Ascoltare il Canto di Kent Haruf

Canto della pianura di Kent Haruf è un libro che mi ha stupito. Pubblicato anni fa da una grossa casa editrice ma passato inosservato, è stato sapientemente ripresentato da NN editore che ne ha riconosciuto il grande valore, scegliendo di affidarne la traduzione a Fabio Cremonesi − traduttore abituale di Haruf − che ha saputo dare una perfetta voce all’autore americano scomparso poco più di due anni fa.
Grazie quindi alle edizioni di Alberto Ibba, questo romanzo meraviglioso è arrivato a casa mia, e poi nel mio cuore. E mi sono trasferita per una decina di giorni a Holt, la piccola cittadina di campagna dove è ambientata la storia.
Evito sempre di informarmi troppo su un romanzo che sto per leggere, per non farmi influenzare, e per qualche ragione mi aspettavo una prosa ricercata, carica, magari una struttura complessa e una storia intricata. Sono stata invece smentita da Canto della pianura ché si è rivelato un romanzo capace di scavare nel profondo dell’animo umano, al di là del suo tono semplice, di raccontare la vita, la più viscerale, fatta di sudore, sangue, dubbi, nascita e morte. E la racconta attraverso pochi – e perfetti – personaggi che si muovono in una struttura ben definita: ogni capitolo è focalizzato su uno di loro e la storia procede nell’alternanza dei punti di vista, riferiti da una voce narrante molto partecipe delle vicende di ognuno.

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I silenziosi accenni all’inevitabile di Cristina Henríquez

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“Noi siamo gli americani invisibili, quelli che a nessuno importa nemmeno di conoscere perché gli hanno detto di avere paura di noi e perché forse, se facessero lo sforzo di conoscerci, si renderebbero conto che non siamo poi così cattivi, e forse addirittura che siamo molto simili a loro. E chi odierebbero, allora?”: queste parole di fuoco appartengono a Micho Alvarez, uno dei tanti personaggi che fanno il coro di voci, poderose, tenaci, a volte arrabbiate, di Anche noi l’America, ultimo lavoro di Cristina Henríquez, ora portato in Italia da Roberto Serrai per NN editore (pp. 318, euro 17). Continua a leggere

Kent Haruf: l’indispensabile vita della contea di Holt

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Ringrazio la sorte per aver messo sulla mia strada di lettore il Canto della pianura di Kent Haruf (pp. 303, euro 18). Ce l’ha in catalogo – un catalogo ancora minuto, ma tanto intenso da far pensare a larghi orizzonti – il quasi neonato NN Editore. Si tratta del secondo tomo di una splendida trilogia – La trilogia della pianura, appunto – il cui primo tassello, Benedizione, è comparso sugli scaffali delle librerie la scorsa primavera. Aspettando, speriamo molto a breve, il terzo capitolo, Crepuscolo, ci godiamo ora la prosa necessaria di questo romanzo che fluisce come il sangue – sarà anche merito della lucente traduzione di Fabio Cremonesi – e che come il sangue non smette di vorticare tra vene e arterie neppure quando l’ultimo foglio viene richiuso dietro la quarta di copertina. Continua a leggere