«Femmina De Luxe», di Elisabetta Bucciarelli [Edizioni PerdisaPop]

bucciarellifemminadi Gaja Cenciarelli ed Enrico Gregori

L’idea di una recensione scritta a quattro mani non è peregrina quanto può sembrare a prima vista: abbiamo entrambi assistito alla presentazione romana del romanzo di Elisabetta Bucciarelli, abbiamo conosciuto di persona l’autrice, abbiamo ascoltato il dibattito che ne è seguito – interessante come capita di rado in occasioni del genere.
Ci siamo poi confrontati sul contenuto del libro – e anche sulla forma: elemento importante e da non trascurare. Il formato della collana è in un certo senso vincolante per la lunghezza del romanzo. Ci sono intrecci e personaggi cui ci si affeziona e che si vorrebbe non ci abbandonassero tanto presto. Succede proprio così con Femmina De Luxe, centoventotto pagine dense di umanità nell’accezione più positiva del termine.
Sesso, cibo, la “perfezione” dei corpi: questi sono gli argomenti cardine del romanzo di Elisabetta Bucciarelli. Una storia che è una telecamera ad alta definizione, e che l’autrice utilizza sapientemente per scavare nelle pieghe più oscure dell’animo umano. Perché le dicotomie tra dentro e fuori, tra pieno e vuoto, tra apparenza e sostanza sono i puntelli dell’intreccio. Uno iato che sembra incolmabile. Continua a leggere