Vivalascuola. La scuola in retromarcia

La scuola in retromarcia. Sia sul piano didattico che sul piano normativo, economico, sociale. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Benedetto Vertecchi e Giovanna Lo Presti. Mai come quest’anno avanzano nelle scuole comportamenti da caserma o da cosca, sottosviluppo culturale promosso da ubriacatura di test e tecnologie, lavoro nero non pagato per conto dello Stato. Quali soluzioni? La raccolta delle firme per il referendum abrogativo di alcuni commi della legge 107 può essere una grande occasione di discussione nazionale sulla scuola. E poi, come dice Anna Maria Bellesia, una soluzione anche se contingente e provvisoria è “mandare a casa Renzi col referendum istituzionale di ottobre e votare successivamente solo per chi si impegna in modo chiaro e preciso a cambiare gli aspetti controversi della legge 107“. E per cominciare ricordiamoci della cosiddetta “Buona Scuola” del governo in carica anche in occasione delle prossime elezioni amministrative del 5 giugno.
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Vivalascuola. La scuola degli altri: in Germania

Vivalascuola presenta un’intervista di Donata Miniati a un docente tedesco che insegna in una scuola elementare di Dresda. Una intervista effettuata allo scopo di conoscere pregi e difetti di un sistema scolastico diverso dal nostro situandolo all’interno del proprio contesto. Non per operare paragoni inopportuni e forzature ideologiche, ma per avviare un confronto che stimoli alla riflessione critica, su principi, assunti, forme organizzative, pratiche. E’ anche un modo per ampliare l’orizzonte, uscire da prospettive chiuse, dal disastroso cabotaggio pseudoriformatore degli ultimi anni, coltivando l’esile speranza che un giorno si torni a pensare alla scuola con coraggio, razionalità e visione complessiva. Continua a leggere

Vivalascuola. Insegnare e apprendere Storia con la rete

In Italia solo il 53% usa regolarmente internet, contro una media Ue del 70%, mentre il 38% non l’ha addirittura mai usato (22% nella Ue a 28). La Scuola 2.0 è ancora un’utopia nella maggior parte degli istituti scolastici italiani. L’OCSE in un suo recente rapporto sulla scuola italiana (marzo 2013) dimostra come a questo ritmo di investimenti la scuola italiana avrebbe bisogno di 15 anni per colmare il gap con i Paesi più avanzati. Anche la ministra Carrozza ha la digitalizzazione tra i punti del suo Atto di indirizzo 2014. Ci si domanda come faranno le scuole dove manca la carta per le fotocopie, dove piove nelle palestre e dove molti servizi di base non esistono, a trovare i soldi per la digitalizzazione. Meno del 10% delle scuole italiane sono cablate in Banda Larga. Un tablet per ogni studente (promessa di Profumo) non l’abbiamo visto. Il registro elettronico ha fatto flop… Ciononostante la ricerca didattica prosegue e alcuni docenti provano a capire se la digitalizzazione può giovare all’insegnamento. Della Storia, ad esempio. E Silvana Citterio relaziona su un’esperienza. Continua a leggere

Vivalascuola. Digital prof

Il Presidente del Consiglio lascia allibito il mondo della scuola: una delle massime cariche dello Stato all’attacco della scuola dello Stato. Protestano opposizioni e studenti, mentre il ministro Gelmini nega l’accaduto. Indignati insegnanti e sindacati. Il 12 marzo manifestazioni in difesa della scuola pubblica. Per intanto, un appello

La scuola dei tre iati
di Marina Boscaino e Marco Guastavigna

La proposta è quella di aprire un dibattito. E non rispondeteci: “No, il dibattito no”, come Nanni Moretti. Vogliamo tentare, noi donne e uomini di buona volontà, di sfatare l’ipocrisia di chi dipinge un modello professionale da “Digital Prof” e di fatto ci confina – volendoci tali – in un ruolo di perenni amanuensi, possibilmente acritici e acquiescenti?

Lo iato degli iati è tra il teorico identikit professionale del docente (con tanto di dotazione, anch’essa teorica) e la condizione reale che ogni giorno ci troviamo Continua a leggere

Di cosa parliamo quando parliamo di libri (elettronici) (a milioni)

di: Guido Tedoldi

Nello scorso mese di maggio, in concomitanza con la Fiera del libro di Torino, sono stati annunciati i lanci di 3 piattaforme diverse per la distribuzione di libri elettronici, altrimenti detti e-book. I gruppi editoriali Gems, Rcs e Feltrinelli hanno annunciato Edigita, la Mondadori si è immediatamente accodata dicendo di star lavorando da tempo a una propria libreria in internet e Ibs, negozio che in internet già da anni vende libri di carta seguendo il modello dell’americana Amazon, si è detta pronta a far concorrenza ai primi 2 gruppi nello stesso mercato. Ognuna di queste aziende si è detta pronta a rendere disponibili migliaia di libri.
Poi ad agosto si è saputo che in tutto il mondo ci sono quasi 130 milioni di libri, per la precisione 129˙864˙880. Li ha contati Google, privilegiando il numero di titoli più che quello delle copie o delle versioni (i criteri con cui li ha contati sono spiegati in internet al seguente link: http://booksearch.blogspot.com/2010/08/books-of-world-stand-up-and-be-counted.html). Il conto lo ha fatto Google perché ha in progetto di digitalizzare tutti i libri del mondo, trasformando i tomi di carta custoditi in tutte le biblioteche (e magari anche nelle librerie e nelle edicole) in file digitali scaricabili da internet.
Cioè, 130 milioni era il numero di libri aggiornato allo scorso 1 agosto. Poi c’è stato un aumento, la cui misura hanno tentato di calcolare Francesco Cataluccio e Andrea Di Stefano sul Domenicale del Sole24ore (il loro articolo è anche leggibile nel web sul Fatto Quotidiano, al link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/ebook-la-sfida-della-qualita/45849/). Cataluccio e Di Stefano riportano una notizia diffusa dal Dipartimento di Fisica dell’università di Stanford, la cui direzione ha deliberato di costruire una nuova biblioteca. Nell’edificio però non ci sarà nemmeno un libro di carta – soltanto computer ed e-reader sui quali gli studenti potranno consultare tutti i libri in formato elettronico. Le edizioni cartacee verranno immagazzinate in un altro edificio, posto a 60 chilometri di distanza, il quale dovrà essere bello grosso, perché ogni anno vi entreranno circa 100˙000 nuovi libri e riviste… e stiamo parlando soltanto dei libri interessanti per un Dipartimento di Fisica!
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