Non siamo gli ultimi, di Massimo Rizzante

di Antonio Sparzani

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Si tratta di un libretto di 122 pagine di testo, verrebbe voglia di dire la frase di circostanza “si legge in fretta, d’un fiato” questo saggio di Rizzante, ma invece no, non è affatto vero, non si legge in fretta, io ci ho messo giorni e giorni, certo non a tempo pieno, ma il fatto è che quando ne hai letto un paragrafo, tre o quattro pagine, hai già materiale da rimuginare nella testa, scartabellando in biblioteca e nei tuoi vaghi ricordi per un bel po’. Continua a leggere

Da presso al bello

di Lakis Proguidis

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[Lakis Proguidis è attualmente il direttore di L’atelier du roman, rivista di letteratura che si pubblica trimestralmente a Parigi dal novembre 1993. I numeri hanno spesso un tema dominante. L’ultimo (57), del marzo 2009, è molto felicemente dedicato alla bellezza: Du beau dans la poésie e dans le roman. Tra i molti articoli interessanti ho scelto di tradurre l’articolo dello stesso Proguidis, che ha volentieri acconsentito, dal titolo Auprès du beau, a.s.]

Due ipotesi: 1. Il dialogo estetico presuppone l’esistenza in un tempo precedente l’opera d’arte (tesi contro l’autonomia della critica); 2. Le parole acquistano significato soltanto all’interno della loro civiltà (tesi contro il primato della lingua).

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Omero che invoca la Musa. Per arrivare alla forma d’arte, per padroneggiare una materia caotica composta di parole, di immagini, di suoni, di ritmi, di significati contradditori, di opinioni di ogni tipo, di valori commoventi, di circostanze diverse, di casi, di gusti variegati e continuamente mutevoli, di fuggevoli ispirazioni, di sensazioni e di desideri insondabili, Omero implora la grazia di una potenza sovrumana.

Si noti che Omero, per fare quello che ha fatto, non ha ricevuto, per così dire, alcun ordine dall’aldilà. Continua a leggere

Gli scrittori e il potere

Milan Kundera e l’ arte del disimpegno
di Eugenio Scalfari
Repubblica , 14 aprile 2009

Commentando su Repubblica del 31-03-2009 il nuovo libro di Milan Kundera dal titolo Un incontro (Adelphi), Marc Fumaroli ha scritto che per Kundera «la grande insurrezione del modernismo è eterna e universale. E’ fatta di fedeltà creativa ai classici delle arti europee – Rabelais, Cervantes, Sterne, Diderot, Velázquez, Beethoven, Chopin – e al tempo stesso della ricerca esigente d’ una forma nuova, capace di svelare la verità umana dove meno lo si aspetta». Queste righe finali della recensione colgono con precisione il senso dell’ Incontro, un insieme di brevi interventi dedicati a scrittori, musicisti, pittori, ma romanzieri soprattutto perché il romanzo è l’ oggetto del desiderio di Kundera, che offrono al lettore dei veri e propri colpi di luci su autori e opere della modernità delineando con rigore una poetica che è la poetica di Kundera, da lui stesso definita “modernista”. Conosco da tempo Fumaroli, scrittore e accademico di Francia, conservatore di rara arguzia e finezza. Continua a leggere