Nonameplace recensisce Effekappa [Zona]

Ho conosciuto Franz Krauspenhaar all’epoca della stesura del suo romanzo “Era mio padre”. Ricordo che durante uno di quei primi incontri parlammo anche di poesia, ma non della mia, più che misconosciuta, né della sua che in quel periodo, dopo alcune raccolte pubblicate on –line, era in una fase di stand-by. Parlammo di Mark Strand, o meglio io parlai ( credo anche per darmi un tono) di Strand che in quei giorni era fra i miei poeti preferiti, e intorno a lui e alla sua poesia mi aggiravo, e ne narravo ogni volta che se ne presentava l’occasione, in una sorta d’incantamento. Con me, immancabile, avevo perciò uno dei suoi libri. Lo mostrai a Franz che iniziò a sfogliarlo soffermandosi sull’una e l’altra poesia, dapprincipio distrattamente, forse solo per cortesia, poi sempre con maggiore interesse fino ad astrarsi quasi completamente dimenticandosi, mi parve, per lunghissimi istanti anche della mia presenza. Continua a leggere

Luminismo – Mark Strand

strand

E sebbene fosse breve e modesto e niente
cui affidarsi molto a lungo, lo ricordo,
come se venuto da dentro, una della scene
che la mente sa allestire, notte dopo notte, solo
per lasciarsela lontano, veloce e senza avviso. Un tramonto
immenso sommerse la valle e arse le finestre cittadine
che davano a ponente. Le strade si screziarono di fiumi,
e alberi, cespugli e nuvole travolti dalla piena,
e niente tralasciato, né il divano ove stavamo,
né il tappeto, né gli amici, che ammiravano lo spazio.
Tutto affondava in quel fuoco dorato. Poi Filippo
appoggiò il bicchiere e disse: “Questa mano è solo una
di un’infinita serie di mani, pensate.” Continua a leggere

Mare nero di Mark Strand

Mark Strand, nato nel 1934 a Summerside nell’isola Prince Edward (Canada), è poeta, docente e traduttore. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il MacArthur Fellowship nel 1987 e il Pulitzer Prize for Poetry nel 1999. La sua scrittura un modello di understatement poetico, Strand è spesso in Italia ed è molto noto e amato.

Questa lirica, pubblicata nella raccolta Man and Camel (2006), p. 25, è apparsa in italiano nel numero 34 di Nuovi Argomenti e nella traduzione della raccolta curata da Damiano Abeni (Uomo e cammello, Mondadori 2007).
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