Parlare di politica?

di Roberto Plevano

La politica. La politica. Mah. Non so da quanti anni evito, sgattaiolando via come un furetto, qualsiasi discussione di e sulla politica. Più o meno dal periodo in cui non ho più visto nulla, nell’offerta politica del mio paese, almeno remotamente congruente con la mia sensibilità, i miei desideri, le mie idee, le mie aspirazioni, le speranze per me e per i miei figli.

Dovessi pensare a un partito, a un raggruppamento a cui affidare il voto, me ne viene in mente solo uno. Eccolo: il Partito della Costituzione Italiana, Costituzione che da sola è un impegnativo programma di governo a breve, medio, lungo periodo. Non c’è davvero bisogno di aggiungere altro. La Costituzione però è stata, senza tema di smentite, la legge più disattesa della storia dell’Italia repubblicana. E questo partito non si può votare, perché non c’è. Ci dovrebbe essere, ma non c’è. Qualcuno dovrebbe fondarlo.
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