Archivi tag: Michele Lupo

Vivalascuola. Quando la diversità viene giudicata patologia

Bambini che non giocano più fuori casa, bambini stressati dalle aspettative dei genitori, bambini incompresi per avere una diversa intelligenza, bambini a cui i tagli all’istruzione impediscono una didattica personalizzata, bambini danneggiati da una alimentazione sbagliata. Allora via libera agli psicofarmaci, anche quando una terapia non farmacologica è possibile.

Quando la diversità viene giudicata patologia
di Chiara Gazzola

Mi inserisco in questa rubrica prendendo spunto da altri interventi pubblicati riguardanti da un lato la critica al sistema scolastico vigente, dall’altro le differenti sfaccettature della relazione adulto-bambino.

Se la scuola è lo specchio della società, sorge subito un primo interrogativo: su quali fondamenta si baserà il futuro dei nostri ragazzi, se nella scuola prevarrà quell’impostazione che privilegia lo standard, l’arrivismo, la produttività, la mercificazione degli individui e del sapere, e un forzato adeguamento a una “normalità” comportamentale e intellettuale? Continua a leggere

Silvina Ocampo, Un’innocente crudeltà

di Michele Lupo

Nemmeno essere dentro e in prima fila nella «scuola di Buenos Aires» e dei «cuentistas», gli scrittori di racconti fantastici che di tanto prestigio hanno goduto in Europa, ha fatto crescere più di tanto l’apprezzamento di Silvina Ocampo fuori dalla cerchia ristretta di pochi cultori forse non meno eccentrici di lei. Né, ogni volta che se n’è scritto o parlato, si è riusciti a evitare il riferimento alle sue prestigiose e ingombranti parentele, dalla sorella Victoria al marito Adolfo Bioy Casares Continua a leggere

Vivalascuola. Non è sempre la stessa Storia

Didattica e apprendimento della Storia, educazione alla cittadinanza e costruzione dell’appartenenza alla nazione italiana, nelle classi con molti alunni stranieri. Ovvero: può un ragazzo straniero maturare un senso d’appartenenza alla nazione italiana scoprendone e condividendone alcuni valori fondanti? Possiamo educare dei nuovi cittadini partendo dalla consapevolezza della storia dei loro Paesi e del nostro? (Onorina Gardella)

Non è sempre la stessa Storia
di Marilena Salvarezza

Penso che le domande cruciali, strettamente connesse, per un insegnante di storia siano: Perché insegno storia? Vale a dire quali sono le finalità formative che mi pongo e per quale tipo di cittadino? Quale racconto storico posso proporre che abbia senso per tutti/e, tenendo conto della storia e delle appartenenze di ognuno? Queste domande definiscono le due polarità dell’insegnamento/apprendimento di ogni disciplina: la sua specificità metodologica, tematica e concettuale e insieme il suo contributo al processo di crescita individuale e sociale. Continua a leggere

Michele Lupo, I fuoriusciti

Vestiti, fuoriusciamo
di Lucia Tosi

Michele Lupo ha pubblicato numerosi racconti su riviste letterarie, un romanzo, L’onda sulla pellicola, Besa Editrice, 2004, un altro romanzo è atteso per la prossima primavera. Fresca di stampa la raccolta di racconti I fuoriusciti, Stilo editrice, 2010, E. 10,00.

Di queste “Storie di fughe, ritorni e trascurabili vendette“, eloquente sottotitolo, colpisce innanzi tutto l’assenza del finale regolamentare Continua a leggere

Vivalascuola. Scuola bene comune

“La strategia dei responsabili dell’istruzione e della Gelmini sulla valutazione del merito somiglia a quella di Marchionne negli stabilimenti Fiat” (qui). A difesa di lavoro e scuola il 28 sciopero di Fiom, Cobas, Cub.

L’educazione è il valore meno materiale che esista, ma il più decisivo per l’avvenire di un popolo, in quanto è la sua forza spirituale, e per questo è soggiogata da coloro che pretendono di vendere il Paese… Sì, continuiamo a resistere, perché non possiamo permettere che l’educazione di trasformi in un privilegio” (Ernesto Sábato, Prima della fine)

«Con ogni mezzo necessario…» La scuola come bene comune. Riflessioni a margine del libro di Girolamo De Michele
di Alessandro Cartoni

Difficile trovare una definizione esaustiva ad un libro come quello di Girolamo De Michele, La scuola è di tutti, Minimum fax, 2010, ricco di informazioni e dati non addomesticati, ma anche capace di un’interpretazione globale del mondo e dei tempi che stiamo attraversando. Continua a leggere

Vivalascuola. Il feticcio della meritocrazia

Calendario 2011 senza le feste di 25 aprile e 1° maggio: a Padova, Italia.
Ricchi premi ai docenti: rifiutata da Torino e Napoli, la Proposta sbarca a Milano: il 13 convocati i Presidi. Con l’accordo Fiat, «grave atto antidemocratico verso mondo del lavoro». Sciopero FIOM il 28 gennaio. Scioperano anche Cobas e Cub, comunicato di FLC-CGIL, appello su ReteScuole.

Il feticcio della meritocrazia
di Giovanna Lo Presti

Sia scarsa la mensa, sia lacero il saio
S’addoppian le forze del bravo operaio;
Se misera e tarda gli vien la mercede
Non langue la fede – nel forte suo cuor…

Introduzione
A mo’ di epigrafe, per non dimenticare
Due giovani meritevoli: Maria Stella Gelmini e Renzo Bossi.
Due giovani ai quali il futuro non è stato rubato

«In quei mesi di tormenti a cavallo tra il 2000 e il 2001 la Gelmini si trova dunque a scegliere (…) «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l’esame per ottenere l’abilitazione alla professione». Continua a leggere

Karl Ove Knausgard, La mia lotta (1)

di Michele Lupo

La mole è impegnativa ed è solo il primo di sei volumi. Il titolo, Min Kamp, sinistro. Le ambizioni da leggere fra le righe – in tutti i sensi. Ha un bel dire Knausgard che non voleva fare letteratura quanto piuttosto un esercizio (di verità) che avesse insieme il valore di un’esperienza Continua a leggere

Giacomo Sartori, Autismi

…tutto è nato con un primo testo che ha per così dire aperto la via, e poi alla spicciolata sono venuti anche gli altri, che avevano con quel primo scritto un legame di necessità ma anche di libertà, forse di sfida aperta, proprio come succede nelle nidiate…

…i racconti escono per quel piccolo editore, che si chiama Sottovoce. Nome che mi sembra più che pertinente: è normale e giusto che i miei racconti, snobbati da chi ha molta voce, escano “sottovoce”… (Giacomo Sartori, qui)

di Michele Lupo

Sono 16 racconti questi raccolti in Autismi; qualcuno fra i lettori potrebbe già conoscerli poiché sono stati “postati” su Nazione Indiana (Giacomo Sartori fa parte della redazione in pianta stabile) lungo un intero anno.

Il libro è un trattatello di vita domestica feroce, vero e divertentissimo. Sartori vi dispiega uno humor delizioso che unisce per ossimoro acribia e svagatezza. Una scrittura tutta materica, giocata su un registro “bassoContinua a leggere

Vivalascuola. La dislessia non finisce mai, si può solo combattere

In questa puntata: un’analisi della nuova legge sui DSA (Disturbi specifici di apprendimento), risposte alle domande più comuni sulla dislessia, indicazioni didattiche, bibliografia.

E domani 14 dicembre giornata di mobilitazione contro il ddl “Gelmini” sull’università: sciopero nelle scuole, protesta il Paese.

Dunque, Giovanni che fa sempre gli stessi errori e non impara le tabelline, Laura che non è neppure capace di correggere i suoi errori nel compito che la maestra le ha restituito sono distratti, fannulloni, in una parola somari? O magari hanno incontrato maestre non competenti, dure, incapaci? E genitori poco attenti ai loro problemi, impazienti e nervosi? La risposta non è nessuna di queste. (Daniela Bertocchi). 

Nuove norme in materia di DSA: occasione per la scuola di una riflessione sulla didattica
di Luciana Ventriglia

Premessa: uno sguardo al passato
E’ con soddisfazione che l’A.I.D. si volge indietro a vedere il percorso accidentato che ha portato a questo importante obiettivo di riconoscimento a tutela degli alunni DSA: quanti tentativi di dilazione, elusione, di sottovalutazione e resistenza al problema sono stati combattuti e di volta in volta superati. Continua a leggere

Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, Fiume di tenebra

di Michele Lupo

1920. La Grande Guerra è finita da un pezzo, ma non negli umori dei più. Il capitano Italo Serra, nel cui cuore di soldato è imprigionato un buio che “non c’entra niente con tutti i discorsi inventati da chi li aveva mandati al massacro”, è immerso in una caligine della coscienza che lo fa sentire perduto, strappato all’uomo che pensava di essere, invischiato in una tormenta che gli fa temere di essere impazzito – e forse lo è. Continua a leggere

Vivalascuola. Eroi fannulloni insegnanti

Proteste in università e scuole d’Italia. E martedì, data del voto alla Camera sul ddl Gelmini, si replica. Contro un governo che umilia studenti, ricercatori, insegnanti.

Alfieri è esplicito nel giudizio: “Tirannide indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzione delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto eluderle, con sicurezza d’impunità. E quindi,… chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno, ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo”. A scuola, come in molti altri luoghi, si tratta ormai di raccontare la verità dei fatti, di pretendere il ritorno ad una dignitosa legalità e di non sopportare più (Giovanna Lo Presti).

Insegnanti, tutti brava gente?
di Marina Boscaino

È tanto tempo che ho smesso di professare la religione “insegnanti, tutta brava gente”. Ho dismesso quella lettura un po’ romantica, un po’ utopica che – nei primi tempi della mia collaborazione su quotidiani (10 anni fa) – mi sembrava il modo più efficace per esigere quel rispetto che sentivo di meritare Continua a leggere

Vivalascuola. Ma davvero la scuola italiana va così male?

Col consenso degli interessati, che ringraziamo, proponiamo un dibattito tra Stefano Stefanel e Girolamo De Michele nato a partire da un annuncio di vivalascuola per l’uscita del libro La scuola è di tutti.

Può essere utile chiarire le premesse del dibattito. Basandosi su una gran mole di dati, De Michele sostiene nel suo libro un’idea meno pessimistica di quella abitualmente circolante sulla scuola italiana: non è vero che gli insegnanti italiani sono troppi; non è vero che nelle scuole italiane c’è più bullismo che nel resto d’Europa, anzi la scuola è lo strumento più efficace per il recupero dei bulli; non sono attendibili i dati OCSE sulle scuole superiori, perché gli studenti europei cominciano le superiori un anno prima e hanno conoscenze non comparabili con quelle dei nostri studenti; ecc. Ne viene fuori un’appassionata difesa della scuola pubblica.

07.11.2010

Gentile professore,
grazie per il contatto. Ho letto il suo libro segnalatomi da un’insegnante che condivide il suo pensiero e che forse ha cercato di convincermi tramite lei. Sono rimasto sbalordito per la documentazione da lei analizzata Continua a leggere

Vivalascuola. La modernizzazione cieca

Può la scuola essere ristrutturata solo secondo esigenze di cassa e in dispregio delle esigenze di istruzione e formazione? Può essere trattata come un’azienda che produce beni di consumo? Può esserne incentivata la privatizzazione per aumentarne il prodotto? Il sapere è una merce? Il preside è un manager? L’allievo è un cliente che obbedisce alla legge della domanda e dell’offerta?

Alcune buone ragioni per resistere al cambiamento
di Alessandro Cartoni

Come parlare di quello che sta accadendo? Non mi riferisco all’organizzazione scolastica, né alla professionalità dell’insegnante, né ai ritmi di lavoro, né alla riduzione delle risorse o alla riduzione della qualità del sapere, tutte cose importanti e sacrosante Continua a leggere

Vivalascuola. Ma quale scuola?

A luglio “Qualità e merito“, a ottobre si tagliano i fondi per il merito. E per il 2011 c’è una riduzione del 50% dei fondi per la formazione. E se mancano i professori? Mandiamo le maestre! E’ questa la nuova cultura?

Cominciamo col chiamare le cose col loro nome. Quella in corso è una crisi, non un’emergenza educativa. Una crisi nella, non della, educazione. Perché “nella” e non “della”? Perché la scuola è all’interno di un più vasto sistema educativo, che è attraversato da tempo da profondi mutamenti. E perché è altrettanto importante capire che l’alternativa all’educazione non è l’assenza di educazione, ma una diversa educazione. (Girolamo De Michele, La scuola è di tutti)

Tutto da rifare?

A questo punto dovrebbe essere chiaro. La quadratura del cerchio non si può trovare. Forse il problema è stato insistere nel cercarla. Mettere a sistema, pretendere certezza, programmabilità, prevedibilità da un processo così vago, complesso, imprevedibile come la formazione Continua a leggere

Vivalascuola. Bambini senza infanzia

C’era una volta il tempo pieno… i programmi del 1985,  nuovi e innovatori, parlavano di una scuola in cui erano previste ore per sviluppare competenze relative ai “linguaggi non verbali”. C’era il gioco, fondamentale strumento per la crescita e il benessere del bambino, c’era la psicomotricità, la musica, il linguaggio grafo-pittorico.

Oggi, una delle conseguenze della riduzione di insegnanti nella scuola elementare, è proprio la scomparsa dei “laboratori”. Ma chi si ricorda a cosa servissero poi questi laboratori? E’ importante ripensare a una scuola in grado di accogliere il gioco e la corporeità del bambino, così intimamente connessi e fondanti la sua specifica modalità di approccio, relazione e conoscenza del mondo. Del resto anche la Carta Internazionali dei Diritti dell’infanzia cita il gioco tra i diritti dei bambini… e forse un motivo ci sarà! (Marina Massenz)

Bambini senza infanzia
di Grazia Honegger Fresco

Osserviamo un gattino che corre dietro a una foglia o che salta intorno alla coda della madre. Ci incantano la gratuità del movimento, il gusto per l’esplorazione. Perché agisce così? Continua a leggere

Vivalascuola. Responsabilità docente

Solidarietà al prof. Francesco Mele, censurato per avere difeso le competenze del Collegio dei docenti dalle prevaricazioni del Dirigente scolastico e aver proposto, assieme alla maggioranza dei componenti il collegio, la votazione di una mozione di critica ai provvedimenti Gelmini /Tremonti che stanno distruggendo la scuola pubblica (firma).

Care maestre e cari maestri… Il mio augurio per il nuovo anno scolastico è questo: NON SENTITEVI MAI DA SOLE E DA SOLI! Prima di tutto ci sono i bambini e le bambine, che devono essere nonostante tutto al centro del vostro lavoro e non finiranno mai di sorprendervi. Non dimenticate che davanti al maestro e alla maestra passa il futuro. Non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese: che ha alla sua base un testo fondamentale e ricchissimo, la Costituzione, che può essere il vostro primo strumento di lavoro. (Mario Lodi)

Ciapà coe bombe
di Lucia Tosi

La scuola io la vedo così, ciapàda coe bombe
Come tutti, credo, quelli che hanno un interesse per le lingue del nostro paese, o almeno per il dialetto della loro terra, “terra” che spesso coincide con una città, un paesello, perché venti chilometri più in là già quel dialetto cambia, suona diversamente, mi chiedo spesso il senso e la provenienza di certe espressioni, Continua a leggere

Carlo D’Amicis, La battuta perfetta

“Nello scrivere questo libro emerge il mio forte disagio nel vedere cosa siamo diventati; vorrei che questo libro venisse percepito dai lettori sottoforma di pietas, da intendere nel senso letterale del termine, strettamente latino, nei confronti della fragilità umana che è alla base di tutto questo”.

(Carlo D’Amicis)

di Michele Lupo

Il romanzo definitivo sul modo in cui la televisione ha costruito gli ultimi cinquant’anni di storia italiana. E’ stato letto così, il libro di Carlo D’Amicis, racconto rapsodico di un narratore quarantenne, Canio Spinato, cinico fan di Forza Italia e persino amico del Cumenda, Continua a leggere

Vivalascuola. Professione: precario

I precari sono solo zavorra senza qualità?

“Avete trasformato la scuola in un enorme ammortizzatore sociale, assumendo 200 mila precari senza curarvi della qualità degli insegnanti e dell’insegnamento”

(il presidente del consiglio, on. Silvio Berlusconi, nella sua replica al Senato, rivolto all’opposizione).

La preparazione degli insegnanti attualmente iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento è spesso molto elevata avendo, circa la metà di loro, frequentato una specializzazione post laurea di due anni. In buona sostanza, i “precari” hanno 5+2 o 3+2+2 anni di studi universitari alle spalle orientati all’insegnamento. Un insegnante di sostegno ha studiato all’università almeno 5+2+1=8 anni (quasi come un medico) e negli ultimi tre, assieme ai corsi, ha svolto un tirocinio a scuola in contesti appositamente selezionati, cosa che gli ha consentito di essere “pronto subito”. (Paolo Fasce)

Ma perché vuoi fare il professore?
di Francesco Accattoli

… Meglio una fabbrichetta modello Marche
Ricordo che durante il mio tirocinio a scuola, negli anni della SSIS, una ragazzina di quindici anni mi disse: “Ma perché vuoi fare il professore? Guadagni una miseria e aspetti per anni prima d’entrare col posto fisso”. Io le risposi che senza cultura il mondo sarebbe finito di lì a breve – lo dissi per impressionarla – e che il lavoro dei professori è indispensabile per la crescita della società. Continua a leggere

Vivalascuola. Che scuola ci aspetta?

Educazione militare, una scuola pubblica diventa scuola di partito, una scuola di partito prende soldi dallo Stato, menù padano agli alunni, via i disabili

Qui si accompagna il desolante passaggio dalla scuola della Repubblica (statale, laica, pluralista, inclusiva) alla scuola privata (aziendalista, confessionale, “omologata”, discriminante). Qui si vanno a minare definitivamente le basi dello stato sociale come frutto del patto di solidarietà che ispira dalla Carta, e si scongiura ogni possibilità di affidare alla scuola funzioni emancipanti rispetto alle condizioni socioeconomiche di partenza di tutti e di ciascuno. (Marina Boscaino)


Bugie, bugie! Ma che delirio è questo?

di Giovanna Lo Presti

Da troppo tempo ci lamentiamo perché, nel nostro Paese, non viene rispettata la Costituzione, perché le leggi ad personam sono più numerose dei funghi in un bosco dopo un temporale di fine estate, perché l’imbarbarimento della politica è davvero inaccettabile, perché tutti, compresi i bambini di cinque anni, sono costretti a sapere cosa sia una escort (e chi le chiamava così, qualche anno fa?). Continua a leggere

Vivalascuola. Il silenzio degli intellettuali

Anno scolastico 2010-2011. Ancora tagli al personale e ai saperi.

Mancano docenti nelle scuole e nelle università, mancano presidi, manca sicurezza, mancano fondi, mancano investimenti.

Cosa dicono gli intellettuali?

“Rispetto alla sciagurata smemoratezza dilagante nel paese, ai vuoti di memoria che contagiano pesantemente anche la sinistra, allo spirito del tempo celebrato da Berlusconi, la scuola è l’ultima frontiera: le sue strutture, i suoi docenti, i suoi libri di testo rimangono saldamente ancorati alla tradizione storica italiana” (Alberto Asor Rosa, Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali).

All’ordine del giorno c’è il silenzio (ascesa, declino e catastrofe dell’intellettuale)
di Alessandro Cartoni

Il sapere? Buono per la settimana enigmistica
Un collega mi racconta – oggi quasi ridendo – dello sconcerto, della cupa sorpresa che lo colse il giorno in cui un alunno, neanche tra i migliori ma per nulla timido, gli rivelò la sua (diremo la nostra…) completa superfluità. Il ragazzo dichiarò infatti senza giri di parole: “il suo sapere prof, mi scusi se mi permetto, serve solo a una cosa… Continua a leggere