Coscienza

Crederemo mai alla misericordia di Dio? Fosse anche all’ultimo momento, l’importante è arrivarci. Allora, non avremo più nulla da temere: non sulla scorta di arroganze fuori luogo, come quelle ostentate da certa nuova teologia, ma perché ci saremo finalmente arresi, ci sentiremo sicuri come dei bambini nelle braccia del Padre.

Il racconto

Gesù ci ama anche quando siamo caduti, quando abbiamo toccato il fondo: ci viene incontro per portare la croce che abbiamo sulle spalle, come una madre, dice il Cristo alla Bossis. Non dobbiamo temere, fuggire: è questo che fa male all’amore. Raccontiamogli invece i nostri errori, le falle che si aprono nella vita quotidiana, e Lui curerà ogni ferita, guarirà le nostre piaghe.

Misera et Misericordia


Nessuno è puro, dice Cristo alla Bossis: ci sono solo peccatori e purificati. Il pericolo sta proprio nel provare orgoglio per il superamento di una tentazione non subita. Misera et Misericordia: la formula di Agostino, ritagliata sul vangelo dell’adultera, è la vera misura delle cose.

Casa


Dimorare nella misericordia: è lì la nostra casa, la patria a cui davvero apparteniamo. Stare a nostro agio nell’intenso desiderio di Gesù di amare e perdonare. Non c’è pericolo di montare in superbia, di cedere a qualche tipo di arroganza: più entriamo nella verità, più ci illumina su quello che siamo.

Salmo 50

da qui

Ogni tanto qualcuno mi dice: so che hai fatto questo e quello. Sì, l’ho fatto, come ho detto spesso, ma giova ripeterlo. Non voglio che qualcuno ignori questa parte essenziale del racconto. Tutto ciò che ho scritto, e che continuo a scrivere, è la storia di una conversione, di un ritorno da un paese lontano, in cui avevo dissipato la mia parte di patrimonio paterno. Avete capito: nella parabola, il mio ruolo è il figlio prodigo. Sono stato libertino, mi ha sorpreso la grande carestia, non potevo sfamarmi nemmeno con le ghiande dei sorrisi, delle gioie sincere. Poi una voce mi ha scosso, ricordandomi che nella casa del Padre c’è il pane vero che è Cristo: miserere mei, Domine, secundum magnam misericordia tuam. Ora sono qui, nel centro del mistero, a raccontare che non esiste un peccato così grave da essere più grande dell’amore; a ricordare che, come dice il Salmo, il peccato mi sta sempre dinanzi e, proprio per questo, mi sta dinanzi anche la memoria del perdono.