Quale delle due


Chi ha paura di Dio? Di un bambino in una mangiatoia? Di un uomo che offre mani e piedi ai chiodi, disteso su una croce? È così difficile capire che ci ama? Dobbiamo inventarci coincidenze astruse e disconoscere che i doni li fa Lui? Sarebbe più semplice pronunciare la fatidica parola: grazie. Allora saremmo noi stessi, avremmo trovato la nostra identità.

Innamorarsi


“Aver paura d’innamorarsi troppo” era il titolo di una canzone di Battisti. C’è del vero, perché temiamo di perderci, di lanciarci in un’impresa soggetta al fallimento. Quante delusioni inflitte e ricevute, quante disfatte sul campo di battaglia che chiamiamo amore.
Con Gesù è diverso: più t’innamori, più hai fame di Lui; più ti perdi, più sei sicuro di trovarti, perché è il Presente per antonomasia, con lo sguardo su te, persino quando dormi. Sapersi guardati, amati così, fa passare la paura.

Più o meno pausa

da qui

C’è una nuova moda: quella di costruirsi un bunker dentro casa. Certo, le minacce sono tante, la guerra nucleare è dietro l’angolo, l’immigrazione, a più di qualcuno, mette angoscia. La paura fa presto a farsi strada, quando il proprio patrimonio è minacciato, e soprattutto il bene dei beni che è la vita. Poi viene uno che dice: chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. E allora devi metterti seduto, rifare tutti i conti, deciderti a compiere l’operazione più difficile di tutte: cambiare.