Contro l’inciucio Renzi-Berlusconi c’è una battaglia che si può vincere subito – di Paolo Flores D’Arcais

DA MICROMEGA

 

Nell’accordo piduista Renzi-Berlusconi, benedetto da Napolitano, c’è molto di peggio che non il Senato dei nominati (il Senato andava semplicemente abolito e contemporaneamente il numero dei deputati portato a cento).

Il vero elemento golpista del patto piduista del Nazareno è costituito invece dalla legge elettorale, che consentirà a una forza di minoranza un controllo totale non solo del legislativo ma anche delle istituzioni di garanzia: Presidenza della Repubblica e Corte Costituzionale.

Nell’ambito di questa legge elettorale super truffaldina e micidiale per la democrazia, l’elemento più grave è dato dalla vera e propria istigazione a delinquere rappresentata dall’incentivo alla presentazione di liste locali di clientelismo mafioso e liste nazionali di indecenza corporativa. Continua a leggere

Presidente Renzi, perché non vuole fare sul serio contro il partito dell’impunità? di Paolo Flores D’Arcais

DA MICROMEGA

Il voto europeo in Italia ha un solo vincitore, anzi un solo nome: Matteo Renzi. […]

Proprio perché “Matteo” ha sbancato, dato scacco matto, fatto en plein, inflitto il cappotto, o quale altra metafora si preferisca (astenersi “asfaltato”, per favore: stilisticamente disgustoso), il grande problema per lui comincia ora. Chi ha tutto il potere non ha più nessun alibi. Quello che non fa, va tutto a carico suo.

Ora, il problema economico dell’Italia si chiama evasione fiscale, corruzione, mafia, il resto è epifenomeno. Una massa monetaria enorme, equivalente a una decina di “manovre fiscali” tipo “lacrime e sangue”, viene rapinata ogni anno da quei tre fenomeni. Grassazione gigantesca e permanente, che basterebbe aggredire significativamente (la metà, perfino un terzo della ricchezza comune saccheggiata), per disporre di risorse tali da soddisfare contemporaneamente aneliti alla sicurezza e pulsioni allo sviluppo, meno diseguaglianza e più crescita: salario di cittadinanza, incentivi a piccole e medie imprese, investimenti massicci in cultura istruzione e ricerca, boom di autostrade telematiche e di energie rinnovabili … e via riformando. Continua a leggere

La grande truffa dei gattopardi

di Paolo Flores d’Arcais, da Il Fatto quotidiano, 11 novembre 2012

Renato Schifani sarà una nullità politica ma è pur sempre il presidente del Senato, una sorta di vice-Napolitano (art. 86 della Costituzione). E un vice-Napolitano che confessa le “carte false” della legge elettorale in gestazione, il cui unico scopo è impedire la vittoria di una delle forze politiche che si presenteranno alle urne, è uno scandalo che dovrebbe fare davvero scandalo, invece di dare avvio al gran ballo del minimalismo. Continua a leggere

La politica come dialogo e come autismo. Lettera aperta a Beppe Grillo – di Paolo Flores d’Arcais

 

DA MICROMEGA 4, 2012
Informazione, giustizia, lavoro: sono tre temi cruciali per il futuro democratico dell’Italia, sui quali il programma del MoVimento 5 Stelle pare ancora molto vago. E anche sulla democrazia interna del M5S ci sarebbe molto da dire. Un invito del direttore di MicroMega al leader Grillo per un confronto pubblico.

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Caro Beppe Grillo,
sono passati solo sei anni da quando ci incontrammo per mettere a punto la scelta dei tuoi brani da pubblicare sul numero di MicroMega in vista delle elezioni («Summa anthologica», marzo 2006), e appena quattro da quando accettasti di partecipare (in collegamento) alla manifestazione di piazza Navona (8 luglio 2008) organizzata da Furio Colombo, Pancho Pardi e me, dal titolo «Il regime non passerà!». Ma sembra già un’altra epoca. A piazza Navona annunciavi che avresti appoggiato alle successive amministrative «tutte le liste civiche che vorranno occuparsi del loro comune e della loro regione. Io sarò in prima fila». Era il tempo dei meet-up. Oggi il MoVimento 5 Stelle è accreditato di risultati a due cifre per le prossime politiche. Continua a leggere

Non vogliono un’altra politica – di Paolo Flores d’Arcais

Da il Fatto quotidiano, 29 agosto 2012
Alzando la voce, con dovizia di parole grosse pari alla povertà di argomenti, Bersani e Scalfari pretendono di imporre come verità canonica una leggenda: che sinistra equivalga a Pd, e chi attacchi tale partito sia dunque di destra, molto di destra, perfino fascista. Se però per sinistra si intende un riformismo coerente nella propria azione con i valori di giustizia e libertà, il Pd di sinistra non è mai stato, i governi Prodi e D’Alema (sette anni nel corso del ventennio) non hanno intaccato un solo privilegio, una sola ingiustizia, una sola impunità, e anzi, anche all’opposizione, in amorosi sensi bipartisan ne hanno rafforzati a iosa.
La sinistra riformista si manifestava intanto nelle decine di migliaia di cittadini del Palavobis (MicroMega 2002) divenuto poi Palasharp (Libertà e Giustizia 2011), nelle centinaia di migliaia delle piazze dei girotondi, del popolo viola, della Fiom aperta ai movimenti, di “Se non ora quando”, dell’antibavaglio…Proprio questo riformismo, l’unico realmente esistente, è stato insolentito come antipolitica dalle nomenklature partitocratiche dedite all’inciucio, mentre esprimeva solo volontà e speranza di Altrapolitica, a misura di cittadini anziché di casta. Continua a leggere

Usciamo dal gorgo

di Paolo Flores d’Arcais, da “Il Fatto quotidiano”, 17 aprile 2012

La parte migliore dell’Italia rischia di essere trascinata in un gorgo dove l’unica alternativa alla disperazione sembra la rassegnazione o addirittura la fuga dalla realtà.
Sempre più spesso, persone che mai avevano rinunciato alla passione civile, alla razionalità critica, all’impegno, annunciano agli amici l’intenzione di “dimettersi” dalla cittadinanza attiva: da anni non ascoltavano i Tg, perché megafoni “falsi e bugiardi” dell’establishment, ma ora non leggeranno più neppure quel quotidiano e mezzo che racconta il mondo vero, perché questo mondo vero è troppo disperante, alla ripugnanza del regime di Berlusconi è seguito un governo Napolitano-Monti-Passera che ne perpetua l’iniquità con uno stile meno sboccato e più accattivante, e poiché nessuna opposizione “repubblicana” si profila all’orizzonte, meglio “evadere” con qualche buon libro o addirittura qualche serie tv a lieto fine, altrimenti si finisce nel suicidio (e le cronache ci ammoniscono che non è un modo di dire). Continua a leggere