Habemus papam, di Nanni Moretti

di Ezio Tarantino

PiccoliForse un po’ se le cerca, Nanni Moretti.
Parlare dei suoi film diventa quasi sempre l’occasione per parlare d’altro. Dei temi che hanno ispirato i suoi film (e fin qui ci possiamo anche stare). Ma poi anche delle infinite, stucchevoli reazioni suscitate dai suoi film, dalle prese di posizione, le polemiche che riempiono le pagine dei giornali e ora pure dei blog. Chiacchiere di cui non si sentirebbe alcuna necessità, che affondano nella polemica d’attualità spesso, molto spesso di bassissimo profilo.
Eppure, alla fine, interessanti per capire in quale stagno nuoti il Paese.

Habemus papam è un film “indimenticabile”. No. “Biasimevole” (e “senza mezze misure”). Il primo aggettivo gliel’lo ha affibbiato Repubblica. Il secondo l’arcivescovo di Matera, Monsignor Salvatore Ligorio. L’aggravante, per Repubblica, è di averlo visto. L’aggravante, per l’arcivescovo di Matera, di non averlo visto.
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