Premio nazionale di letteratura rurale “Parole di Terra”

Premio nazionale di letteratura rurale “Parole di Terra”

Regolamento IV Edizione (2017)

  1. Pentàgora edizioni (pentagora.it) e l’Associazione Culturale Parole di Terra promuovono il Premio Nazionale di Letteratura Rurale PAROLE DI TERRA – quarta edizione, da assegnare a opere inedite in lingua italiana dedicate al mondo rurale e alla cultura contadina, con due categorie di premiazione:
  2. a. Premio Parole di Terra per la letteratura rurale (da 150.000 a 400.000 caratteri spazi compresi), aperto a opere di narrativa, saggistica, memorialistica e a raccolte di racconti. Sono considerate inedite anche le opere stampate senza codice isbn;
  3. b. Premio Parole di Terra per racconti brevi (entro 15.000 caratteri spazi compresi).

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BUONA LETTURA: “LA LUCE SU IN PAESE” DI RENATO BERGONZI

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia.
Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità.
Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

BergonziA borgo Case Sparse si invecchia lentamente, “come gli ulivi giù in collina, storti e nodosi”. La selvaggina sta scomparendo, tordi e merli diventano sempre più rari e la “vita grama” costringe i giovani a scendere a valle, in cerca di un futuro migliore. I silenzi sono ormai interminabili. Le storie prossime ad essere dimenticate.
In questa magrezza tipica dell’entroterra ligure, Renato Bergonzi ambienta La luce su in paese (pentàgora) e dipana i capitoli della storia di Vittorio, l’ultimo abitante di borgo Case Sparse.
Una volta alla settimana, Vittorio attraversa il bosco per scendere da Oreste, alla bottega del vicino paese e scambiare quattro chiacchiere con gli amici di un tempo. Si parla dei posti buoni per la caccia, di quelli che nascondono i funghi porcini, della penuria del lavoro, delle case abbandonate. Continua a leggere

GIACOMO REVELLI, “NEL TEMPO DEI LUPI”

Giacomo Revelli, Nel tempo dei lupi, ed. Pentàgora 

Estratto dal capitolo 28

RevelliEbbe ancora molto tempo per pensare. La notte era cominciata molto prima di quel che aveva creduto e gli aveva lasciato tutti i pensieri del giorno passato che si sommarono alle attese del giorno che doveva ancora nascere. Cercò di immaginare la lupa in quel momento. La sentiva là fuori, respirare l’aria fredda e buia che a lui faceva paura. Sapeva che non stava nascondendosi da qualche parte, non si sentiva braccata e terrorizzata. Eppure, oltre a lui, c’erano quei tre, decisi a farle la pelle. Si muoveva libera tra i larici come nella radura, nel buio come nella nebbia. Lasciava tracce, orme, segni di sé nella più completa tranquillità. Come se sapesse, come se avesse la piena consapevolezza della propria superiorità. In quell’ambiente, nella conca di Abenìn e sulla Route dell’Amitiè, fino al promontorio del Barëghë dër bola, era lei, la lupa, la vera padrona. Continua a leggere

“DOMANDA AL VENTO CHE PASSA”, DI PAOLO GIARDELLI

Tratto da
Paolo Giardelli, Domanda al vento che passa: Malocchio e guaritori tradizionali, Pentàgora, Savona-Milano 2012: pp. 118-123.

domanda al vento

L’UOMO DI GLORI

A Glori [piccola frazione di mezza costa della Valle Argentina, (1)] si ricorda la guarigione da parte di nonna Teresa di una donna, mancata una decina di anni fa, sofferente di crisi depressive. Pare che una domenica Teresa, la guaritrice, si sia presentata a casa di questa persona per curarla, dicendole di andare a comprare una pentola nuova di terra.
Ha fatto uccidere il coniglio più grasso che avevano, ha prelevato il fegato ancora caldo del coniglio e lo ha buttato nella pentola di terra, che era stata messa sul fuoco. Il fegato ovviamente si è messo a scoppiettare a contatto con la pentola calda e lei ha sentenziato che erano le bàggiue, le streghe, che se ne andavano dal corpo dell’ammalata. Ha detto però che il resto del rito doveva compierlo a casa sua, a Glori, si è fatta incartare il coniglio e se lo è portato via. Cosa sia successo dopo non è dato sapere … Continua a leggere