Giorno dopo giorno

Vorremmo ottenere tutto e subito, anche nella vita spirituale. Gesù invita Gabrielle alla pazienza, evocando l’avanzare impercettibile del tempo, il  succedersi delle stagioni, così lento. Giorno dopo giorno, qualcosa accade, anche se non ce ne accorgiamo.

Contare


Contare fino a dieci è una bella invenzione. Siamo troppo precipitosi, e così commettiamo tanti errori. Perché non lasciare alla grazia il tempo di fare il suo lavoro? Quanti migliori esiti vedremmo! Potremmo imparare a offrire l’intervallo temporale, approfittarne per rivolgerci a Gesù, con premura e tenerezza. Lui ci aspetta: attende per anni che qualcuno lo degni di un pensiero, di uno sguardo. Ed è attratto irresistibilmente dall’umile che ne invoca la presenza.

Brindisi


Dio ne deve avere di pazienza. Lui è perfetto, mentre noi facciamo acqua da tutte le parti. Né vale dire: ci ha creati così. Siamo noi che guastiamo il suo lavoro.
Eppure, non tutto è perduto. Proprio niente, anzi. Basta alzarsi la mattina e cominciare da capo, prendere la vita che viene da lontano, passando nei secoli dei secoli, attraverso le generazioni precedenti, fino ai nostri genitori, che magari non ci hanno voluto. Che importa?
Ciò che conta è la vita che arriva: in origine è pura, invecchiata a dovere, pronta per essere servita.
Dài, brindiamo alla pazienza di Dio che non smette mai di sostenerci, anche quando diventiamo insopportabili.