Vivalascuola. 2010-2011: bilancio di un anno bifronte

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2010-2011, a meno di urgenze impreviste. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti.

2010-2011: i due volti dell’ultimo anno scolastico
di Tullio Carapella

Premesse
Descrivere con una formula sintetica l’anno scolastico che si sta chiudendo è cosa ardua se non impossibile. Il volto del 2008-2009, pure ricco di “momenti”, è in fondo facile da definire: è stato l’anno del feroce attacco alla scuola pubblica, che ha visto, almeno sino a tutto l’autunno, una rabbiosa reazione realmente di massa. Lo scorso anno la resistenza, pur importantissima, è apparsa più “di nicchia, la cosiddetta riforma ha continuato a mietere vittime, passando anche alle Superiori, cioè laddove si era arrestata in un primo tempo. Continua a leggere

Vivalascuola. W il 2 giugno

Buona festa della Repubblica!

È bella la Costituzione che ci racconta Calamandrei. Perché è bella la Costituzione: viva, dignitosa, giusta, leale, sobria, indignata, critica, solidale. E belle sono le voci che Calamandrei fa riecheggiare in quelle parole, in quegli articoli: Cattaneo, Beccaria, Cavour, Garibaldi, Mazzini… Questo 2 giugno, introdotto dalle parole di Calamandrei, ancora più che in passato deve quindi rappresentare per tutti noi un collante significativo e l’annuncio di una direzione dalla quale non vogliamo e non possiamo deragliare. (Marina Boscaino)

Discorso ai giovani sulla Costituzione
di Piero Calamandrei

Domandiamoci che cosa è per i giovani la Costituzione. Che cosa si può fare perché i giovani sentano la Costituzione come una cosa loro, perché sentano che nel difendere, nello sviluppare la Costituzione, continua, sia pure in forme diverse, quella Resistenza per la quale i loro fratelli maggiori esposero, e molti persero, la vita. Continua a leggere

Non mi sono rassegnato all’orrore della stupidità e del potere

Intervista a Michele Lupo
di Lucia Tosi

Michele Lupo, hai scritto un romanzo, L’onda sulla pellicola, pubblicato nel 2004, dei racconti, I fuoriusciti, 2010, a breve uscirà un secondo romanzo: qual è la forma attualmente più consona a Michele Lupo e quale quella ai lettori d’oggi, ai quali si voglia dare delle storie che si facciano leggere e dei contenuti etici? Per esempio, Giulio Ferroni invita gli scrittori a cimentarsi con il racconto ritenendolo la forma più adatta, oggi, a confrontarsi “con la complessa contradditorietà del presente“.

Mah, a me queste proposizioni lapidarie su quello che “oggi sarebbe” etc mi hanno sempre fatto un po’ ridere. Continua a leggere

Vivalascuola. Come (non) parlare di politica a scuola

Tra i fannulloni c’era anche il comunista prof Dionisi, “inculcatore” di professione e noto provocatore. Aveva avuto l’ardire di affermare a lezione che “le Foibe sono niente di fronte all’Olocausto” per questo l’avevo denunciato al vicepreside… Il bastardo non teneva il capo chino e addirittura ha avuto la faccia tosta di mormorare qualcosa quando la telecamera lo ha inquadrato. I miei compagni giurano che le labbra abbiano inequivocabilmente pronunciato la parola “pezzi di merda (Alessandro Cartoni).

Taci tu, che taccio anch’io. E tu, Tacito, tacitati per sempre
di Lucia Tosi

Intorno al 60 d.C. Nerone prese saldamente in mano le redini del potere, avviando una serie di innovazioni e di riforme che dimostravano la volontà di andare incontro alle esigenze delle province e dei ceti meno abbienti, ma che presentavano tuttavia un carattere improvvisato e persino pericoloso per l’assetto dello stato Continua a leggere

Vivalascuola. E dopo l’Invalsi?

Non è vero che nel nostro Paese ci sia un’assenza di strumenti di valutazione: c’è l’assenza di una cultura della valutazione
di Marina Boscaino

Dunque, proviamo un po’ a ragionare a bocce ferme. Passata la buriana, passata la settimana calda dell’Invalsi a tutti i costi, a dispetto della normativa, a dispetto delle delibere, a dispetto di una legge ambigua e di ambigui comportamenti – specie da parte di alcuni dirigenti – che hanno artatamente bypassato alcuni ostacoli e un confronto democratico e civile con il proprio collegio. Continua a leggere

Vivalascuola. Arrivano i buoni

Docenti comunisti che inculcano agli studenti valori contrari a quelli delle famiglie, libri di Storia faziosi che denigrano il premier… Andiamo a vedere cosa succede in una regione dove governano i buoni: ad esempio il Veneto.

Come falsificare la Storia e distruggere un tessuto civile: il caso Veneto
di Roberto Plevano

Partiamo dai programmi di Storia: davvero le foibe non sono mai esistite?

I programmi di storia dell’ultimo anno delle scuole superiori comprendono i drammi e gli interrogativi del confine orientale nel Novecento: la tragedia delle foibe e dell’espatrio di tanti Giuliani, checché ne dica Mario Giordano (il Giornale del 28 febbraio 2011, lo stesso numero che offre ai suoi lettori il “testamento politico” di Mussolini). Continua a leggere

Vivalascuola. Chi inculca che?

Chi inculca che?
di Ivo Mattozzi

Rieccoli. Ci hanno provato nel 2000 con una mozione del consiglio della Regione del Lazio (presidente Storace), poi nel 2002 con una mozione dell’onorevole Fabio Garagnani dalla settima commissione della Camera dei Deputati presieduta da Ferdinando Adornato. Ora ci riprova l’on. Carlucci con altri 19 colleghi del Partito della libertà. Una sorta di chiodo fisso: arrIvare ad istituire una commissione che verifichi “i criteri di oggettività” dei manuali di Storia. Come se nelle rappresentazioni storiche potessero esserci “criteri di oggettività” validi per tutti e per decreto governativo o per legge. Continua a leggere

Vivalascuola. E’ sufficiente un professore – uno solo! – per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri

Tutti quanti, ogni mattina, allo squillare della campanella, dopo aver varcato la soglia della loro scuola, si tolgono il soprabito e il loro bagaglio di idee, giudizi, pregiudizi, gusti e disgusti, ed entrano in classe armati solo del loro registro e della loro preparazione, per “accendere un fuoco” nei loro ragazzi, come diceva Yeats, e aiutarli a conseguire “virtude e canoscenza“. Diversamente, non sarebbero insegnanti, sarebbero degli agit-prop. Ci saranno anche delle pecore nere e delle pecore rosse, ma la stragrande maggioranza è così. (Francesco Anfossi)

Il quaderno delle prove giovanili
di Donato Salzarulo

inculcare [in-cul-cà-re] v.tr. (inculco, inculchi ecc.) [sogg-v-arg-prep.arg]. Imprimere profondamente, con insistenza, qlco. nell’animo o nella mente di qlcu.: i. il senso del dovere nei figli

Rimarrà sempre un segno. Non si trascorrono inutilmente ore ed ore nelle aule scolastiche. Tra una lettura e un esercizio, un’interrogazione e una traduzione, un riassunto e una parafrasi, ad un certo punto, succede qualcosa. Può succedere qualcosa. Continua a leggere

Vivalascuola. Prove Invalsi, pro e contro

Dal 10 al 13 maggio si svolgeranno le prove Invalsi (con eventuale posticipo su richiesta delle scuole dal 17 al 20 maggio). Prove che grandi discussioni hanno sempre provocato nel mondo della scuola, accentuate quest’anno da considerazioni relative alla politica scolastica del governo in carica. Vivalascuola ha già dedicato alle prove una puntata, adesso propone un approfondimento attraverso una doppia intervista. Abbiamo invitato a rispondere alle nostre domande, a favore delle prove Roberto Ricci, Responsabile del Servizio Nazionale di Valutazione (INVALSI), e contro di esse Marina Boscaino, insegnante e giornalista (l’Unità, il Fatto Quotidiano) e membro del comitato tecnico-scientifico dell’associazione professionale Proteo Fare Sapere.

1. Che cosa sono esattamente le prove INVALSI, a chi sono destinate e a che cosa servono? Lei cosa ne pensa? Continua a leggere

Vivalascuola. Sono un insegnante di sostegno

Mi piace contrastare una percezione comune che svaluta questo ruolo ed è per questo che preferisco definirmi «insegnante di sostegno». Mi asterrò, in questa sede, dal commentare il fatto che il mestiere dell’insegnante di sostegno sia sempre di più, nel nostro Paese, uno strumento di accesso alla professione, e non un’evoluzione, un avanzamento di carriera, alla quale accedere a seguito di opportune prove psicoattitudinali e di studi formali. (Paolo Fasce)

I nuovi miracoli italiani: dal risveglio delle coscienze alla dilatazione del tempo
di Tullio Carapella

Sarà per le sentenze della Magistratura o per la Gelmini in forma smagliante delle ultime settimane, sarà ancora perché alla Camera, dai banchi della maggioranza, si è dato della “handicappata di merda” ad una deputata affetta da amiotrofia spinale, fatto sta che pare verificarsi un mezzo miracolo: tanti hanno cominciato ultimamente ad interrogarsi sul tema “disabilità” ed, in particolare, sul tipo di sostegno che nelle nostre scuole si riesce a garantire. Continua a leggere

La scuola: gli italiani e gli altri. Su due libri recenti

di Michele Lupo

Due libri recenti sulla scuola e i ragazzini immigrati.
Due libri importanti perché si tende a omettere nel discorso odierno una serie di questioni che riguardano non gli aspetti spesso biecamente politici – per non dire soltanto elettorali – dei nuovi cittadini italiani, ma l’insieme di contenuti culturali non necessariamente pacifici, anzi non di rado conflittuali ma sempre e per forza di cose stimolanti che la nuova convivenza comporta. Continua a leggere

Vivalascuola. Invalsi sì, Invalsi no, Invalsi bum


Collegi Docenti che si rifiutano di somministrare le prove (qui, qui, qui, qui), sindacati che protestano perché si tratta di un incarico aggiuntivo (qui e qui), case editrici che sfornano pubblicazioni per le esercitazioni (qui e qui), scuole che addestrano gli studenti a rispondere ai quiz degli anni precedenti (qui, qui), il Ministero che vuole fare dell’Invalsi un’articolazione del sistema di valutazione per scuole e dirigenti (qui e qui)… Energie e tempo della scuola da mesi rivolte alle prove che si terranno a maggio… E va bene, parliamo d’Invalsi, danno il via Giovanna Lo Presti e Paolo Fasce. Qui la discussione prosegue con Roberto Ricci (pro) e Marina Boscaino (contro). Qui un “dossier valutazione“.

INVALSI NO: Ma non è una cosa seria
di Giovanna Lo Presti

Perché dire “no” alle prove Invalsi? Un buon numero di ragioni ce le fornisce un documento del dicembre 2008, la proposta preparata per l’Invalsi da Ichino, Checchi, Vittadini. Nel documento si mettono in evidenza quali siano le condizioni necessarie per un buon funzionamento del sistema nazionale di valutazione. Continua a leggere

Vivalascuola. Appunti d’assessore

Cosa vuol dire amministrare la cosa pubblica in tempi in cui chi governa fa scempio della cosa pubblica? Cosa vuol dire in particolare amministrare la scuola della Repubblica, in tempi di tagli all’istruzione pubblica in contravvenzione al dettato della Costituzione? Cosa vuole dire per un amministratore che concepisce il suo compito come un servizio e ritiene la scuola un bene comune? Ci risponde con i suoi “appunti” Donato Salzarulo, Dirigente Scolastico e Assessore all’Istruzione.

Appunti d’assessore: tra cifre e finestre sociali
di Donato Salzarulo

«Tutti i casi della nostra vita sono materiali di cui possiamo fare ciò che vogliamo»
Novalis

1.- L’ultima me l’ha raccontata la dietista. Una madre, col figlio iscritto in una classe a Tempo Pieno (con l’obbligo, quindi, della mensa), le presenta un certificato col quale un medico richiede per l’alunno una dieta speciale: consumare ogni giorno pasta in bianco con olio.
«Perché?…», domanda la dietista, «ha qualche malattia?…»
«No, risponde la mamma, è che a lui piace solo questo…»
«Ma no, signora!… Non si può fare…». Continua a leggere

Vivalascuola. Viva l’Italia

La data del 17 marzo 2011 non può costituire una semplice ricorrenza di routine, ma invece l’occasione perché nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze, nelle famiglie, si rifletta sulla nostra storia, senza alcuna retorica, senza squilli di trombe, considerando invece le luci e le ombre del nostro recente passato. (Maurizio Tiriticco, qui)

Italianità, Risorgimento e dintorni
Tra storia, memorie e (speranza di) futuro
di Silvana Citterio

Diventare cittadino italiano

Nel gennaio 2009 sono diventato cittadino italia­no. Faccio parte di un flusso costante di stranieri, cir­ca 40000, che ogni anno assumono la cittadinanza italiana. Non basta per fare dell’Italia un paese multiculturale, ma certo è un inizio. Alla cerimonia di conferimento della cittadinanza l’allora presidente del Consìglio comunale fiorentino, Eros Cruccolini, mi invitò a leggere ad alta voce due articoli della Costituzione e mi consegnò una bandiera italiana, la bandiera arcobaleno della pace e una copia della Co­stituzione italiana. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola, le maestre, l’8 marzo

La scuola elementare e le maestre – i cui visi ricorrono in tanti testi a loro dedicati, poesie, documenti, fotografie, riproduzioni di manoscritti dalle sapienti e ordinate calligrafie – sono state lo strumento più prezioso per incanalare il cambiamento in binari di civiltà e di crescita etica e civile. Restituire alla memoria le storie private delle donne, delle maestre che hanno accompagnato il mutamento del nostro Paese significa intrecciare con gratitudine la piccola con la grande storia. (Marina Boscaino)

Non posso dimenticare il giorno
di Maria Grazia Calandrone

Convinta come sono che la scuola formi un’area decisiva della personalità dei futuri cittadini, ho accettato contenta di sciorinare una mezza paginetta di ricordi miei propri di allieva e di estemporanea portatrice di versi tra i banchi. Gli occupanti dei banchi, quando non volontari, sono annoiati preadolescenti che si presentano all’appuntamento con il pregiudizio che i poeti siano dei gobbi e lagrimosi individui macerati da lutto e da dolore. Continua a leggere

Il libretto rosso di Garibaldi

di Michele Lupo

Giuseppe Garibaldi, l’uomo che ammira la Comune di Parigi e che vorrebbe “l’istruzione obbligatoria, gratuita e laica”, è il protagonista di un “libro esortativo”: così i curatori definiscono Il libretto rosso di Garibaldi.

Non ha pretese filologiche infatti il piccolo volume curato dai fratelli Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, ma quelli su cui poggia sono pur sempre documenti scritti di proprio pugno dal grande generale, “Eroe dei due mondiContinua a leggere

Vivalascuola. Digital prof

Il Presidente del Consiglio lascia allibito il mondo della scuola: una delle massime cariche dello Stato all’attacco della scuola dello Stato. Protestano opposizioni e studenti, mentre il ministro Gelmini nega l’accaduto. Indignati insegnanti e sindacati. Il 12 marzo manifestazioni in difesa della scuola pubblica. Per intanto, un appello

La scuola dei tre iati
di Marina Boscaino e Marco Guastavigna

La proposta è quella di aprire un dibattito. E non rispondeteci: “No, il dibattito no”, come Nanni Moretti. Vogliamo tentare, noi donne e uomini di buona volontà, di sfatare l’ipocrisia di chi dipinge un modello professionale da “Digital Prof” e di fatto ci confina – volendoci tali – in un ruolo di perenni amanuensi, possibilmente acritici e acquiescenti?

Lo iato degli iati è tra il teorico identikit professionale del docente (con tanto di dotazione, anch’essa teorica) e la condizione reale che ogni giorno ci troviamo Continua a leggere

Vivalascuola. Cervelli in centrifuga

Cominciò con il preside-manager della scuola azienda, adesso c’è il preside-sceriffo della scuola-caserma. Così lo vuole il governo: non deve criticare la “riforma”, deve sanzionare chi la critica, deve fare il portaordini del ministro. Nel futuro potrebbe essere lui a nominare i docenti per chiamata diretta. Super poteri anche ai rettori. Addio collegialità nella scuola?

Il D.S. (Diretto Superiore, Divino Supervisore, Demiurgo Serenissimo)
di Lucia Tosi

“Ho capito perfettamente… Ho capito! Solo che può dirmi le stesse cose senza maltrattarmi!”
“Io… la maltratto?”
“Sì, proprio! Lei ha un tono, un atteggiamento… non sono rimbambita, almeno non di colpo, nelle due ultime ore, voglio dire”.
“Va bene. Allora provi a pensare lei a dei criteri per stabilire le precedenze per quella cosa”. Continua a leggere

Rosamaria Loretelli, L’invenzione del romanzo

di Michele Lupo

La lettura ad alta voce oggi è pratica diffusa solo nei luoghi deputati a readings letterari moltiplicati sia dalla legittima necessità per molti scrittori di farsi spazio nell’oceano dell’offerta editoriale che da un certo compiacimento modaiolo e spettacolare.

L’invenzione del romanzo di Rosamaria Loretelli ricostruisce una storia della lettura dalla Grecia antica al Settecento, il secolo maggiormente implicato nelle argomentazioni della studiosa perché è allora che alcune trasformazioni diventano significative Continua a leggere

Vivalascuola. La “riforma” Gelmini non esiste

17 febbraio: al Tar del Lazio il ricorso sulle illegittimità della “riforma”
di Marina Boscaino

Credo sia utile, per tutti coloro che seguono La poesia e lo spirito – cittadini consapevoli, insegnanti e non – ripercorrere le tappe di una vicenda incresciosa (una delle tante) che ha accompagnato la politica di taglieggio ai danni della scuola pubblica inaugurata da Gelmini due anni fa. In totale controtendenza rispetto agli atteggiamenti degli altri paesi membri UE sulle politiche dell’istruzione, che, in questa e per questa crisi economica, hanno continuato ad investire in educazione. La singolarità del nostro Paese non sta solo in questo volgare e miope disinvestimento sul futuro. Ma anche – e forse più significativamente – nelle modalità quantomeno improprie attraverso le quali è stata in pratica condotta l’operazione “distruzione della scuola pubblica”.

Proviamo a rivedere insieme lo strano modo in cui sono nate le “riforme” Continua a leggere