Compilatore automatico di storie

di Momo Getter
MacchinadaScrivere

Scrivo storie su ordinazione. I miei clienti mi portano le loro idee (ad esempio, vogliono scrivere la storia di loro padre, vogliono scrivere la biografia del nonno, vogliono scrivere il romanzo del loro primo amore …) e io trasformo le loro parole in narrazione. Non ho mai fatto altro nella mia vita. Quando ho un po’ di tempo libero penso a quando finalmente potrò scrivere la mia storia. Ho cominciato cinque autobiografie, fino a questo momento, ma non ce n’è una che mi faccia esclamare: ecco, questa è la storia della mia vita! Forse perché ogni volta che incomincio a scriverne una le storie degli altri si intrecciano alla mia. Lo so, è un rischio che si corre quando si fa un mestiere così. Ma stavolta, ho deciso che la storia che inizio sarà interamente mia. Continua a leggere

Siamo fatti di tempo

nastro

[Come già qui, ripropongo un brano del mio amico Momo Getter]
Noi siamo fatti di tempo. Siamo fatti del tempo delle cose e dei luoghi che ci circondano. Non c’è modo di sottrarsi a questa curiosa sovrapposizione, proprio nessuno. Nelle serate incantate del Caffè Centrale, ad esempio, siamo fatti della compagnia dei nostri amici; lungo i binari della piccola stazione, siamo fatti dell’attesa e della concitazione che, a turno, precedono e seguono gli arrivi dei treni. Davanti all’ oceano – che meraviglia! – siamo fatti della vastità silenziosa di quel panorama. Continua a leggere

Certo che eravamo inimitabili

Momo libertà
[un mio giovane e caro amico, che chiameremo Momo Getter, mi ha fatto leggere pochi giorni fa questo testo che scrisse sette anni fa, quando aveva diciott’anni. Io ci ho sentito dentro una tale pienezza e ricchezza di vita, che gli ho chiesto di lasciarmelo pubblicare; e lui ha acconsentito, quindi ecco a voi. a.s.]

Certo che eravamo inimitabili… Non avevamo che un palco d’estate per noi, giovani diciottenni, eppure… la musica delle notti di luglio pulsava nelle nostre vene, in un duo meraviglioso con il nostro cuore immaturo. Eravamo gli stessi dell’aprile e del maggio, ma guardavamo con un misto di gioia e malinconia a quell’estate finalmente nostra… Quel sogno che facevamo ad occhi aperti, che tagliavamo con le nostre utilitarie fiammanti, che affumicavamo, che drogavamo, anche, forse, ma che certo la vita non ci vietava, né ci offriva per caso. Continua a leggere