Due metri d’asfalto

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L’edicola di Alberto sta davanti alla parrocchia. Si rischia, ad arrivarci, perché bisogna attraversare la via di svincolo di tutto il quartiere. La mattina presto le auto sfrecciano come in autostrada. Così, con Alberto, siamo rimasti d’accordo che quando arriva il giornale  fa uno squillo. E’ la campana laica, annuncia la notizia che il mondo diffonde di se stesso. Poco dopo, suona l’altra campana, la notizia portata da Dio, dal suo vangelo. I due messaggi s’inseguono, non possono fare a meno di cercarsi. Sono divisi, a volte, dal traffico nevrotico dei giorni ingolfati, in cui due metri d’asfalto diventano un sistema solare, una galassia, l’universo intero.

Nella follia

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Personaggi strani, quelli che scrivono nei blog, non si capisce bene cosa vogliano. Alternativi alla carta, interattivi, vivi, ivi, si potrebbe dire: disponibili a fare del presente una storia condivisa in cui autore e lettore intreccino un dialogo serrato. Non è più utile leggere il Corriere della Sera, le pagine grandi come ali spiegate, i nomi noti, Panebianco, Stella, Sartori, Galli della Loggia? Continua a leggere

Ruslana

Sono andato sotto casa sua, pronto a cogliere l’attimo in cui sguscerà fuori dal portone, con le gambe d’oro, il viso da regina dell’est, altero e dolce nelle sfilate più prestigiose del mondo. Sono qui con la mia Nikon, l’occhio aperto sul sogno di successo che visita le notti d’estate, quando la morsa del lavoro si attenua, lasciando spazio alle immagini amate che l’inconscio lavora  con pazienza certosina, lui così alieno dalle disordinate e nevrotiche pianificazioni diurne. Continua a leggere

Media

Nell’aeroporto c’è un ordine perfetto: il picchetto dei soldati schierati in due file, una di fronte all’altra, i fotografi costretti ad ammassarsi contro la recinzione di metallo, il corteo del presidente e la sua bella moglie con gli occhiali da sole, il tailleur chiaro, aderente al punto giusto. Gli sguardi sorridono, la visita è finita, l’accordo è totale. Continua a leggere