Nella poesia di “Calpestare l’oblio” e de “L’impoetico mafioso”. L’egemonia del “Noi-rebeldìa”. Saggio di Antonino Contiliano

Un poeta deve essere più utile di
qualsiasi altro cittadino della sua tribù.
Lautréamont

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di Antonino Contiliano

Se è possibile, come crediamo, parlare di una assemblea dei poeti “civili” fuori mercato, raccolti in volumi antologici e collettanei anti-antologici, è anche possibile che gli stessi scendano dall’olimpo della carta dell’economia dell’io privato e dalla neutralità sociale per immettersi nell’agorà diretta degli incontri reali conflittuali e della praxis, sottoponendo la produttività economica e quella simbolica della stessa letterarietà (con la sua esteticità) ad un acre smontaggio polemico.

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