Trittico della distanza, di Pasquale di Palmo


Prima di ogni partita e di ogni cielo

 

Bisognerà iniziare dall’epigrafe agostiniana per comprendere questo nuovo – essenziale, lucido, pietoso – libro di Pasquale Di Palmo, uno degli autori più parchi e intensi della sua generazione: «Quale uomo farà intendere ciò ad un altro uomo? Quale angelo a un angelo? Quale angelo a un uomo?». Ci troviamo nel capitolo conclusivo delle Confessioni: dopo aver ricapitolato il contenuto del racconto biblico della Creazione e aver reso grazie a Dio, Agostino pone l’accento sul mistero della misericordia divina (Tu vero, Deus une bone, numquam cessasti bene facere) e sulla contemplazione della sua perfezione: Tu autem bonum nullo indigens bono semper quietus es, quoniam tua quies tu ipse es («Tu invece, bene che non necessita di alcun bene, sei sempre in riposo, poiché tu stesso sei il tuo riposo»). Continua a leggere

Rosa Salvia, Il Giardino dell’attesa



di Pasquale Di Palmo

Gaston Bachelard scrisse che il giardino «è uno stato d’animo». Questa definizione può benissimo attagliarsi alla più recente raccolta poetica di Rosa Salvia, emblematicamente intitolata Il giardino dell’attesa. Nonostante le sue origini lucane (di Picerno, in provincia di Potenza), la poetessa vive da molti anni a Roma, dove suggellò la sua giovane esistenza, in maniera drammatica, il cugino Beppe, la cui opera è stata investigata da Rosa a livello esegetico. E tracce del classicismo dell’autore di Cuore (cieli celesti) e di alcune tra le più intense liriche della seconda metà del Novecento si ritrovano nel nucleo di questa raccolta, soprattutto nella sezione inaugurale che dà il titolo al libro. Continua a leggere