Vivalascuola. Memoria del male, memoria del bene

Quest’anno la puntata di vivalascuola per la Giornata della Memoria è dedicata ai Giusti. Si tratta di una memoria che ci fa sentire in debito e ci “compromette“, poiché i Giusti ci trasmettono non solo la consapevolezza che “chi salva una vita salva il mondo“, ma anche che non basta indignarsi del male di cui siamo spettatori; e soprattutto ci trasmettono l’impegno di farci carico, noi stessi, della lucidità e del coraggio che hanno ispirato chi ha operato e opera con giustizia e speranza, contro corrente e mettendo a rischio la propria vita, per salvare anche una sola vita umana nel corso dei genocidi che da Auschwitz in poi si sono susseguiti ovunque, ieri come oggi. La puntata comprende una riflessione di Stefano Levi Della Torre sulla figura dei Giusti, un intervento di Salvatore Pennisi sul valore educativo della memoria del bene, il racconto di Maria Bacchi di una bella pagina della nostra storia in quel di Nonantola e la riproposta di un articolo di Gabriele Nissim su Shoah e Giusti. Completano la puntata tre racconti di resistenza e dignità che proponiamo come lettura per le scuole; inoltre materiali e segnalazioni. Altri materiali su vivalascuola qui, qui, qui, qui, qui, qui.

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Vivalascuola. Viaggio della memoria

Presentiamo i racconti del “viaggio della memoria” a Mauthausen, Gusen e Hartheim che gli studenti della 5A del Liceo Scientifico Tecnologico dell’IIS “Giovanni Giorgi” di Milano hanno compiuto tra il 29 e il 31 gennaio 2013, introdotti da una riflessione di Stefano Levi Della Torre. Un grazie di cuore a ragazze e ragazzi e a tutti, uno per uno, l’augurio di rispettare, quando saranno adulti, “i sogni della giovinezza” (F. Schiller, Don Carlos).

Il coraggio di ricordare
di Stefano Levi Della Torre

L’impegno di tanti studenti e docenti nell’affrontare la tragedia dei campi di concentramento e di sterminio nel cuore dell’Europa è quasi eroico, non solo per l’argomento ma anche per la condizione in cui è stata ridotta la scuola italiana, la cui qualità si affida sempre più alla buona volontà di chi vi partecipa. Continua a leggere

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2010

 

I nomi, tutti,
pronunciati all’indietro,
l’ultimo, fatto re
con i nitriti
dinanzi agli specchi di brina,
assediato, accerchiato
da plurinascite,
la fenditura sul colmo,
che attraversa lui e implica
te, isolato.

(Paul Celan)

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Vivalascuola. Per il giorno della memoria

“… nell’odio nazista non c’è razionalità… Non possiamo capirlo; ma possiamo e dobbiamo capire da dove nasce, e stare in guardia. Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre. Per questo, meditare su quanto è avvenuto, è un dovere di tutti” (Primo Levi, Se questo è un uomo, Appendice)

(Su gentile concessione dell’autore, che ringrazio, sono lieto di proporre un saggio di Stefano Levi Della Torre, tratto dal volume in prossima uscitaAtti delle Giornate di Studio per i Settant’anni delle Leggi Razziali in Italia (Napoli, Università “L’Orientale” – Archivio di Stato, 17 e 25 novembre 2008)“, a cura di Giancarlo Lacerenza e Rossana Spadaccini, Napoli 2009. La puntata comprende inoltre il testo delle leggi razziali sulla scuola, informazioni e testimonianze). Altri materiali su vivalascuola qui, qui, qui, qui, qui, qui.

Perché? Cos’ho fatto di male?
Ero una bambina milanese come tante altre, di famiglia ebraica laica e agnostica: non avevo ricevuto alcun insegnamento religioso in casa. Nel settembre del 1938 avevo terminato la seconda elementare e conducevo una vita tranquilla e felice nel mio microcosmo familiare. Continua a leggere

Da “Essere senza destino”, di Imre Kertész

Romanzo proposto in Italia con un titolo di sapore nietzschano, che fa risaltare l’ambiguità di significato di sostantivo e infinito, Sorstalanság fu scritto tra 1961 e 1973. Non si tratta di un lavoro strettamente autobiografico; le vicende degli ebrei ungheresi durante la guerra servono da spunto di una rigorosa riflessione filosofica sulle rotture della storia del ‘900.
Inizialmente non ammesso alla pubblicazione, il libro uscì in Ungheria nel 1975, senza trovare riconoscimento critico.
27 anni dopo fruttò a Kertész il Premio Nobel per la Letteratura (2002). Tra le motivazioni, l’espressione della “fragile esperienza dell’individuo contro la barbarica arbitrarietà della storia”.
Le difficoltà di resa linguistica di una prosa personalissima fu la causa di una tormentata storia di traduzioni. Sorstalanság fu tradotto due volte in tedesco, nel 1990 (Mensch ohne Schicksal) e nel 1996 (Roman eines Schicksallosen). La versione italiana (1999) si basa sulla seconda tedesca. Anche la prima traduzione inglese, dal titolo Fateless (1992), non piacque all’autore, e nel 2004 se ne preparò un’altra (Fatelessness).
Il film tratto dal romanzo esce nel 2005. Continua a leggere