Vivalascuola. Con la schiena dritta

C’è stato il gioco delle tre carte. 1. “Sull’abrogazione della norma che prevedeva l’aumento dell’orario a 24 ore a parità di salario per gli insegnanti c’è stata una convergenza di tutto l’arco parlamentare“: Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura della Camera (qui). 2. Non ci sarà nessun aumento dell’orario dei professori. La rassicurazione arriva dal ministro Francesco Profumo (qui). 3. Nella serata del 9 novembre il Governo ammette che la norma contenuta nel ddl Stabilità sull’aumento dell’orario d’insegnamento è tutt’altro che superata (qui). Infine l’11 novembre anche la Commissione Bilancio abroga il provvedimento (qui). E’ il risultato della mobilitazione degli insegnanti. E il Governo risponde con gran faccia tosta: restituisce con una mano e toglie dall’altra! Infatti alla scuola verrebbe ancora ridotto il MOF (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa): si finirebbe col bloccarla del tutto. Occorre scioperare il 14 e dire che il MOF non si tocca, occorre tenere alta la guardia fino all’approvazione definitiva della Legge di stabilità e rendersi conto che il provvedimento è solo accontonato. Sta al mondo della scuola cogliere questa occasione per una battaglia culturale nel Paese, con studenti e famiglie, che faccia vera informazione e riporti orgoglio e dignità all’insegnamento e alla scuola pubblica.

Il “senso dell’accovacciato” e la “schiena dritta
di Giovanna Lo Presti

Verso lo sciopero del 14 novembre, assemblee nelle scuole
Sono reduce da un’assemblea di insegnanti di Torino: in questi giorni la mobilitazione è incentrata sul possibile aumento delle ore di cattedra da 18 a 24 settimanali, a parità di retribuzione – naturalmente. L’enormità del provvedimento ha destato dal loro torpore anche quei docenti che sino ad ora se ne sono stati tranquilli, Continua a leggere

Da tempo osservo cosa accade in Italia e mi chiedo: per conto di chi governa Mario Monti? di Massimo Ragnedda

DA TISCALI NOTIZIE

Nel nome della spending review il governo Monti si accinge a tagliare altri 7400 posti letto. Quello che rimane del sistema sanitario nazionale viene smantellato, giorno dopo giorno, dal governo reazionaio e ultraliberista di Mario Monti, grazie alla complicità dei tre partiti di maggioranza: PD-UDC-PDL (poi uno si chiede il perché del successo del Movimente Cinque Stelle: chissà perché?). Continua a leggere

Monti svende l’Italia per tutelere gli interessi delle banche d’affari e delle multinazionali di Massimo Ragnedda

 
L’avevamo detto sin da subito: Monti tutelerà gli interessi di chi l’ha voluto al governo di uno stato, ovvero le banche d’affari e le multinazionali. È un dato di fatto ed è inutile prenderci in giro o far finta di non vedere. Monti è l’uomo delle banche, membro della Trilaterale, del gruppo Bildeberg, proviene dalla Goldman Sachs, presidente di Università privata che sforna manager per multinazionali, il figlio lavora alla Morgan & Stanley con la quale lo stato italiano lo scorso 3 Gennaio ha negoziato la chiusura di un contratto di strumenti finanziari derivati pari a 2.567 milioni di euro, più o meno i soldi risparmiati, per il 2012 dalla riforma delle pensioni. Continua a leggere