Vivalascuola. Dossier valutazione

Nei giorni 9, 10, 11, 16 maggio, con posticipi nei giorni 16, 17, 18 maggio, si svolgeranno le prove Invalsi. La discussione sulle prove e sul tema della valutazione è sempre accesa. Esprimeranno in modi diversi la loro contrarietà, fra gli altri, Gilda, Cobas, Usb, CGILchevogliamo, Cub.

Vivalascuola l’anno scorso ha presentato due puntate con interventi pro e contro le prove: di Paolo Fasce e Giovanna Lo Presti, di Roberto Ricci e Marina Boscaino. Quest’anno presentiamo interventi dell’ispettore scolastico Franco De Anna che afferma la necessità di una attività di valutazione, mentre l’insegnante e sindacalista Giovanna Lo Presti motiva il suo no a una valutazione fatta nelle condizioni attuali della scuola italiana, il docente di pedagogia sperimentale all’università di Roma Tre Bruno Losito esprime alcuni rilievi critici sui test Invalsi, l’insegnante e giornalista Marina Boscaino evidenzia novità e limiti del progetto VAleS. Pensiamo di fare cosa utile proponendo altri materiali che illustrano la complessità del problema e come non possa essere risolta con interventi di corto respiro. Continua a leggere

Vivalascuola. Dirigente a quiz


In questa puntata di Vivalascuola parliamo ancora del concorso per dirigenti scolastici. Marina Boscaino introduce facendo una cronistoria del concorso, Gianni Carlini, Manuela Ghizzoni, Giorgio Israel, Corrado Mauceri, Francesca Puglisi, Maurizio Tiriticco rispondono a nostre domande, seguono le conclusioni di Marina Boscaino.

Per iniziare. Cronistoria di un concorso struccato
di Marina Boscaino

L’idea della prova preselettiva
Il 15 luglio scorso viene finalmente pubblicato – sulla Gazzetta Ufficiale 4° Serie Speciale Concorsi – il bando del Concorso per esami e titoli per il reclutamento di Dirigenti scolastici per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli Istituti educativi. A scatenare polemiche e discussioni è soprattutto la prova preselettiva, pensata per scremare un numero di candidati che si preannunciava alto. Continua a leggere

Vivalascuola. Viva l’Italia

La data del 17 marzo 2011 non può costituire una semplice ricorrenza di routine, ma invece l’occasione perché nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, nelle famiglie, si rifletta sulla nostra storia, senza alcuna retorica, senza squilli di trombe, considerando invece le luci e le ombre del nostro recente passato. (Maurizio Tiriticco, qui)

Italianità, Risorgimento e dintorni
Tra storia, memorie e (speranza di) futuro
di Silvana Citterio

Diventare cittadino italiano

Nel gennaio 2009 sono diventato cittadino italia­no. Faccio parte di un flusso costante di stranieri, cir­ca 40000, che ogni anno assumono la cittadinanza italiana. Non basta per fare dell’Italia un paese multiculturale, ma certo è un inizio. Alla cerimonia di conferimento della cittadinanza l’allora presidente del Consìglio comunale fiorentino, Eros Cruccolini, mi invitò a leggere ad alta voce due articoli della Costituzione e mi consegnò una bandiera italiana, la bandiera arcobaleno della pace e una copia della Co­stituzione italiana. Continua a leggere

Vivalascuola. A 15 anni: se non a scuola dove?

Nell’apprendistato, dice il Governo. In un Paese (l’Italia) dove nel 2008 il 47% della popolazione aveva come titolo di studio solo la licenza di scuola media inferiore. Dove l’abbandono scolastico sfiora il 22% (la media europea è del 15%). Dove (rapporto Isfol) sono 126.000 (5,4%) i giovani tra i 14 e i 17 anni fuori da qualsiasi persorso di istruzione e formazione. Nel 2006 il Governo allora in carica in Italia innalzò l’obbligo scolastico a 16 anni. Adesso il Governo stabilisce che a 15 anni si possa accedere all’apprendistato, introducendo un conflitto tra norme, essendo vigente la Legge 296/06 che fissa a 16 anni l’età minima per lavorare. Si torna a una precoce scelta tra istruzione e avviamento a un lavoro che non c’è (v. qui e qui).

E se provassimo con la scuola?
di Marina Boscaino

Basta dare uno sguardo all’organizzazione dei sistemi scolastici dell’Europa dei 27 per rendersi conto dell’errore compiuto Continua a leggere