Piet Mondrian: l’arte come specchio dell’essenza

di Pietro Ruggieri

dal blog di Galaad Edizioni

La mostra monografica dedicata al pittore olandese Piet Mondrian (1872-1944), che si è tenuta al Complesso del Vittoriano a Roma, ha avuto per titolo “L’armonia perfetta”. Significativo, perché tenta di riassumere lo scopo che Mondrian perseguì nel corso della sua vita artistica. La mostra presentava solo alcune delle opere più conosciute, messe a raffronto con quelle dei pittori che più lo influenzarono nelle varie tappe della sua ricerca.

L’esperienza pittorica di Mondrian si avvia con la rappresentazione naturalistica e realistica dei soggetti: prevalgono i paesaggi di campagna, i percorsi di lungofiume, gli alberi. È straordinario scoprire già in queste prime opere del periodo giovanile i segni della futura evoluzione di Mondrian; i tratti delle pennellate sono decisi, i contorni delle figure sono evidenziati da linee dritte, quasi a intuire un senso nascosto nelle cose rappresentabile geometricamente (Casa colonica con corda del bucato, ca 1897; Boschetto di salici, 1902-1904). Continua a leggere

Biagio Cepollaro, la materia delle parole (opere 2008-2010)

Inaugurazione giovedì 20 Gennaio ore 18.30
Via Pastrengo 15, Milano (MI)

fino al 5 febbraio 2011

GALLERIA OSTRAKON, Via Pastrengo 15 – 22100 Milano, tel. 3312565640, mail: dorino.iemmi@fastwebnet.it
Orari: da Martedì a Sabato ore 15.30 – 19.30

Dal Catalogo: La ritmica di Biagio Cepollaro, di Elisabetta Longari

Se la poesia è principalmente questione di ritmo, anche per lo sguardo, come tra i primi ha indicato Mallarmé, allora questa pittura di Cepollaro non è che la forma che la sua poesia ha assunto attualmente. Sulle superfici galleggiano isole di testo come fogli o timbri, mentre “viaggiano” parole ridotte a tracce di energia di un corpo che respira sente scrive; ma sono soprattutto le pause che ne scandiscono il senso come il montaggio in un film. La poesia, la scrittura e le parole, allontanatesi dal problema del significato, portano nel corpo di ciò che costituzionalmente sono (e che la semiotica ci ha insegnato a designare come significante) una meteorologia irta di aperture e collassi. I colori svolgono comunque una parte considerevole, sprigionando effetti stranianti: anche se vicini ai primari, sono colori “scomodi”, non pacificati, a volte perfino sulla soglia dello stridore. Continua a leggere

Franco Repetto: le radici antiche della contemporaneità

Ecco un testo di Marco Grassano sulla mostra di prossima apertura dello scultore Franco Repetto, che dal 30 settembre al 30 ottobre potrà essere visitata presso lo Studio Ghiglione (Palazzo Doria, Piazza San Matteo 6Br), a Genova.

“Franco Repetto: le radici antiche della contemporaneità”

Assai opportunamente Emilia Marasco ha accostato l’intero percorso artistico di Franco Repetto alla tragedia greca. I forti elmi achei della sua precedente produzione richiamano, infatti, molte concitate scene belliche dell’Iliade (il ciclo epico è ormai riconosciuto come origine della successiva fioritura dei “tragici magni” Eschilo, Sofocle ed Euripide), molte drammatiche figure di eroi, ma anche l’episodio umanissimo e tenerissimo del canto VI, nel quale Ettore saluta, con un presagio di morte imminente, il figlioletto (“Si piegò il bambino contro il petto della bella nutrice, gridando impaurito alla vista del padre, atterrito dal bronzo, dal pennacchio dell’elmo che sulla cima vedeva ondeggiare, tremendo; Ettore glorioso si tolse dal capo l’elmo splendente, deponendolo a terra; poi prese tra le braccia il figlio, lo baciò…”). Ugualmente, un richiamo al teatro ellenico arcaico è ravvisabile nelle attuali strutture repettiane in movimento, silenti o sonore, che presentano rimandi a macchine sceniche dell’epoca, quali l’esostra o l’ecciclema. Continua a leggere