La sorgente della vita

Si era dimenticato. Per questo soffriva, e non sapeva perché. Si lasciava ferire, si adirava, il veleno giungeva dappertutto, ossia il pensiero cattivo, di cui parlano i Padri, che si appropria della mente e del cuore, che ti mostra la vita con il filtro dei tuoi traumi. Si era dimenticato che avrebbe dovuto e potuto perdonare. Se avesse perdonato i genitori, se avesse riportato alla memoria gli eventi in cui s’era sentito abbandonato, tradito, e avesse sussurrato, dal profondo del cuore: perdono, perdono, perdono, si sarebbe aperto lo scenario della realtà com’è, delle persone come sono, del mondo senza la proiezione fuorviante delle sensazioni negative. Solo adesso viveva nella pace. Riattingeva alla sorgente della vita che scorreva anche prima, ma era lui che la ignorava, come quando qualcuno ti sorride, e tu non te ne accorgi. Ora poteva dire: guardami, sono qui: ricominciamo. 

Al contrario

Gesù ha preso su di Sé tutti i peccati. Dobbiamo unirci al momento in cui si è caricato dei nostri, credendo nella potenza infinita di salvezza, perché la Sua divinità non ha mai abbandonato la Sua umanità, al contrario di quanto dice certa teologia.

Calvario

Qualcuno ha detto che Gesù è in croce fino alla fine del mondo: è vero, perché il Padre vede tutto nello stesso istante. Ecco perché possiamo pregarlo offrendogli la scena del Calvario: cosa non farà, un Padre come Lui, di fronte a questo appello? Possiamo pregare per i cuori più induriti, porgendo al Padre le parole di suo Figlio: perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Abbiamo idea della potenza di questa intercessione, rivolta a un Padre che ama come nemmeno possiamo immaginare?