PSYCHEDELIC PILL, Neil Young with Crazy Horse

di Loris Pattuelli

“Da venticinque secoli la cultura occidentale cerca di guardare il mondo. Non ha capito che il mondo non si guarda, si ode. Non si legge, si ascolta. La nostra scienza ha sempre voluto controllare, contare, astrarre e castrare i sensi, dimenticando che la vita è rumore e solo la morte è silenzio: rumori del lavoro, rumori degli uomini e rumori delle bestie. Rumori comprati, venduti o proibiti. Nulla di essenziale accade ove non sia presente il rumore”. Jaques Attali.

I rumori sono tanti, milioni di milioni, e quelli che girano intorno al rock sono sempre i migliori. Mi vengono in mente Satisfaction dei Rolling Stones e All along the watchtower di Jimi Hendrix. Dovendo allungare la lista, la mia scelta cadrebbe su qualcosa di Neil Young. I suoni dell’elettricità lui li frequenta da sempre, da sempre la sua fama di menestrello fa il paio con quella di miglior rumorista del reame. Continua a leggere

Neil Young, Le Noise

di Loris Pattuelli

Neil Young ha colpito di nuovo il bersaglio, ed anche questa volta, statene pur certi, sarà un bel dividersi tra scettici ed entusiasti. Neil Young è sempre stato un artista molto curioso, molto libero e molto anticonformista. Gli hippies lo adoravano, i punk stravedevano per lui, e la generazione dei Kurt Cobain e degli Eddie Vedder, quella del grunge, lo considerava una specie di padre putativo. Di quali altri artisti si potrebbe dire la stessa cosa? A me vengono in mente soltanto Bob Dylan, Leonard Cohen e J.J. Cale.
Continua a leggere

Una bella domanda

da qui

Chi sono? Una bella domanda. Ricordo la prima volta che mi toccò seriamente, da ragazzo, ma riguardava un altro: un giovane che intraprendeva un percorso di fede personale. Aveva, per lui, il senso di una sobrietà riconquistata, una motivazione più profonda per l’agire. Provai a rispondere, ma mi trovai in difficoltà: mi veniva in mente quello che facevo, i gruppi a cui partecipavo, il modo in cui impiegavo il tempo. Avrei potuto aggiungere qualcosa sul carattere e le inclinazioni, gli interessi potenziali o coltivati, gli ideali, i difetti, le contraddizioni. Oggi mi rendo conto che l’interrogativo ha un altro senso: la ragione per cui mi alzo la mattina, le radici in cui mi riconosco davanti allo specchio della storia, la memoria di essermi sentito, per una volta, veramente amato. So che non si tratta di un deposito di cui disporre, ma di un fuoco da ravvivare ogni momento, mentre infuria il temporale e la notte scioglie il suo mantello oscuro.

All along the watchtower – supercover

di Loris Pattuelli

Disgraziatamente (o fortunatamente?) siamo in dicembre e il quarantennale del Sessantotto ha ancora qualche settimana di vita. Colgo l’occasione per ricordare una canzone uscita proprio in quell’anno. Sto parlando di All along the watchtower, certamente una delle cose meglio riuscite del secolo appena trascorso. A scriverla è stato Bob Dylan, a renderla immortale ci ha pensato invece Jimi Hendrix.
Continua a leggere