“I BISCOTTI AL GINGER”, DI HELENA MOLINARI

“I BISCOTTI AL GINGER”

(dal romanzo Emma di Helena Molinari)

I rintocchi dell’Ora Media non furono sufficienti a destarla, ma la sconosciuta voce di un uomo, l’insistente bussare all’uscio sì, molto dopo, quasi all’imbrunire, a Vespro cominciato d’un feriale sfollato, dove la sua assenza si fece ancor più notare.

«Emma, Emma, apri ! Emma stai bene?»

«Arrivo, arrivo!» Ciao Emma… Padre mi dica…

«Emma, sono padre Eugenio, priore di questa piccola comunità da molto poco.»

«Oh padre mi scusi davvero, il tempo è volato ed io ho mancato i Salmi.»

«Non temere Emma, non sono qui per questo; solo per sincerarmi che tu stia bene, per ascoltare da te il racconto dell’anima e di questo luogo, dove a lungo, mi dicono, tu hai risieduto, quando ancora ero un semplice novizio in cammino. Insomma se vorrai io ci sarò, disse impavido e mosso da quella perfetta letizia tipica del francescanesimo.»

Non una parola di più e rapido ridiscese la scalinata, che ingombra di autunno accompagnò il suo commiato rumorosamente, come un crepitio vivace di fuoco.

Oramai del sole un pallore a glassare di poco quelle tante foglie, nella piazzetta antistante l’alloggio.

Quella visita e quello spettacolo agli occhi la trattennero un po’ sulla soglia, confusa quasi imbambolata, nonostante il freddo fuori. Continua a leggere

Confutationes (II)

L. Baldacci

Luigi Baldacci

Questo mi separava dal mio amico Luigi Baldacci: l’idea che la narrativa viva di stati tiepidi: «a volte i narratori dovrebbero essere più ‘crociani’: pensare cioè che il mondo di uno scrittore è una cosa che c’è, sì, ma che non si vede da vicino. Essi credono invece alla teoria del “tutto è in tutto”, e che uno scrittore vero debba sempre esser riconosciuto dall’unghia: la pagina, il rigo, la parola» (L. Baldacci, Ricette per il romanzo, in Id., Libretti e altri saggi, Firenze, Vallecchi, 1974, p. 15).

«La parola? Di più: la sillaba — replicavo con un sorriso di sfida —, il fonema, la virgola! Non ho bisogno che la narrativa simuli la vita e riproduca la realtà. Io esigo costruzione, sintassi, musica. Artificio».

Un’intervista su Pizzuto

Rai Radio3 Fahrenheit

15 novembre 2010

Pizzuto

Antonio Pizzuto negli anni Trenta

Antonio Pizzuto, Si riparano bambole, Bompiani

a cura di Gualberto Alvino

[ASCOLTA]



Col critico Andrea Cortellessa parliamo di questo libro fondamentale, ora in nuova edizione, nella produzione dello scrittore siciliano Antonio Pizzuto (1893-1976).

Si riparano bambole è una vita narrata per frammenti, singoli frame di epoche biografiche montati in sequenze cinematografiche che dall’infanzia procedono, a tratti declinanti, verso la senilità. Dalla ricchezza dei primi anni alla povertà degli ultimi, dalla curiosità dell’infanzia alla rassegnazione della vecchiaia. Così, pur nella trama semplice e snella, l’opera è potente: si sviluppa intorno a un unico e avvolgente ricordo, un continuum che appare denso e consistente, prima di sfuggire via, inesorabilmente.

Premio letterario «La città dei Sassi»

Bando (09/01/2009 – 30/04/2009)

L’ASSOCIAZIONE CULTURALE LIBERALIA,
in collaborazione con ALTRIMEDIA EDIZIONI,

promuove la IV Edizione del:

PREMIO LETTERARIO
“La città dei Sassi”

Portale internet: http://www.liberalia.it

1. DESCRIZIONE DEL CONCORSO
Il Premio letterario “La città dei Sassi” è rivolto ad autori di opere inedite.

Esso comprende 3 sezioni a tema libero:

 narrativa (romanzi o silloge di racconti inediti)
 poesia (silloge inedita)
 saggistica (tesi di laurea/saggi/ricerche)

e 2 premi speciali:

 Premio Speciale “La città”.
Questo premio, per il quale è prevista una unica opera vincitrice, è dedicato a tutte le opere (poesia, narrativa, saggistica) aventi come oggetto ‘la città’ in tutte le sue espressioni: la quotidianità e la straordinarietà di una vita spesa tra le strade, i vicoli, gli angoli di una metropoli; i punti di riferimento e i destabilizzatori sociali ed emotivi; la ricchezza e la povertà dei sobborghi e dei quartieri residenziali; l’integrazione e l’emarginazione nella frenesia di giorni troppo lunghi o troppo corti; la vita di periferia e il perenne desiderio di evasione; la delicata e pulsante passione, la contraddizione, le speranze e le inquietudini, i sogni nella storia degli uomini dentro la storia e sotto il cielo di una città; i parchi, i musei, la metropolitana, le opere degli uomini; i suoni, gli odori, i colori, le immagini che popolano il fluire degli eventi che si susseguono nel micromondo metropolitano.

 Premio Speciale Fidas Basilicata Donatori di Sangue
Questo premio, per il quale è prevista una unica opera vincitrice, è dedicato a tutte le opere (poesia, narrativa, saggistica) aventi come oggetto la solidarietà in tutte le sue espressioni, che siano un omaggio alla cultura del dono e dell’empatia, dell’altruismo e della vicinanza all’altro.

Il bando completo qui.

L’adultera – Recensione di Marino Magliani

L’ADULTERA. ( Longanesi, collana Biblioteca dei narratori. ) di GIUSEPPE CONTE

Perché l’episodio dell’adultera, inizialmente, non era stato incluso nel Vangelo di Giovanni?
Forse a questo si puó rispondere che ai suoi inizi il potere eclesiastico non avrebbe potuto tollerare
l’adulterio.
Ma anche altrove, in questo racconto evangelico, si possono trovare significati importanti.
Ad esempio Scribi e Farisei non chiedono al Maestro di dire la sua per essere a loro volta consigliati
sul come comportarsi con la peccatrice, ma per indurlo a sbagliare. Già che se deciderà per il perdono trasgredirà egli stesso la legge di Mosé. Mentre se sarà d’accordo nel condannare l’adultera, verrà meno la sua dottrina votata alla misericordia. Il Maestro si mette si mette a fare dei segni sulla terra. Continua a leggere

Raul Montanari – La prima notte

di Guido Michelone

Durante una lunga interminabile nottata, una giovane bellissima donna, Irene, racconta al suo nuovo amante (la cui identità resta sconosciuta fin quasi all’epilogo) la propria sfortunata esistenza, concentrandosi, dopo l’orrendo delitto in cui le viene casualmente sterminata la famiglia, sugli ultimi anni e sui due grandi amori della sua vita, a cui si aggiunge nel finale un misterioso ricattatore. Remo, Gavril e Flavio sono gli uomini attorno a cui ruotano le oscure vicende di Irene e del romanzo costruito unicamente come un dialogo, un botta e risposta tra le domande di lui e le risposte dettagliatissime di Irene. I dialoghi sono incessanti, appena rallentati dai complimenti reciproci poi tradotti in appassionati giochi erotici. Continua a leggere

Don Centofanti, diario tra letteratura ed emarginazione

di Alessandro Zaccuri

Di solito sono gli altri, i non consacrati, a tenere il diario dei
preti: l’indimenticabile Bernanos, il dimenticato Lisi, il sempre
riscoperto Bruce Marshall. Questa volta, però, Fabrizio Centofanti –
sacerdote della diocesi di Roma – ha deciso di provvedere
direttamente. La sua Guida pratica all’eternità, che di fatto
costituisce un esordio narrativo, è un journal
come se ne possono scrivere oggi: frammentario, allusivo, alla
continua ricerca di un punto di equilibrio e consistenza che, prima
ancora di essere enunciato con chiarezza, viene percepito dal lettore
quale dimensione interiore, sguardo, attesa. Continua a leggere

Ascolta, è già notte fonda… # 5

Jorge Luis BorgesI Teologi
(Tratto da L’Aleph, in Tutte le opere, Vol. I, Milano, Mondadori, I Meridiani, 1984, pp. 795-803, traduzione di Francesco Tentori Montalto)

Devastato il giardino, profanati i calici e gli altari, gli unni entrarono a cavallo nella biblioteca nel monastero e lacerarono i libri incomprensibili, li oltraggiarono e li dettero alle fiamme, temendo forse che le pagine accogliessero bestemmie contro il loro dio, che era una scimitarra di ferro. Bruciarono palinsesti e codici, ma nel cuore del rogo, tra la cenere, rimase quasi intatto il libro dodicesimo della Civitas Dei, dove si narra che Platone insegnò in Atene che, alla fine dei secoli, tutte le cose riacquisteranno il loro stato anteriore ed egli, in Atene, davanti allo stesso uditorio, insegnerà nuovamente tale dottrina. Continua a leggere