PIERRE RABHI, “PAROLE DI TERRA”

Pierre Rabhi, Parole di terra. Dal saccheggio della terra al ritorno della comunità, ed. Pentàgora (trad. di  M. P. Corpaci e P. Lemoussu)

Parole di terraQuando sono trattati dalla penna dello studioso, del politico, dell’economista, del sociologo, del critico… gli argomenti che riguardano la vita e la morte e la rinascita delle comunità non arrivano a tutti e spesso non arrivano proprio a quelli – i contadini, chi abita nei paesi, la gente di popolo – che ne sono diretti destinatari e protagonisti e, a volte, vittime. Perché da quelle penne escono saggi e analisi qualche volte tanto approfondite quanto astratte, senza sangue, e che alla terza pagina o alla terza nota fanno sbadigliare di sonno o d’impotenza chi non ama o non sa accastellare concetti su concetti, parole astratte su parole astratte. Rabhi, in Parole di terra, scrive proprio di quegli argomenti e parla delle comunità che, dopo l’incontro con il nostro Occidente e quell’industria estrattiva chiamata impropriamente agricoltura, diventano periferia e baraccopoli, della terra che diventa deserto, di povertà convertita in miseria, di uomini integri che diventano squali su autovetture potenti o stracci alcolizzati. Ma lo fa con penna leggera, con parole di passione, con tocco narrativo, con la partecipazione e la compassione e la solidarietà di chi quegli argomenti non li ha studiati o pensati, ma conosciuti con gli occhi e con la pelle. E, facendo così, Rabhi parla a tutti e va dritto al cuore.

(nota di Massimo Angelini)  Continua a leggere