Di me diranno, di Luca Benassi.

Il libretto di Luca Benassi, Di me diranno – Edizioni CFR, 2011 – fu, a suo tempo, una sorpresa natalizia bene annunciata nell’introduzione del compianto Gianmario Lucini, allora direttore della “Collana Turoldo di poesia dell’Essere”. L’incrocio tra fede e poesia, pace e solidarietà; la lontananza dalla storicità del Natale, innescata da secoli di iconografia edificante e astratta; la nostalgia dell’innocenza, contrapposta al realismo a volte crudo della vicenda autentica; e ancora: la fisicità, intrisa di dolore; Continua a leggere

Luoghi dell’infinito

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Andando in edicola con meno di tre euro si può fare scorta di immagini fermamente luminose, accompagnate da testi nutrienti. Per ristorare occhi e spirito dalle luci intermittenti e i jingles che li bersagliano a ogni strada e da ogni schermo del luna park globale di dicembre, il Merry Christmas di anno in anno più pervasivo e coatto.
Il numero 234 di “Luoghi dell’infinito”, mensile di itinerari, arte e cultura di “Avvenire”, è dedicato al tema della nascita e all’iconografia della natività, con rappresentazioni pittoriche che vanno da Giotto al Pordenone, dal Sol Invictus alle icone russe a Rubens, de la Tour, Bosch, le sculture di Ugo Riva, i semi e le uova fotografati da Paul Starosta e altro ancora.
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Ornithology 11. Bandini

Bandini Fernando

Il ritorno della cometa

7.

Padre nostro, se sei tu
che covi le uova celesti
da cui spuntano i mondi,
ed è tua figlia questa cometa
che prolunga la sua morte e rompe il guscio
del firmamento, squittisce le sue miche
di rimasuglio d’astro, Continua a leggere

Il cavallino di Natale e il suo calesse

di Kika Bohr

Erano ancora gli anni della scuola elementare. Agli Oh! Bej, Oh! Bej con i miei genitori avevamo ammirato un giocattolo gigantesco: il grande cavallo nero, di legno decorato, fissato sulla sua piattaforma azzurra con piccole rotelle gialle. Un cavallo a grandezza naturale, da sellaio con tutta probabilità. Avevamo anche chiesto il prezzo, e mio padre aveva commentato che non era molto caro. Per notti intere l’ho sognato, come portarlo a casa, sarebbe bastato il mio salvadanaio? Forse ci stavano pensando i miei… non era molto caro. E i quattro piani, anzi cinque, l’ultima scala era un po’ stretta, sarebbe passato? Con delle assi, pensavo, tirandolo su, sulle sue piccole rotelle. Il nostro appartamento era minuscolo ma a stare stretti stretti ci sarebbe stato un po’ di posto per lui nell’entrata, vicino all’attaccapanni. E mi piaceva questo stare stretti stretti! Sarebbe stato un po’ come il Cavallo d’ebano delle Mille e una notte, un racconto che ci aveva letto la mamma. Chissà se si sarebbe potuto farlo muovere come quello, in qualche modo.
Ma Natale si avvicinava, gli Oh! Bej, Oh! Bej erano finiti: sapevo che il sogno non si sarebbe avverato. Continua a leggere

Gesù non nascere, di Michele Caccamo

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Gesù, non nascere, non ci troveresti.
Le ali di Lucifero hanno colmato di buio la nostra terra; hanno avvilito il cielo e sparso da ponente a levante nuvole di piombo e sangue; hanno messo a morire le anime dell’infanzia e chiuso con foglie di cicuta le bocche, che avevi pensato buone per le rivolte. Non ci troveresti, nei sentieri dei pastori, nelle larghe ruote attorno al tuo Verbo, negli angoli casti della tua volontà.
Gesù, non nascere. Non ci capiresti. Continua a leggere

XMASLAM la gara poetica di Natale a Torino

nataleCome tutti gli anni il  poetry slam di Natale, un appuntamento che è presente a Torino dal 2006. Appuntamento al Magazzino sul Po, Murazzi del Po, lato sinistro. Ore 19 aperitivo e microfono aperto per tutti coloro che vogliono intervenire. Ore 20.15 inizio gara con 12 poeti selezionati
Per candidarvi mandate una mail con una poesia (un semplice doc o meglio ancora un video in rete con testo allegato) e una bio a pontemx@gmail.com Avete tempo fino al 9 dicembre per farlo. Le poesie in tema natalizio sono consigliate ma non obbligatorie.
Al primo classificato un premio a sorpresa e l’accesso alla finale del Murazzi Poetry Slam di giugno

Gara condotta da Max Ponte e Bruno Rullo; Xmas-Dj Ale Gambo. Comunicazione evento Enrica Merlo
Media partners:Libroterapia, (di Radio Mac Bun, con Alessandra Caria); QUANTA RADIO (con Antonio Persia). Con il patrocinio della Città di Torino / Circoscrizione Centro Crocetta

Natale e quale

da qui

Potessimo vedere più lontano
delle luci che da giorni attraversano
in lungo e in largo la nostra città.
Potessimo sentire che la voce
che conta non è quella d’improbabili
e stolide illusioni. Se cantassimo
sulle note del vento che c’ispira
da dentro, avrebbe senso intasare
la rete di messaggi. Se parlassimo
la lingua degli ultimi, resteremmo
meno soli a fare notte fonda,
in attesa di un’alba che non viene.

Do you remember Piero Chiara and Giuseppe Pontiggia?

Reminiscenze natalizie che si ripropongono e si uniscono a ricordi di librerie frequentate nel tempo. Non è inusuale che il Natale porti folle di lettori, in servizio permanente effettivo o solo in fieri, a rimirare scaffali, nella speranza dei librai, si spera ben riposta, che tale frequentazione si trasformi in acquisto. Amici librai mi confermano da sempre ciò che le statistiche illustrano: che la gran parte del fatturato delle librerie prende forma solo nel corso del febbrile periodo che precede il 25 dicembre.

Evito, da lettore forte, di varcare la soglia di qualsivoglia libreria proprio in tale momento. E’ così invadente il muro fatto dalle copie impilate le une sulle altre di presunti best sellers e di libri che hanno una loro ragion d’essere solo in un qualche raccordo televisivo e cinematografico, che rimando le mie visite al gennaio successivo, luogo temporale di tranquilli rendiconti contabili, da parte dei librai, e di visite meno affannose, da parte dei lettori abituali.

Esistono comunque altri fili sottili che uniscono le festività natalizie ai libri. Fra i tanti ne ricordo uno legato ai colori. Il marrone degli scaffali di una libreria unito al blu delle copertine dei Meridiani Mondadori che, proprio a dicembre, mi pare presentassero sconti sul prezzo di copertina.

Piero Chiara e Giuseppe Pontiggia, due autori dei quali, tempo fa Continua a leggere

Nascere all’altro

da qui

Che non sia un Natale come gli altri.
Che la poesia restituisca la bellezza,
e la bellezza possa rovesciare il mondo,
mostrarne le potenzialità,
ciò che saremmo
se ospitassimo lo spirito,
pneuma, ruach,
l’alito che anima i progetti,
genera i sogni,
a qualunque latitudine,
sotto qualunque segno,
di Dio o dell’uomo,
perché ciò che conta è amare
e, come diceva un vescovo
degno del nome,
se la fede ci fa essere credenti,
e la speranza ci fa essere credibili,
solo la carità ci fa essere creduti.

Auguri da La poesia e lo spirito.

In uno degli angoli (Natale e gli U2)

da qui

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, e non indugia sulla via dei peccatori. Se si trova la nota giusta, la sintonia con la lunghezza d’onda di Dio, pare si provi una strana sensazione, qualcosa di simile a ciò che avvertirono i pastori in una notte incomprensibile, in cui rimasero abbagliati dalla scena più normale che si possa immaginare: la madre col bambino, in uno degli angoli oscuri della terra.

Buy Nothing Christmas


Natale, milioni di kilowatt consumati per le luci nelle piazze, sulle strade, nei parcheggi degli ipermercati. Natale, per i depressi è un periodo pericoloso, il più duro dell’anno. Il senso di isolamento si aggrava, nella furia del consumismo. Natale, ultima speranza per “implementare i consumi”.

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Niente Gesù nel presepe: «Non siete pronti ad accoglierlo»

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Un parroco di Bergamo decide il gesto clamoroso per protestare contro chi non è capace di accogliere gli immigrati

Frida Nacinovich
Pronto? Dall’altra parte del telefono c’è monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo. Padre, è diventato famoso, lo sa? «Il telefono squilla in continuazione, colpa di voi giornalisti…». Noi giornalisti? Abbiamo solo raccontato che lei non ha messo il Bambinello nel presepe. Una culla vuota, per segnalare al mondo il gran vuoto delle discriminazioni, della mancata accoglienza. Oggi come duemila anni fa, a Betlemme. Le sembra che non sia una notizia? «Mi sembra che sia una notizia sbagliata, perché nella mia chiesa il Bambinello c’è». Continua a leggere

Teddy Bear

 

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«Come può un uomo nascere quando è già vecchio?

Può egli entrare una seconda volta

nel grembo di sua madre e nascere?»

Giovanni 3,4

 

Alla fine le hanno dato il permesso di portare uno dei giocattoli nuovi. Uno solo. E che non ci siano pezzi da perdere, istruzioni da dimenticare, parti che si rovinano. Giulia non ha detto niente, non ha neppure accennato un capriccio. “Siamo fortunati, almeno a Natale…” ha detto papà. È che lei aveva già deciso, prima ancora che iniziassero a farle tutte quelle raccomandazioni. Dalla nonna porterà l’orsacchiotto di peluche, bello grande, come aveva chiesto nella lettera, e con il pelo marrone chiaro, il muso che sorride, la scritta “Teddy Bear” sul bavaglino. “Si chiama così?” ha chiesto Giulia, e la mamma le ha spiegato che in America tutti gli orsacchiotti si chiamano Teddy Bear, poi uno può dare a ciascuno il nome che più gli piace. Continua a leggere

Buon Banale

da qui

Vorrei dirti: buon Banale. Ma è il compleanno di uno giustiziato iniquamente: la memoria di uno sporco mondo, che sopprime il povero; in fondo, natale è la festa di chi resta, di chi ha torto. Il nato è morto, ma porge l’altra guancia: risorge solo se vuoto la pancia dai cenoni e la riempio di sogni, delle facce dei poveri, di propositi buoni. Buon natale se decido, finalmente, di cambiare canale, di crocifiggere come un malfattore tutto il buon banale. Se decido di amare, solamente.