Lettera tardiva a Mia Martini

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di Michele Caccamo

Potessi aspetterei duemila o più di tremila anni pur di poterti cercare. Per poterti chiedere come sei poi riuscita a levarti di dosso la polvere dell’ostilità umana.

Per chiederti come adesso vedi gli asini e gli sciocchi: proprio quelli che hanno pianto quando sei partita, quelli che ti hanno creduta Donna illegittima; proprio quelli che ti hanno riempita di amaro le narici e le vene; quelli che ti hanno portato in dono le coppe colme di acido zecchino.

Per chiederti se il vento dall’universo abbia saputo rendere più dolce il tuo morire.

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Un giorno grande

da qui

Non so quante donne festeggeranno l’8 marzo sapendo che cosa celebrare. Molte riceveranno una mimosa, una poesia, una frase d’occasione o un regalo consigliato dall’esperto. Qualcuna evocherà l’incendio in fabbrica, che con la festa c’entra poco o niente. Chissà quante di loro vivranno la memoria dei diritti conquistati – a fatica – da altre donne. Solo così sarebbe un giorno grande, immune da spettacoli indegni di chi le ha precedute.

9. Una goccia

da qui

A che stai pensando?
Non è possibile. Non si può stare un minuto con se stessi. Non bastano i bambini difficili, Mario con gli occhioni neri e la bocca sempre chiusa, la tua incapacità a risolvere i problemi, il mondo che gira dalla parte opposta a quella del cuore.
Chi è lei, scusi?
Ha un sorriso di sbieco, come la sapesse lunga. La camicia azzurra è aperta sul petto, abbastanza da far sbucare qualche pelo.
Anch’io mi fermo spesso, qui. Continua a leggere

Noi siamo qui

Noi siamo qui.

***

Sovente in queste rive,
Che, desolate, a bruno
Veste il flutto indurato, e par che ondeggi,
Seggo la notte; e su la mesta landa
In purissimo azzurro
Veggo dall’alto fiammeggiar le stelle,
Cui di lontan fa specchio
Il mare, e tutto di scintille in giro
Per lo vòto seren brillare il mondo.
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Almeno tu

da qui

Dicono che la gente sia cattiva, e forse è vero. Ne facciamo esperienza, prima o poi. Quando meno te l’aspetti, anche le persone più vicine ti sorprendono con la stoccata che lascia senza fiato. Cominci a mettere tutto in discussione, comprendi chi dichiara di non credere più a niente. Fai l’appello degli amici cari, ti chiedi chi di loro potrebbe tradirti e allontanarsi come niente fosse; o addirittura avvicinarsi, tenderti la mano, darti il bacio di Giuda. Vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di confidare a qualcuno: la gente è cattiva. Lo diceva anche Gesù: Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli…
Se voi, che siete cattivi: sembra non escludere nessuno. Che ci sia dentro anch’ io? Che ci sia pure tu? Questo, poi, sarebbe il colmo. Che si salvi qualcuno: almeno io, almeno tu.