Ennio Abate, Per Michele Ranchetti

Nel secondo anniversario della morte di Michele Ranchetti (Milano, 1925 – Firenze, 2 febbraio 2008), propongo una discussione sviluppatasi a partire da una vecchia intervista di Ennio Abate a Michele Ranchetti, che vede gli interventi di Fabio Milana e Costanzo Preve. Il tutto mi pare esemplifichi la vastità delle questioni poste dalla ricerca di Ranchetti. Ricordo che dello stesso è appena uscito il volume postumo Scritti diversi. Vol. 4: Ulteriori e ultimi (2000-2008), curato da Fabio Milana.

Ripensando a Non c’è più religione di Michele Ranchetti
di Ennio Abate

Nel 2005 andai a Firenze e feci una lunga intervista a Michele Ranchetti sul suo Non c’è più religione (Garzanti, Milano) 2003. La si può leggere sul n. zero (maggio 2005) di Poliscritture o sul sito http://www.poliscritture.it. Il filo conduttore delle mie domande partì da una istintiva reazione alla lettura del libro, che potrei così riassumere: bisognerebbe scrivere, a completamento, un Non c’è più comunismo altrettanto rigoroso e appassionato. Continua a leggere

Michele Ranchetti, Poesie scelte

Michele Ranchetti raccontava di essere stato un bambino solitario e sovrappeso, estraneo ai giochi dei coetanei e costretto – non del tutto controvoglia, forse – a coltivare precocemente il suo mondo interiore. Disegnava, componeva musica, scriveva poesie. Da sempre, anche se il suo esordio come autore in versi risale al 1988, a 63 anni compiuti (nato a Milano nel 1925, è morto a Firenze il 2 febbraio scorso). Al momento della pubblicazione de La mente musicale, dunque, il profilo di questo intellettuale versatile e irrequieto pareva già largamente delineato. Successore di Delio Cantimori alla cattedra fiorentina di Storia del cristianesimo, certo, ma anche imprevedibile animatore culturale (negli anni Sessanta aveva lasciato l’incarico di direttore delle Librerie Feltrinelli in dissenso con Giangiacomo) e infaticabile operatore editoriale, come testimonia la lunga serie di iniziative e traduzioni legate, fra gli altri, ai nomi di Ludwig Wittgenstein, Sigmund Freud, Rainer Maria Rilke e Paul Celan. Continua a leggere

Racconta ciò che hai origliato dalle tue mani – Paul CELAN

gisèle celan

Testi e traduzioni sono tratti da: Paul Celan, Sotto il tiro di presagi. Poesie inedite 1948-1969, traduzione e cura di Michele Ranchetti e Jutta Leskien, Torino, Einaudi, “Supercoralli”, 2001 (Die Gedichte aus dem Nachlaß, Frankfurt am Main, Suhrkamp Verlag, 1997).

Der Andere

Tiefere Wunden als mir
schlug dir das Schweigen,
größere Sterne
spinnen dich ein in das Netz ihrer Blicke,
weißere Asche
liegt auf dem Wort, dem du glaubtest.
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