Vivalascuola. La scuola di Renzi e l’eros che non c’è

I politici parlano di eros nell’insegnamento e di passione per il sapere, della scuola di Narciso e della scuola di Telemaco. Si potrebbe pensare a un salto culturale che recupera Platone e le nostre radici, a una capacità della classe politica di pensare in profondità. Poi andiamo a vedere i “frutti di tanto “pensiero” (“Dai loro frutti li riconoscerete, Mt. 7, 16), cioè a dire il DDL appena prodotto, e non troviamo traccia di eros. L’eros richiede la presenza fisica dell’insegnante e loro progettano “insegnanti digitali, richiede la stabilità della relazione e loro progettano la precarizzazione di tutti i docenti, richiede amore per la disciplina insegnata e loro progettano un organico funzionale come tappabuchi, richiede un valore fondante della scuola e loro progettano la sua svalutazione in favore dell’azienda. Allora comprendiamo: i politici riferiscono a mo’ di slogan quanto orecchiato del libro di Massimo Recalcati L’ora di lezione, senza che esso trovi spazio nelle loro “riforme. A questo punto torniamo a Matteo l’evangelista (7, 15): “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Donata Miniati e Emanuele Rainone. Continua a leggere

Vivalascuola. Proposte per una didattica della letteratura

Anticipato il 22 febbraio dalle dichiarazioni della ministra Stefania Giannini e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi a un evento del PD di celebrazione del 1° anno di governo, il 27 febbraio succederà qualcosa che riguarderà la scuola. Anzi, slitta tutto al 3 marzo. Fino al 22 mattina non si sapeva bene se una “riforma” o un decreto di assunzione di precari per evitare le sanzioni che sarebbero seguite a una sentenza dall’Unione Europea o un decreto e una legge delega insieme: adesso dalle parole di Renzi pare sia da attendersi quest’ultima soluzione. D’altra parte la “Buona Scuola” è stata “blindata” in ogni sua fase, anche nella consultazione on line e nel tour. Perché non si decida per decreto d’urgenza anche su una materia fondamentale che richiede i tempi della discussione e della partecipazione come la scuola; perché non sia ignorato un disegno di legge sottoscritto da più di 1000.000 persone e che nasce da chi nella scuola vive e lavora; per chiedere che la L.I.P sulla scuola sia ammessa alla discussione parlamentare sta circolando in questi giorni una petizione al Presidente della Repubblica che invitiamo a firmare. Intanto, a scuola e su vivalascuola, ci interroghiamo su come fare meglio il nostro lavoro: ad esempio insegnare letteratura italiana. Continua a leggere

La sovversione dell’arte e della poesia. “L’arte della sovversione” – a cura di Marco Baravalle e “Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica” di Massimo Recalcati

di Antonino Contiliano

Il rapporto dell’artista col tempo in cui si manifesta è
sempre contraddittorio. È contro le norme vigenti, norme
politiche per esempio, o persino schemi di pensiero,
è sempre controcorrente che l’arte cerca di operare
il suo miracolo.
J. Lacan (L’etica della psicoanalisi)

Arte e poesia possono ancora oggi contrastare l’ordine della realtà o lo stato di cose presente organizzatoci dal biopotere attorno ai suoi significati di comodo e di comando?

È la domanda, direi anche l’atto, che alimenta il discorso e l’analisi che fanno il nucleo di fuoco centrale del libro L’arte della sovversione – a cura di Marco Baravalle, manifestolibri/uninomade, Roma, 2009 – e del libro di Massimo Recalcati, Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica – Ed. Bruno Mondatori, Milano, 2007.

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