“LE PAROLE ACCANTO”: INTERVISTA A MICHELA ZANARELLA

Intervista di Giovanni Agnoloni

intervista-a-michela-zanarella-3Sono lieto di intervistare la poetessa Michela Zanarella, per parlare del suo percorso artistico e, in particolare, del suo nuovo libro, Le parole accanto, oggetto di una campagna di crowdfunding e in prossima uscita per la casa editrice Interno Poesia.

1) Le parole accanto è un titolo “provocatorio”. Siamo abituati a pensare alla poesia come a una dimensione viscerale, radicalmente dentro. Qui, invece sembri optare per un understatement, preferendo una presa di distanze, un distacco che forse è la cifra del tuo lirismo, sospeso tra paesaggio e memoria, dove il dolore è trasfigurato in sottili epifanie. Sei d’accordo?

“Diciamo che il titolo della raccolta è volutamente provocatorio. Per me la poesia ha una dimensione interiore ed esteriore, fatta di continui contrasti, così come lo è la mia stessa personalità. E’ vero tutto ciò che dici, perché il distacco è una costante della mia scrittura, che vive di sospensioni tra ricordi, partenze e ritorni, assenze e presenze. In ogni verso, in ogni immagine c’è un’oscillazione di pensiero, le emozioni si proiettano come schegge di luci ed ombre. La poesia in questo caso è accanto a me, alle persone che amo, ai luoghi che mi hanno visto bambina, vicina e allo stesso tempo lontana, si trova nei poeti che in qualche modo sono stati un riferimento nel mio percorso di crescita. Il dolore mi è servito per comprendere meglio me stessa, ogni singola precipitazione mi ha reso consapevole di ciò che è comunque parte della vita. Il dolore quindi si trasforma in rivelazione di qualcosa che va affrontato”. Continua a leggere

“Meditazioni al femmile”, di Michela Zanarella

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La poesia di Michela Zanarella sa di canto, nel senso classico del termine e in quello più letterale. Ce lo dimostra la raccolta Meditazioni al femminile (Sangel Edizioni).
Partiamo dal primo aspetto: il tema di fondo è l’amore, universale fonte d’ispirazione per tutti i poeti e, in fondo, essenza stessa dell’anelito artistico, inteso come tendere a asintoticamente, cioè avvicinandosi – senza (forse) mai raggiungerlo – a quel punto intimo in cui l’anima individuale e quella cosmica s’incontrano. È un eros in senso platonico, ma non solo.
I suoi versi, sull’onda di grandi voci classiche della poesia femminile – da Saffo a Vittoria Colonna – vanno a cogliere punti vivi e vibranti, carnosi e carnali, della relazione d’amore, in cui l’afflato umano e fisico si espande dalla coppia alla natura intera. Continua a leggere