostri ragazzi e per questo sventurato Paese che merita altro. (Marina Boscaino)

Tra scuola e lavoro mettiamo il futuro
di Marilena Salvarezza

Tra scuola e lavoro c’è sempre stato un legame forte quanto contraddittorio, con un’oscillazione costante tra due poli estremi. A uno l’appiattimento sui bisogni del mondo del lavoro e la spinta a “canalizzazioni precoci”, all’altro il distacco della scuola dal territorio e dalla realtà Continua a leggere

Vivalascuola. Non è sempre la stessa Storia

Didattica e apprendimento della Storia, educazione alla cittadinanza e costruzione dell’appartenenza alla nazione italiana, nelle classi con molti alunni stranieri. Ovvero: può un ragazzo straniero maturare un senso d’appartenenza alla nazione italiana scoprendone e condividendone alcuni valori fondanti? Possiamo educare dei nuovi cittadini partendo dalla consapevolezza della storia dei loro Paesi e del nostro? (Onorina Gardella)

Non è sempre la stessa Storia
di Marilena Salvarezza

Penso che le domande cruciali, strettamente connesse, per un insegnante di storia siano: Perché insegno storia? Vale a dire quali sono le finalità formative che mi pongo e per quale tipo di cittadino? Quale racconto storico posso proporre che abbia senso per tutti/e, tenendo conto della storia e delle appartenenze di ognuno? Queste domande definiscono le due polarità dell’insegnamento/apprendimento di ogni disciplina: la sua specificità metodologica, tematica e concettuale e insieme il suo contributo al processo di crescita individuale e sociale. Continua a leggere

Vivalascuola. Anche noi non denunciamo

Se dovesse passare nel ddl sulla sicurezza (vedi commenti qui e qui) l’obbligo di denuncia dei clandestini da parte di chi svolge funzioni pubbliche anche noi insegnanti ci troveremmo in questa condizione. Avremmo così non solo immigrati che non si faranno curare ma anche bambini che non si presenteranno più a scuola o che non ci entreranno mai. Talmente aberrante da sembrare impossibile ma in questi mesi di cose impossibili divenute legge dello Stato ne abbiamo viste fin troppe ed è meglio che fin da ora il mondo della scuola gridi forte e chiaro: ANCHE NOI NON DENUNCIAMO! Assurdo è che lo apprendiamo attraverso un documento di parlamentari del pdl e non dall’opposizione. Un ultimo pensiero per il Presidente della Repubblica: caro Presidente non penserà di apporre la propria firma anche a questo provvedimento! (Manuela)

Nuove resistenze interculturali
di Marilena Salvarezza

Di intercultura una minoranza di “addetti ai lavori”, in ambito formativo e culturale (studiosi, professori universitari, Organizzazioni non governative (ONG) ha molto parlato e scritto in questi anni, in Italia e in Europa Continua a leggere

Vivalascuola. Seminario sull’intercultura

Vuoti di cittadinanza. Nuovi soggetti e nuove cittadinanze

Seminario di Fratelli dellUomo: per insegnanti, studenti, rappresentanti di comunità ed istituzioni, cittadini di tutte le culture

6 Aprile 2009, Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, Via San Paolo, 12, Milano – MM San Babila, Orario: 9.00 – 18.30, Partecipazione gratuita Continua a leggere

Viva la scuola. Lettera a una non professoressa

Lettere al ministro, due scioperi (17 e 30 ottobre), appelli, nuovo decreto, nuovi tagli, email al Presidente della Repubblica

Una lettera di Marilena Salvarezza

Si torna a parlare di scuola

Nel tanto vituperato ’68, l’anno del male, fonte di tutti i nostri guai passati presenti e futuri (perbacco, è bello sapere da storici che tutti i nostri guai hanno un inizio e un responsabile certo, basterebbe forse eliminare per decreto l’anno incriminato), usciva un libretto, Lettera a una professoressa, che allora colpì molto, scritto dai ragazzi di uno sperduto paesino toscano, figli di contadini, arrivati alla dignità della scuola grazie ad un prete scomodo, don Milani. Una scuola dove non c’era il maestro unico, ma i ragazzi più grandi insegnavano agli altri, il che è anche il modo migliore per imparare. La lettera partiva da un’istanza di giustizia e uguaglianza, quella che ora è considerata archeologia da non disseppellire. Continua a leggere