“La cultura non può limitarsi alla critica e all’indignazione per sembrare profonda e intelligente” di Franco Bolelli

Permettetemi per una volta di cominciare con tre citazioni. “Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza”. “Spezzate, spezzate, ve ne prego, le tavole degli eterni malcontenti!”. “La responsabilità del poeta e dello scrittore è quella di aiutare gli umani a tener duro elevando il loro cuore, ricordando loro il coraggio e l’onore e la speranza e l’orgoglio e la compassione… la sua voce non può soltanto registrare, ma deve essere uno dei sostegni, dei pilastri per aiutarli a tener duro e a prevalere”. Il primo è Hermann Hesse, il secondo è Friedrich Nietzsche, il terzo è William Faulkner nel suo discorso di accettazione del premio Nobel per la letteratura.  Continua a leggere

Tutta colpa di Nietzsche? di Franco Volpi

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E’ morto il filosofo Franco Volpi, docente di Storia della filosofia contemporanea all’Università di Padova. Volpi era uscito il pomeriggio del 13 aprile per un giro in bicicletta e a San Germano dei Berici (Vicenza) ad un incrocio si e’ scontrato con un’auto. Il professore ha battuto la testa sull’ asfalto riportando un gravissimo trauma cranico.
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A Lily at the Mercy of the Waves

Se c’è un diritto di alcuni testi a farsi pur leggere da qualcuno, un diritto esercitato spesso a prezzo di lotte e inenarrabili difficoltà, ci sarà anche il diritto di un libro a una copertina appropriata. Un vestito adatto a presentarsi al mondo, a farsi vedere, a circolare, e che pure rappresenti qualcosa di ciò che è all’interno.

Nella sostanza un problema di marketing, di catturare l’occhio del visitatore di librerie, edicole e supermarket, di seduzione, neppure troppo discreta in alcuni casi. Scansando il rischio di ingannevole pubblicità. Ecco allora la lusinga dei gusti: sobrietà Bauhaus o florilegi Art Deco? Colori vivi o tinte autunnali? Prevedere, orientare quello che vuole il pubblico. Ma c’è anche il proposito del narratore di sostenere il testo con qualche cosa d’altro, un supplemento di significato, un elemento che lo scrittore senta un po’ suo, in modo non dissimile dallo scritto. Continua a leggere

Credere in Dio? (terza puntata – C’è chi dice no)

Nel doppio binario su cui cammina la Dea Ragione si incontra di tutto. C’è chi preconizza l’avvento dello Spirito Assoluto, ma c’è anche chi proclama: “L’uomo è ciò che mangia”. Per di più, i binari non sono paralleli: ogni tanto si intersecano, si scambiano idee, se le prestano e se le restituiscono. Marx mette insieme la dialettica di Hegel e il materialismo di Feuerbach. Spencer sostituisce la dialettica con l’evoluzione. Nietzsche aggiunge la volontà di potenza, il superuomo e l’eterno ritorno.
Stranamente, i figli dell’illuminismo non si preoccupano di dimostrare le loro tesi con dei sillogismi: per lo più le propongono in forma di assiomi, come se fossero verità evidenti di per se stesse. Spesso si lasciano andare a vere e proprie profezie. La prova di ciò che predicano, più che da esperimenti o dimostrazioni razionali, la aspettano dalla diffusione e dal successo. E così le dottrine che procedono dalla vittoria della Dea Ragione adottano il metodo dei predicatori di religioni e di dottrine esoteriche. Il Così parlò Zarathustra è costruito anche formalmente in modo da presentarsi come un anti-Vangelo. Continua a leggere