Natalia a Leone

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Leone Ginzburg (Odessa 4 aprile 1909 – Roma 5 febbraio 1944) morì, come sappiamo, nel carcere di Regina Coeli in seguito alle torture inflittegli dalla Gestapo. Sua moglie Natalia Ginzburg (nata Levi, Palermo 1916 – Roma 1991) pubblicò nel 1944 nella rivista “Mercurio” questa poesia in sua memoria

Gli uomini vanno e vengono per le strade della città.
Comprano cibi e giornali, muovono a imprese diverse.
Hanno roseo il viso, le labbra vivide e piene.
Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso,
Ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto. Continua a leggere

Vivalascuola. “Prufissuri, ma di che legalità va parrannu?”

Alte cariche dello Stato che flirtano con minorenni, un premier corruttore, il potere esecutivo che offende quello giudiziario, trattative fra Stato e mafia, collusioni tra politici e camorra, governatori e politici dalla doppia vita, amministratori che incitano al razzismo, stili di vita che disprezzano la precarietà lavorativa ed esistenziale di questi anni…

Esempi per i giovani
di Pasquale Almirante

Le cronache che da qualche giorno stanno infestando le pagine dei maggiori quotidiani italiani, oltre agli affaire erotico-privati (che tuttavia hanno correlazioni perfino col più vecchio mito e la più vecchia storia) dei vari presidenti, riportano il convitato inquietante della cocaina che pare girerebbe dentro il Palazzo a fiumi, ma che a noi serve per riflettere soprattutto in funzione del suo rispecchiarsi dentro la scuola. Continua a leggere

TEMPO DELLA RIVOLTA E MOMENTO DEL QUOTIDIANO. Il racconto degli anni di piombo.

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di Giuseppe Panella

«Battete in piazza il calpestio delle rivolte! In alto, catena di teste superbe! Con la piena d’ un nuovo diluvio laveremo le città dei mondi … »
(Vladimir Vladimirovič Majakovskij )
«Ciò che rende terribile questo mondo è che mettiamo la stessa passione nel cercare di essere felici e nell’impedire che gli altri lo siano»
(Antoine de Rivarol)

ultimo-sparo_-cesare-battisti1. L’ultimo sparo (ovvero la Terra vista dalla Luna)

Individuare nella narrativa italiana e, in particolare, in quei romanzi che possono essere considerati significativi riguardo all’argomento, non foss’altro che per la loro successiva trasformazione in opere cinematografiche (quale condizione esemplare per tutti gli altri può essere considerata quella di Caro Michele di Natalia Ginzburg che, pubblicato nel 1973, diventa un film diretto da Mario Monicelli nel 1976), evidenziando in essi i rapporti tra vita quotidiana, immaginario collettivo e vicende legate al terrorismo, appare un’impresa oltremodo interessante anche se di certo difficile per l’eccessiva vicinanza dei fatti in essi narrati. In questo caso, è particolarmente significativa la capacità di cogliere tali aspetti attraverso la narrazione e la messinscena teatrale presenti in Corpo di stato di Marco Baliani (Milano, Rizzoli, 2003) che, pur partendo da un canovaccio drammatico corredato però di musiche e foto d’epoca, diventa poi l’analisi descrittiva di alcune vicende (certamente pubbliche ma poi mescolate a quelle più private) di quegli anni.

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