Osteria Calcutta

Osteria Calcutta” di Marina Valente, edito da Sensibili alle Foglie, è la storia di un sogno che, per qualche tempo, è stata una realtà capace di cambiare le sorti di oltre duemila Adivasi, diseredati, intoccabili di uno slum di Calcutta, una delle città più aperte e più contraddittorie di tutta l’India.

Una città capace di accogliere decine di migliaia di persone senza terra e di avvelenarne altrettante con le cicliche epidemie per avvelenamento da arsenico causate dai pesticidi e dai fertilizzanti chimici introdotti in modo massiccio in un’agricoltura naturale e dagli stabilimenti della Coca Cola (bevanda, fino a pochi anni fa completamente inesistente nel West Bengal) le cui pompe hanno raggiunto gli strati più profondi della terra, pescandovi -assieme all’acqua- metalli pesanti ed arsenico.

C’è qualcosa di profondamente poetico nel diario di Marina Valente e nella sua sincera passione per queste persone che vivono, dormono e muoiono in strada e che non hanno niente: neppure la certezza di potersi svegliare l’indomani.

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