DON PAOLO FARINELLA – L’Italicum, un colpo di Stato

DA MICROMEGA

 

Abbiamo appena celebrato il 70° compleanno della Liberazione e due giorni dopo ci troviamo in piazza a difenderla da chi l’altro ieri l’ha insultata, festeggiandola con la retorica di rito con ghirlande e alloro. Ci vogliamo distinguere da costoro che svuotano la Resistenza, aboliscono la Liberazione, stravolgono la Carta Costituzionale che gli vieta di fare quello che stanno facendo e scegliamo di stare dalla parte della dignità e della legalità, difendendo la nostra sovranità popolare e rifiutando ogni forma di delega in bianco. Chi delega diventa complice e còrreo, chi si disinteressa lascia spazio agli incompetenti, ai corrotti e ai maneggioni. Non è più tempo di mugugno, ora è tempo di RESISTENZA.
Sì, VOGLIAMO RESISTERE al governo Renzi e a chi lo ha sostenuto fino a ieri e continua a sostenerlo, per il sopruso che sta commettendo in faccia al popolo italiano. La Legge elettorale e la riforma della Costituzione non sono materia di governo, ma appartengono di diritto al parlamento; non a questo parlamento che la Corte Costituzione, dichiarando illegittima la «legge porcata» che l’ha eletto, ha dichiarato anche, indirettamente, che esso è pure illegittimo. Questo Parlamento, pertanto, non può votare né la legge elettorale né la riforma costituzionale. Continua a leggere

Contro l’inciucio Renzi-Berlusconi c’è una battaglia che si può vincere subito – di Paolo Flores D’Arcais

DA MICROMEGA

 

Nell’accordo piduista Renzi-Berlusconi, benedetto da Napolitano, c’è molto di peggio che non il Senato dei nominati (il Senato andava semplicemente abolito e contemporaneamente il numero dei deputati portato a cento).

Il vero elemento golpista del patto piduista del Nazareno è costituito invece dalla legge elettorale, che consentirà a una forza di minoranza un controllo totale non solo del legislativo ma anche delle istituzioni di garanzia: Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale.

Nell’ambito di questa legge elettorale super truffaldina e micidiale per la democrazia, l’elemento più grave è dato dalla vera e propria istigazione a delinquere rappresentata dall’incentivo alla presentazione di liste locali di clientelismo mafioso e liste nazionali di indecenza corporativa. Continua a leggere

Presidente Renzi, perché non vuole fare sul serio contro il partito dell’impunità? di Paolo Flores D’Arcais

DA MICROMEGA

Il voto europeo in Italia ha un solo vincitore, anzi un solo nome: Matteo Renzi. […]

Proprio perché “Matteo” ha sbancato, dato scacco matto, fatto en plein, inflitto il cappotto, o quale altra metafora si preferisca (astenersi “asfaltato”, per favore: stilisticamente disgustoso), il grande problema per lui comincia ora. Chi ha tutto il potere non ha più nessun alibi. Quello che non fa, va tutto a carico suo.

Ora, il problema economico dell’Italia si chiama evasione fiscale, corruzione, mafia, il resto è epifenomeno. Una massa monetaria enorme, equivalente a una decina di “manovre fiscali” tipo “lacrime e sangue”, viene rapinata ogni anno da quei tre fenomeni. Grassazione gigantesca e permanente, che basterebbe aggredire significativamente (la metà, perfino un terzo della ricchezza comune saccheggiata), per disporre di risorse tali da soddisfare contemporaneamente aneliti alla sicurezza e pulsioni allo sviluppo, meno diseguaglianza e più crescita: salario di cittadinanza, incentivi a piccole e medie imprese, investimenti massicci in cultura istruzione e ricerca, boom di autostrade telematiche e di energie rinnovabili … e via riformando. Continua a leggere

“Le elezioni europee e i trattati da rifare” di Luciano GALLINO

di Luciano Gallino

 
da MICROMEGA

Sulle condizioni di vita dei cittadini europei, già afflitti dalle politiche di austerità, incombono altri rischi presenti in alcuni trattati che la Ue si accinge a varare o sono appena entrati in vigore. Riguardano i salari pubblici e privati; i diritti del lavoro; le politiche sociali; lo stato della sanità pubblica; il sistema previdenziale; la sicurezza alimentare; infine la possibilità di una crisi economica ancora più grave dell’attuale. Le prossime elezioni europee offrono una importante occasione sia per cominciare finalmente a discutere in pubblico di tali rischi, sia per fermare un paio dei trattati ancora non sottoscritti perché su di essi il Parlamento europeo ha diritto di veto. Continua a leggere

“Democrazia” extraparlamentare?” di Michele Martelli

Marx diceva, nel 1848, che il governo di ogni paese, e quindi anche il parlamento, era «il comitato d’affari della borghesia». Della borghesia: genitivo oggettivo, non soggettivo, come invece lo è oggi. Perciò oggi forse Marx direbbe che è «il comitato della borghesia che si fa i propri affari». Il che è particolarmente vero in Italia. Certo, nell’ultimo ventennio ogni governo è stato eletto dalla maggioranza parlamentare eletta a sua volta dalla maggioranza degli elettori.

Ma qui si è fermata la democrazia del voto, ridotta oramai ad una larva, svuotata da 8 anni di Porcellum anticostituzionale. La nuova legge elettorale renzi-berlusconiana, come è stato più volte ribadito, è un doppio Porcellum, a causa dei listini bloccati e del gigantesco premio di maggioranza, che offrirebbe parlamento e governo nelle mani di una minoranza (un terzo dei votanti). E con un’opposizione simbolica, ridotta numericamente al lumicino. Alla faccia di milioni e milioni di elettori! La democrazia, da governo dei molti, si trasformerebbe così definitivamente in oligarchia, in governo dei pochi. Continua a leggere

Se il Papa critica il capitalismo (e la sinistra no) – di Francesco Peloso

DA MICROMEDIA

Bergoglio non è un rivoluzionario, né ha fatto parte delle correnti più progressiste della Chiesa. E tuttavia il suo magistero s’inserisce in quella rinnovata attenzione alla dottrina sociale scaturita dagli anni del Concilio e dalle esperienza della Chiesa latinoamericana. Perché una simile prospettiva di fede non ha ancora riscosso l’attenzione delle forze culturali e politiche della sinistra?

di Francesco Peloso

Cosa succede se una delle più antiche istituzioni globali della storia, la Chiesa cattolica, attraverso la sua più alta autorità critica le virtù e i presunti benefici del capitalismo mondializzato? La prima reazione dell’opinione pubblica, quasi automatica, è quella di declassare gli interventi del Papa in materia economica e sociale a tradizionale attenzione ai poveri, vale a dire pensieri caritatevoli pronunciati da un leader spirituale. Insomma nulla di nuovo. In quest’atteggiamento c’è ovviamente un po’ di distrazione e di conformismo, eppure si scorge anche qualcos’altro: un certo fastidio verso interventi – in questo caso del Pontefice ma altrove lo stesso effetto è causato da un economista deciso a rompere certi tabù – che provano a rimettere in discussione le fondamenta del modello di sviluppo nel quale siamo immersi e che a quanto pare non ha costruito la felicità per tutti. Continua a leggere

Don Ciotti: “In piazza con la Fiom per impedire che il diritto di tutti diventi il privilegio di pochi”

di don Luigi Ciotti

Caro Maurizio e cari amici della Fiom, anche se non fisicamente, il 18 maggio sappiatemi con voi con il cuore e l’impegno.
Già nel titolo, la manifestazione pronuncia la parola chiave per uscire da questo drammatico frangente: diritti.
Prima che economica, questa è infatti una crisi dei diritti, una crisi etica e culturale.
Culturale, perché ha corroso l’ideale che ha ispirato la formazione e lo sviluppo delle moderne democrazie: il riconoscimento del nostro essere diversi come persone e ugnali come cittadini. Continua a leggere

PAOLO FARINELLA – Falliti, andate a casa

DA MICROMEGA

In questo preciso istante apprendo dalle agenzia che Napolitano è stato rieletto, presidente dell’inciucissimo, cedendo benevolmente alla violenza dei falliti che occupano indegnamente il Parlamento. Ora c’è la sua «prorogatio» per un anno, il tempo necessario a sistemare la salvezza definitiva di Berlusconi, la scomparsa del Pd e il declassamento dell’Italia a repubblica delle bucce di banana. Un parlamento appena eletto, rinnovato al 70%, fallimentare e ignobile.

Ritengo questo atto come uno scippo, un tradimento, un atto sovversivo e l’ultimo colpo mortale alla democrazia, MERITO ESCLUSIVO DEL PD che ha raggiunto i suoi scopi:

  1. Autodistruggersi,      affondandosi da solo senza nemmeno il salvagente.
  2. Salvare      Berlusconi da morte certa e tenerlo in vita «for ever».
  3. Riportare      Berlusconi al potere per altri venti anni, ammettendolo al governo con Monti. Continua a leggere

Tra Grillo e le primarie spunta il polo della sinistra arancione

Comunque vada domenica l’esito del voto, si intravede un ticket Bersani-Renzi con l’asse del centrosinistra spostato ancora più a destra, malgrado gli sforzi di Vendola. E intanto domani a Roma l’assemblea nazionale di Cambiare si può per costruire un soggetto alternativo al montismo e di vera “sinistra” nel Paese.
DA MICROMEGA

di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena 

 

Volano parole grosse: «Su di me accusa bulgare» dice uno. «Caro Matteo non inquinare il voto» replica l’altro.
In vista del voto di domenica si alza il livello dello scontro tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani, il quale incassa per il ballottaggio l’endorsement (abbastanza scontato) di Nichi Vendola. Continua a leggere

Nostra signora Costituzione. Zagrebelsky: “Serve solo la buona politica”

DA MICROMEGA

Autunno, stagione di alleanze, movimenti e manifesti? A quanto pare sì. Gustavo Zagrebelsky scrive quello di Libertà e Giustizia, “Per una stagione costituzionale”, con cui lancia la manifestazione del 24 novembre a Milano.
di Rossella Guadagnini
L’autunno, improvvisamente. Si potrebbe definire così la nuova, e speriamo folgorante, stagione di fermenti politici, culturali e sociali a sinistra. A un anno dalla caduta del premier Silvio Berlusconi, qualcosa si muove al di fuori della palude che sembra avvolgere le principali forze politiche in campo. Mentre il Pd avanza col progetto delle primarie, pochi giorni fa è stato presentato “Cambiare si può“, appello lanciato da Marco Revelli, Paul Ginsborg, Luciano Gallino e Livio Pepino, con al centro i temi del lavoro e della crisi. Settanta i firmatari iniziali, da esponenti della sinistra intellettuale a protagonisti della scena come Sabina Guzzanti, da operai della Fiom, che intanto si dichiara neutrale, al Movimento dei sindaci, cioè la lista Arancione con a capo Luigi De Magistris, a cui vanno le simpatie di Leoluca Orlando, e che guarda a Marco Doria e Giuliano Pisapia. Continua a leggere

La politica come dialogo e come autismo. Lettera aperta a Beppe Grillo – di Paolo Flores d’Arcais

 

DA MICROMEGA 4, 2012
Informazione, giustizia, lavoro: sono tre temi cruciali per il futuro democratico dell’Italia, sui quali il programma del MoVimento 5 Stelle pare ancora molto vago. E anche sulla democrazia interna del M5S ci sarebbe molto da dire. Un invito del direttore di MicroMega al leader Grillo per un confronto pubblico.

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Caro Beppe Grillo,
sono passati solo sei anni da quando ci incontrammo per mettere a punto la scelta dei tuoi brani da pubblicare sul numero di MicroMega in vista delle elezioni («Summa anthologica», marzo 2006), e appena quattro da quando accettasti di partecipare (in collegamento) alla manifestazione di piazza Navona (8 luglio 2008) organizzata da Furio Colombo, Pancho Pardi e me, dal titolo «Il regime non passerà!». Ma sembra già un’altra epoca. A piazza Navona annunciavi che avresti appoggiato alle successive amministrative «tutte le liste civiche che vorranno occuparsi del loro comune e della loro regione. Io sarò in prima fila». Era il tempo dei meet-up. Oggi il MoVimento 5 Stelle è accreditato di risultati a due cifre per le prossime politiche. Continua a leggere

L’AGONIA EUROPEA – di Franco “Bifo” Berardi

DA MICROMEGA

Trovandosi in Russia per omaggiare il democratico Putin e adescare gli oligarchi russi nella speranza che investano nel suo paese, il presidente del Consiglio italiano ha fatto una dichiarazione che batte ogni record di ridicolo: “mentre i politici pensano alle prossime elezioni i grandi statisti (come lui) pensano alle future generazioni”.

Nello stesso giorno un documento di Banca d’Italia e Unioncamere rivela che l’80% dei nuovi assunti in Italia è precario. Il Presidente del Consiglio aggiunge che a lui poco importa dei mercati, quel che gli interessa è l’economia reale. Ma nello stesso giorno il documento di Unioncamere rivela che il reddito da lavoro è diminuito negli ultimi quattro anni di 1240 euro all’anno. E tutti sanno che l’effetto delle politiche montiane, rivolte a salvare il sistema finanziario offrendo sacrifici umani al dio dei mercati, sarà una recessione di lungo periodo. Continua a leggere

Sinistra: il coraggio e la misura – di Giuseppe Marrone

Su MICROMEGA

Se oltrepassiamo il paranoico dibattito che si è aperto sulle alleanze tra i partiti in vista delle prossime scadenze elettorali italiane, ci accorgiamo che il tema vero è quale visione generale e quale idea di società siano adeguate per un cambiamento che non sia soltanto di facciata e che incida nelle condizioni materiali delle persone.
Tre questioni, tra le altre, si impongono: restituire credibilità ad una classe politica percepita come vecchia, inefficace, privilegiata e corrotta; riportare sotto il controllo democratico i meccanismi  impazziti della finanza e dei mercati; migliorare la qualità dell’esistenza di quei milioni di soggetti umani che si arrabattano per non perdere la dignità, a partire dai giovani mortificati dal precariato.
Per affrontare questi problemi enormi, non c’è bisogno né di splendidi isolamenti dalle cui vette dispensare le magiche ricette né di larghe convergenze entro cui fare convivere chi pensa che la soluzione sia aggredire le diseguaglianze con chi sostiene che lo stato sociale debba sempre più assottigliarsi fino a scomparire. Continua a leggere

I quattro eurofalsi


Da MICROMEGA

Di Sergio Cesaratto, Emiliano Brancaccio, Antonella Stirati e Claudio Gnesutta, da Left-Avvenimenti, 23 giugno 2012

Quattro economisti italiani smontano i quattro più importanti “luoghi comuni” che riempiono le pagine dei giornali, nei giorni precedenti al vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno, nel quale si deciderà il futuro dell’Europa. Tesi economiche ripetute come un mantra, eppure false sul piano teorico ed empirico. Quattro economisti “critici” ci spiegano perché le tesi fondamentali dell’economia neoliberista non sono la soluzione, ma il problema.

1. Per salvare l’euro serve un’Europa politica basata sull’austerity? NO.

di Sergio Cesaratto

Assolutamente no se per Europa politica si intende ciò che ha più volte ripetuto Angela Merkel. L’Europa che ella prefigura è assai inquietante: una definitiva espropriazione della libertà democratica dei cittadini sulle decisioni in materia di bilancio, accentrate a Bruxelles. In cambio la Germania propone un “fondo di redenzione” in cui i Paesi metterebbero in comune il debito eccedente il fatidico 60 per cento del Pil, impegnandosi a restituirlo in una ventina d’anni. Null’altro che un rafforzamento del cosiddetto fiscal compact già imposto da Berlino: due decenni di austerità assicurata in una Europa divisa fra ricchi e poveri. È questa una prospettiva inaccettabile e disastrosa. Più Europa servirebbe, invece, se l’obiettivo fosse quello di assicurare la crescita delle aree più svantaggiate. Qualsiasi soluzione deve rispondere al problema alla base della crisi: la moneta unica ha aggravato i differenziali di competitività fra le economie europee deboli e forti. Continua a leggere

Don Paolo Farinella – Il papato complice

DA MICROMEGA

Il papa per distrarsi un po’ dalla maretta che spira nei giardini del Vaticano, ha pensato bene di emigrare in uno Stato estero: Viene in Italia, anzi a Milano, meglio a Brezzo, come dire fuori porta. Sommerso dalle famiglie formato Mulino bianco, almeno in facciata, invita i politici a «non fare false promesse». Peccato che davanti avesse il Celeste Formigoni, Monti Mariong I che ormai di promesse se ne intende avendo superato il maestro e mèntore, che invece non si è fatto vedere. Silvio Berluscempio era impegnato nella costruzione con materiale lego dell’Italia Pulita: lui non va dove non può essere prima donna o primo cretino che gli riesce fin troppo bene. Continua a leggere

Pancho Pardi – Così la controriforma costituzionale rottama il Parlamento

DA MICROMEGA

La maggioranza provvisoria approva in commissione al Senato il suo progetto di riforma costituzionale.
Il primo punto è la riduzione del numero dei parlamentari. E’ il mezzo per farla piacere ai cittadini, cui si è parlato di dimezzamento. Ma tra tutte le proposte viene scelta la riduzione più timida e meno incisiva: i deputati scendono da 630 a 508, i senatori da 315 a 254.
Il secondo punto è il superamento del bicameralismo perfetto, che permette a ognuna delle due Camere di rinviare all’altra un disegno di legge modificato. Continua a leggere

FRANCO BIFO BERARDI – Il ruolo degli artisti al tempo della dittatura finanziaria

DA MICROMEGA

“Perché i poeti nel tempo della povertà?” chiede Holderlin nel suo poema “Pane e vino”. E commentando questo verso, Heidegger dice: “Forse siamo nel momento in cui il mondo va verso la sua mezzanotte”.

In nome del vuoto

Il 5 maggio un gruppo di artisti, architetti, insegnanti e studenti e lavoratori precari della scuola e della comunicazione hanno occupato un edificio chiamato Torre Galfa e l’hanno rinominato Macao. L’edificio è un grattacielo di trentacinque piani, abbandonato da quindici anni.

Dieci giorni dopo l’occupazione, mentre il corpo gigantesco del precariato cognitivo milanese cominciava a stiracchiare le sue membra e a sintonizzarsi con la torre, sono entrati in azione gli esecutori del piano di sterminio finanziario. Il proprietario, noto alle cronache giudiziarie come corrotto e corruttore, ha deciso che quel posto è suo e deve rimanere com’è: vuoto. Tutto deve essere vuoto nella città, perché il capitalismo finanziario ha bisogno di distruggere ogni segno di vita. Le risorse materiali e intellettuali vengono progressivamente inghiottite, annullate, perché i predatori possano espandere la loro insensata ricchezza. Continua a leggere

Falcone e Borsellino, così la retorica di Stato uccide verità e memoria

Capaci e via D’Amelio vent’anni dopo

DA MICROMEGA

Pubblichiamo parte della prefazione di Roberto Scarpinato, procuratore generale di Caltanissetta, a “Le ultime parole di Falcone e Borsellino” (a cura di Antonella Mascali, Chiarelettere). In questo libro gli interventi, le interviste, le parole di Giovanni Falcone (1939–1992) e Paolo Borsellino (1940–1992), due servitori dello Stato, a vent’anni dalla loro morte.
di Roberto Scarpinato
Più trascorrono gli anni e più cresce la mia sensazione di disagio nel partecipare il 23 maggio e il 19 luglio alle pubbliche cerimonie commemorative delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. La retorica di Stato ha i suoi rigidi protocolli ed esige che il discorso pubblico venga epurato da ogni sconveniente riferimento alle travagliate vicende che segnarono le vite di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, preparandone lentamente la morte. Relegando nel fuori scena della storia quelle vicende, questa forma di autocensura consegna così alla memoria collettiva una narrazione tragica e, nello stesso tempo, semplice e pacificata, che si può riassumere nei seguenti termini: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono assassinati perché con il loro lavoro di integerrimi magistrati, culminato nelle condanne inflitte con il maxiprocesso, erano il simbolo di uno Stato che aveva sferrato un colpo mortale a Cosa nostra, mandando in frantumi il mito della sua invincibilità. Continua a leggere

DON PAOLO FARINELLA – Il governo Monti, la Trilaterale e l’esproprio della democrazia

Ora lo sappiamo da fonte autorevole e non smentibile. Il governo Monti è il frutto maturo per l’Italia della politica della Trilaterale, il cui presidente italiano, Carlo Secchi, guarda caso anche lui ex rettore della Bocconi dichiara al Fatto Quotidiano in una intervista (26-04-2012 p. 9) dichiara, apertis verbis: «Noi della Trilaterale siamo contenti di Monti» e aggiunge che quando il presidente della repubblica Giorgio Napolitano incaricò Monti di formare il governo, essi [la Trilaterale] erano riuniti e appresero in diretta la nomina, godendone come gatti in calore. Egli chiama Monti Mario, «il nostro reggente europeo». Questo signore oltre che Trilaterale è anche consigliere di amministrazione di sei società, tra cui Mediaset. Come si può pensare che abbia un giudizio politico ed economico indipendente? Non può né lui né Monti, né il suo governo. Continua a leggere

GIUSEPPE GIULIETTI – No al commissariamento della democrazia

DA MICROMEGA

Il super commissario Monti sta procedendo a nominare commissari ovunque, ovviamente tranne che alla Rai, per non disturbare il titolare del conflitto di interessi. Così abbiamo il commissario Amato, il commissario Bondi, il commissario Grilli, per non parlare dei ministri Passera e Fornero che hanno assunto il ruolo dei vice questori o dei vice prefetti.

Di commissario in commissario, di emergenza in emergenza, si sta così provvedendo a alla costruzione di una sorta di “democrazia protetta” chiamata ad attuare le direttive imposte dalla maggioranza che guida l’Europa e, spesso, troppo spesso, condivise anche da chi dovrebbe almeno cominciare ad interrogassi sulla sacralità-centralità delle istituzioni monetarie internazionali e sulla pretesa di presentare come “neutrale, tecnicamente incontestabile” il punto di vista di una oligarchia bancaria e finanziaria. Continua a leggere