“Lettura poetica” dell’opera n.7:”Del colore delle identità” di Marinella Galletti

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“La cacciata dal Paradiso terrestre” di Jacopo Pontormo
olio su tela, cm. 43 x 31, anno 1535
Galleria degli Uffizi, Firenze

“Lettura poetica” dell’opera n.7: Del colore delle identità

di Marinella Galletti

Riflessioni sulle identità. Nel passaggio dalla vita all’arte.

In ciò che, se appartenuto all’umanità, ora è dell’arte. E di ciò che, se originato dall’ordine, ora è nel caos. Un rovescio partecipe del “Tutto”.

Del colore dell’interiorità, dei corpi e dello sfondo. Continua a leggere

“Lettura poetica” dell’opera n.6:”La caduta” di Marinella Galletti

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Adamo ed Eva  (1780-90 circa)
di Johan Heinrich Fussli
Riverdale-on-Hudson,
Moss Stanley Collection

“Lettura poetica” dell’opera n.6: La caduta.

di Marinella Galletti

Oltre la dimensione del racconto, non è spiegato il fatto, l’agire dei soggetti che hanno sfidato leggi primigenie cosmiche.

Rapidamente, una coltre notturna cala sulla percezione sensoriale di Eva e vi è la sua caduta. Continua a leggere

“Lettura poetica” dell’opera n.5:”Squilibrio del peccato.” di Marinella Galletti

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Adamo ed Eva   (1550 circa)
 Tiziano Vecellio
 olio su tela, cm 187 x 134
 Museo del Prado Madrid

“Lettura poetica” dell’opera n.5:”Squilibrio del peccato.”

 di Marinella Galletti

Paradiso dipinto sui corpi di Adamo ed Eva.

Impasto di colore vibrante di luce, dove la natura  riflette qualità dell’aria dell’acqua e della terra sfumata di rame dorato e brunito.

Tra fantasia, realismo, naturalismo e dramma.

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“Lettura poetica” dell’opera n.4:”Cuore nella pietra” di Marinella Galletti

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Adam et Eve  1932
Tamara De Lempicka
olio su tavola cm 116 x 73
proprietà privata, Parigi

“Lettura poetica” dell’opera n.4: “Cuore nella pietra

di Marinella Galletti

Perfezione dei corpi degli amanti. Adesione dell’uno all’altra, alla vita, alla monumentalità, alla “modernità”!

La città alle spalle della coppia è luogo dell’esistenza, ascesa di materiali e tecnica, forme cubiche e spessori. Al vertice di un curvilineo trascinamento di energia che “virtualmente” collega il mondo interiore alla città del futuro, sotto la spinta dinamica e diagonale che accosta Eva ad Adamo. Continua a leggere

“Lettura poetica” dell’opera n.3:”L’intrinseco moto del giardino” di Marinella Galletti

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Adamo ed Eva 1504
Albrecht Durer
incisione

(clicca sull’immagine per ingrandirla)

“Lettura poetica” dell’opera n.3: “L’intrinseco moto del giardino

di Marinella Galletti

Segni e linee sottili danno forma al paradiso, mondo che respira, sensibile e visivo, complementare in tutte le sue parti. Luogo in cui Adamo ed Eva, estensioni umane della bellezza della natura in avanscoperta, apprendono le leggi dell’armonia. Qualche istante prima del peccato, così che s’infrangano tra i rami, l’incanto e l’eternità dell’insieme nevralgico del paradiso terrestre.

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“Una nudità incolpevole veste il giardino” di Marinella Galletti

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Peccato originale (1424-25)
Masolino da Panicale
affresco cm 208 x 88
Cappella Brancacci
Santa Maria del Carmine Firenze

“Lettura poetica” dell’opera n.2: Una nudità incolpevole veste il giardino

di Marinella Galletti

E’ opaco e bidimensionale lo sfondo su cui Eva e Adamo si aggirano. Non occupano uno spazio interattivo e corporeo.

Una dolce linea continua, che definendo i corpi si apre allo sfondo, racchiude la grazia di un portamento statico, in cui è il corpo stesso che crea il luogo eterno e trasognato. Continua a leggere

Lettura poetica dell’opera n.1: “Sottili come steli per propria natura” di Marinella Galletti

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“Adamo ed Eva nel Paradiso terrestre” (1186)
Bonanno Pisano
bassorilievo in bronzo
portale del Duomo di Monreale

Sottili come steli per propria natura

“Lettura poetica” dell’opera n.1

di Marinella Galletti

Un uomo e una donna sottili come giunchi, alberi tra gli alberi, colonne nell’ architettura della natura. Armoniosamente aprono la scena, da posizioni simmetriche, alludono all’ incastro perfetto e aggraziato dei loro gesti che non si sfiorano né si avvicinano, dell’ impronta dei loro timidi corpi. Continua a leggere

SCEMPIATI TASSELLI DI UN UNIVERSO IN COSTRUZIONE di Alfonso Lentini

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di Alfonso Lentini

Mi scrivi: “La terra che attraversiamo è in parte raccolta negli specchi della nostra casa. Noi siamo questi specchi, che vanno consumandosi nel viaggio intrapreso. Siamo la loro lucentezza e il loro lento offuscamento”.

(Flavio Ermini, Il moto apparente del sole)

Tagliando idealmente a metà in senso verticale il corpo di un essere umano, notiamo che (in base a quella che viene comunemente definita “simmetria bilaterale”) esso è formato di due parti specularmente identiche.

C’è dunque nel corpo (e forse anche nella natura) degli umani una sottile armatura specchiante, inesauribile fonte di mille diramazioni mitologiche, iconologiche, religiose, filosofiche, fra cui spicca un’allusione al mito dell’Ermafrodito, cioè alla coesistenza del due nell’uno; e alle due nature, femminile e maschile, che solo se fuse insieme conducono a una qualche completezza, per quanto problematica. C’è nei corpi (e forse nella natura umana) questo taglio verticale, questa ferita primigenia: un’interfaccia speculare che ognuno porta celata dentro di sé. Una cerniera che separa, si direbbe. Ma anche una tessitura che “rispecchia” e per questo tende a gettare ponti, riannodare. Come quella dell’orizzonte, è una linea che distacca ma nello stesso tempo congiunge terra e cielo.

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