Il giorno dei morti, intervista a Maurizio de Giovanni

di Marilù Oliva

Il romanzo “Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi” (Fandango) di Maurizio de Giovanni comincia in una mattina napoletana sopravvissuta alla pioggia. Siamo in pieno ventennio fascista, il clima di oppressione si sovrappone alla povertà dei quartieri bassi quando, ai piedi dello scalone che porta a Capodimonte, viene trovato il cadaverino grigio di un bambino. È Matteo, Tettè, scugnizzo affidato alla sorte, spesso cattiva, che tocca ai miserabili. C’è chi vuole chiudere il caso imputando la morte agli stenti, ma Ricciardi non è convinto, fa partire le indagini e le prosegue personalmente.

In questo quarto libro del ciclo del commissario Ricciardi, Maurizio de Giovanni dà ulteriore prova della sua sensibilità di autore, grazie a una prosa capace di imprimere nel lettore la disperazione e il male con intensa delicatezza. Una scrittura pulita, fluida, scorrevole come la pioggia che bagna le pagine, malinconica come questo autunno lontano in cui tutto sembra rarefatto: i segreti, i peccati, i sospiri d’amore. Ecco come ha risposto all’intervista…

Continua a leggere